I giovani comunisti dicono basta agli stage non pagati e al precariato!

La Gioventù Comunista deposita in Gran Consiglio oltre 1'000 firme contro il precariato giovanile.

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La Gioventù Comunista (GC) – sezione giovanile del nostro Partito coordinata dal compagno Luca Frei – ha consegnato oggi a Bellinzona con più di 1’000 firme la sua petizione “Stop al precariato giovanile!” e si dichiara soddisfatta del riscontro ottenuto fra i giovani lavoratori e studenti durante i momenti di raccolta. “Il disagio fra i giovani dovuto al precariato cresce infatti sempre di più e occorre agire il prima possibile contro questa piaga che affligge la nostra società” ha spiegato Frei unitamente ad Angelica Forni e a Mattias Codoni, membri del coordinamento del sodalizio.

La petizione della GC richiede una maggiore tutela e protezione dei giovani in formazione (ad esempio tramite l’assunzione di un maggior numero di ispettori di tirocinio), di porre fine allo sfruttamento degli stagisti (attraverso misure come la fine degli stage non retribuiti) e di sostenere maggiormente l’inserimento professionale dei giovani (con, ad esempio, l’obbligo di impiegare gli apprendisti per almeno un anno dopo la fine dell’apprendistato). Lo Stato deve insomma agire per garantire una migliore condizione di vita alle nuove generazioni.

Il nostro deputato Massimiliano Ay, segretario politico del Partito Comunista ha così commentato: “La campagna della nostra sezione giovanile è stata lunga: in un primo momento i ragazzi e le ragazze hanno studiato il fenomeno del precariato, approfondendolo anche attraverso degli incontri con i vertici dei vari sindacati di categoria, che sono stati molto disponibili, poi hanno raccolto le firme e ora hanno passato la palla al parlamento. Giovani studenti e apprendisti imparano così che solo organizzati e unendo teoria e prassi si riesce a incidere nel paese e a cambiare le cose”.

Toccherà ora al Gran Consiglio ticinese chinarsi sulla questione, ma la GC ribadisce già da subito l’impegno futuro nel continuare a portare questa tematica nel dibattito pubblico ed invita tutti i giovani lavoratori e studenti a unirsi alla GC nella lotta per i propri diritti.


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