Abbiamo appreso con preoccupazione e rabbia la decisione delle autorità elettorali della Repubblica federale tedesca che vuole impedire al Partito Comunista Tedesco (DKP) il diritto di partecipare alle elezioni del Bundestag e addirittura revocarne lo status di partito politico. Le motivazioni addotte sono palesemente una scusa e si inseriscono in una campagna anti-comunista che già ha coinvolto testate giornalistiche di sinistra e organizzazioni progressiste in Germania.

Il clima di sinofobia e di russofobia crescente sono segnali di una nuova guerra fredda che l’imperialismo atlantico e i governi europei stanno fomentando e che colpiscono anche quei partiti che in modo coerente si battono per la pace e la cooperazione e che, per quanto piccoli elettoralmente essi siano, rappresentano un’alternativa al pensiero unico liberale che la classe dirigente vuole ostacolare per timore che prenda piede fra le nuove generazioni.

Noi come Partito Comunista (Svizzera) faremo del nostro meglio per diffondere questa vergognosa storia anti-democratica, che ricorda il divieto del precedente Partito Comunista di Germania (KPD) degli anni ‘50, peraltro ancora oggi in vigore. In una lettera indirizzata al Dipartimento delle relazioni internazionali del Comitato Centrale del DKP abbiamo espresso ai compagni tedeschi la nostra solidarietà con l’auspicio che il dialogo internazionalista fra i nostri due partiti possa svilupparsi anche per coordinarci sulla stretta repressiva che temiamo possa espandersi nel resto del continente.

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