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Canone radio-tv, lo status quo è già troppo: no alla modifica della LRTV PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 27 Maggio 2015 02:15

In riferimento alla modifica della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) in votazione popolare il prossimo 14 giugno il Partito Comunista vede tutta una serie di aspetti problematici che lo spingono a lanciare un segnale politico chiaro votando NO a tale modifica. Certamente l’indipendenza dei media è importante, tuttavia riteniamo che la pluralità politica nell’attuale servizio pubblico radiotelevisivo sia piuttosto limitata e vi siano evidenti sprechi che andrebbero affrontati. Non si risolvono però questi problemi con un canone forfettario riscosso da un’azienda privata come la Billag.

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Due vice-segretari per il PC. Forse una candidatura agli Stati. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 26 Maggio 2015 05:11

Si è riunita nel week-end la Conferenza d'Organizzazione del Partito Comunista che si è occupata dell’analisi dei risultati elettorali dello scorso appuntamento di aprile e per delineare l’impostazione futura del lavoro dei comunisti a livello istituzionale e sul territorio. Il Partito Comunista (già Partito del Lavoro) è tornato in Gran Consiglio dopo anni di assenza: se nel 2003 infatti il deputato comunista era stato eletto grazie alla congiunzione con il PS, bisogna risalire addirittura al 1987 per vedere un risultato così importante per i comunisti e per l’intera sinistra critica. I militanti presenti a Lugano hanno discusso su aspetti positivi e limiti della campagna elettorale da poco terminata e hanno accolto alcuni nuovi iscritti al Partito.

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Peggiorano ancora le condizioni di lavoro alla Posta! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 01 Aprile 2015 17:45

Il Partito Comunista ha preso atto con preoccupazione del nuovo contratto collettivo di lavoro (CCL) previsto presso la Posta, il quale rappresenta sotto diversi aspetti un peggioramento della situazione complessiva per numerosi lavoratori. Condanniamo anzitutto che alcuni impiegati postali siano posti al di fuori del campo di applicazione del nuovo CCL: è un modo per indebolire i rapporti di forza dei salariati e per aumentarne la precarietà. Che lo faccia un’azienda della Confederazione è un segnale estremamente negativo e in contraddizione con lo slogan tanto sbandierato della presunta responsabilità sociale dello Stato e del padronato.

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Sì all’iniziativa sulle borse di studio per un più equo diritto allo studio PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 21 Maggio 2015 22:33

Il Partito Comunista sostiene l’Iniziativa popolare «Sulle borse di studio» lanciata dall’Unione Svizzera degli Universitari (USU) e sostenuta in Ticino dal Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) in votazione il prossimo 14 giugno 2015. In Svizzera i tre quarti degli studenti universitari è costretto a lavorare accanto allo studio per potersi mantenere, accettando spesso posti di lavoro estremamente flessibili che implicano stress e difficoltà di conciliare studio e lavoro, essendo peraltro ancora rari nei nostri atenei i curriculum speciali per studenti-lavoratori. Questa situazione di precarietà e di conseguente prolungamento della durata degli studi, è persino peggiorata con l’introduzione del riforma di “Bologna”.

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Un governo succube all'UE che favorisce il dumping salariale PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 01 Marzo 2015 19:33

La decisione del Dipartimento federale dell'economia (DEFR) di sospendere il rafforzamento delle misure d'accompagnamento alla libera circolazione è semplicemente irresponsabile. Lo è ancora di più lo sbandamento strategico dei vertici sindacali che hanno acconsentito a questa scelta, denotando un serissimo problema di capacità contrattuale. Mai come oggi, infatti, sarebbero state necessarie misure per evitare il dumping salariale e per estendere il carattere vincolante e obbligatorio dei Contratti Collettivi di Lavoro (CCL) e frenare i diktat europeisti. Chi ieri era in piazza a Bellinzona per i diritti del lavoro - a partire dal PS - dovrebbe chiederne conto ai propri referenti nazionali che stanno esasperando una situazione sociale che sta già sfuggendo di mano.

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