La Gioventù Comunista (GC) ha partecipato questa mattina alla manifestazione a Bellinzona indetta dai sindacati in occasione del 1° maggio, ovviamente nel rispetto delle misure sanitarie vigenti. Di fronte alla progressiva implementazione di misure anti-sociali da parte delle forze politiche borghesi e liberiste, scendere in piazza per rivendicare più diritti sociali è un dovere.

La GC ha colto l’occasione per ribadire che una delle principali piaghe della nostra società è il precariato. Durante gli ultimi decenni le condizioni lavorative e del mercato del lavoro hanno infatti subito un progressivo peggioramento: il padronato ha promosso l’indebolimento delle condizioni contrattuali dei lavoratori, che si è tradotto in una precarizzazione delle loro condizioni di vita. Dal fenomeno del precariato e dalla degradazione dei diritti sociali sono toccati in modo crescente anche i giovani, che si trovano sempre più spesso di fronte a condizioni lavorative dure e svalorizzanti talvolta anche durante la loro formazione (a causa ad esempio dell’ampia diffusione di stage non remunerati o sottopagati).

Sempre in occasione di questo 1° maggio e per contribuire almeno a limitare il fenomeno del precariato giovanile, la Gioventù Comunista ha lanciato una petizione indirizzata al Gran Consiglio ticinese, con la quale chiede:

– Di tutelare maggiormente i giovani lavoratori in formazione, tramite l’assunzione di un maggior numero di ispettori di tirocinio, il raddoppio delle visite di controllo nelle aziende che formano apprendisti e l’organizzazione regolare di momenti di informazione sindacale nelle scuole professionali;

– Di porre fine allo sfruttamento degli stagisti, attraverso il divieto degli stages non pagati e l’introduzione di un apposito salario minimo dignitoso e corrispondente al titolo di studio conseguito;

– Di sostenere maggiormente l’inserimento professionale dei giovani lavoratori, richiedendo alle autorità federali di introdurre l’obbligo per le aziende formatrici d’impiegare per almeno 1 anno gli apprendisti che vi terminano la formazione, di estendere da 1 a 3 mesi il termine di preavviso per licenziamento per i lavoratori con meno di 25 anni, di ridurre da 120 a 30 giorni il periodo d’attesa per il versamento delle indennità di disoccupazione per i giovani senza lavoro, di aumentare l’organico degli Uffici regionali di collocamento e di rivederne il funzionamento in modo da promuovere realmente l’inserimento professionale dei giovani.

La petizione si può firmare sia scaricando il formulario dal sito www.partitocomunista.ch sia online al seguente link: https://act.campax.org/petitions/stop-al-precariato-giovanile

Nel corso di questa mattinata il coordinatore della Gioventù Comunista, Luca Frei, è inoltre intervenuto in piazza a nome di tutti i giovani comunisti. Frei ha ribadito che, anche se la pandemia ha certamente cambiato radicalmente la nostra vita, i problemi che stiamo vivendo ora, fra i quali la disoccupazione, il dumping salariale e occupazionale e, appunto, il precariato vigevano già prima e la crisi economica legata a quella sanitaria non ha fatto altro che esacerbarli.

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