No alla strategia della tensione: i comunisti manifestino nella calma senza cadere in provocazioni

Il rischio è che si cada in una strategia della tensione a tutto vantaggio delle forze securitarie che vogliono blindare la società e snaturare lo stato di diritto. Occorre quindi evitare le provocazioni che potranno arrivare da destra ma anche da gruppi estremisti anarchici che non hanno alcun interesse a trovare soluzioni praticabili!

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Il Municipio di Lugano non ha agito come avrebbe dovuto comportarsi un’istituzione politica democratica: se fino a ieri sembrava che si fosse mosso per ripicca (il che è già deprecabile in sé) ora sembra addirittura palesarsi la possibilità che abbia agito senza nemmeno discuterne con tutti i suoi membri democraticamente eletti dal popolo, e pensando di “stravincere” sugli autogestiti: non solo ha sgomberato il CSOA Il Molino, ma lo ha anche demolito con modalità e tempistiche arbitrarie provocando una reazione a catena, che era peraltro facilmente prevedibile come ha pure fatto intendere il Presidente del Consiglio di Stato.

Se è poi vero, come sta emergendo in queste ore, che a suggerire all’ultimo al sindaco e alla municipale la via dura (e illegale) e addirittura ad averla già preparata in anticipo siano stati degli ufficiali di Polizia, la situazione assume una particolare gravità: non solo i funzionari in divisa hanno interferito (correi anche determinati Municipali) col primato della politica (il che è già in sé intollerabile per la nostra cultura repubblicana), ma dimostrano anche poca competenza in fatto di sicurezza e di strategia. Nessun esperto di sicurezza inviterebbe un politico a gettare benzina sul fuoco in un momento di tensione già palpabile (rilevata persino dai commercianti di Lugano che hanno dimostrato un senso della realtà e di conoscenza del territorio maggiori rispetto alle autorità cittadine). Nessuno stratega degno di questo nome avrebbe poi sottovalutato i rapporti di forza che il CSOA Il Molino in 20 anni ha saputo costruire con una parte della società, magari anche silenziosa e non solo in Ticino. Chi non sa leggere queste dinamiche sociali e politiche non deve indossare un’uniforme e men che meno disporre di un’arma.

Il Partito Comunista è preoccupato per quello che sta avvenendo: il rischio è che si cada in una strategia della tensione a tutto vantaggio della destra e delle forze securitarie che non vedono l’ora di blindare la società e snaturare lo stato di diritto nonché adombrare le responsabilità politiche delle autorità coinvolte. Invitiamo quindi i Municipali che si sono opposti a questo scempio di assumere l’iniziativa per rilanciare un difficilissimo dialogo con la società civile senza timore di rompere una collegialità ormai già malridotta.

Ma nemmeno noi come Partito ci tiriamo indietro dalle responsabilità: invitiamo quindi anche i manifestanti – fra cui vi saranno anche nostri membri e simpatizzanti – a protestare sì contro la violenza municipale che ha demolito l’ex-macello, ma nella massima calma, con quella disciplina che da sempre caratterizza noi comunisti, sapendo cioè evitare le provocazioni e le violenze che potranno arrivare da tutte le parti: anzitutto da destra ma anche da gruppi estremisti anarchici d’oltre Gottardo o d’oltre confine che non hanno alcun interesse a trovare soluzioni praticabili. Lo ripetiamo: la strategia della tensione è quello che vogliono i nemici dell’autogestione e gli anti-comunisti! Sta a noi ora non cascarci e, al contrario, agire per unire gli autogestiti con i lavoratori e i cittadini a cui stanno a cuore i principi costituzionali, e chiedere senza settarismi a gran voce al Cantone di mediare e di trovare in tempi brevissimi una nuova sede, adeguata e condivisa, per le attività culturali autogestite.

Ricordiamo infine che sulla vicenda siamo intervenuti di recente anche nei consessi istituzionali in cui siamo presenti, in particolare attraverso l’interpellanza al Municipio di Lugano dal Gruppo PS-PC firmata anche dal nostro rappresentante Edoardo Cappelletti (link) e il discorso pronunciato in Gran Consiglio dal nostro deputato Massimiliano Ay (link). Oggi, inoltre, unitamente al presidente della sezione socialista di Lugano, abbiamo firmato una istanza all’attenzione della Sezione Enti Locali affinché intervenga per accertare le illegalità prodottesi in seno al Municipio di Lugano (link).

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