Rifiutata la Legge sul CO2: bene, ora battiamoci per una transizione ecologica pubblica e popolare!

La Gioventù Comunista soddisfatta dalla bocciatura di una legge anti-sociale

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La Gioventù comunista è pienamente soddisfatta del risultato odierno relativo alle Legge sul CO2, rifiutata dal popolo svizzero con il 52% dei voti. Le cittadine e i cittadini hanno rifiutato una legge antisociale che avrebbe colpito le classi popolari ma non i veri responsabili dell’inquinamento, come il padronato e la grande finanza.

La battaglia condotta dalle sezioni romande dello sciopero per il clima e dalla sinistra di classe, capitanata in Ticino dal Partito Comunista e dalla Gioventù Comunista, è dunque risultata vittoriosa rispetto a un fronte ecologista che ha abdicato ai propri valori sociali pur di ottenere qualche (misera e presunta) concessione da parte della destra borghese. L’abbiamo detto in campagna e lo ripetiamo ora: la transizione ecologica non deve pesare sulle spalle dei lavoratori, ma deve colpire chi è davvero responsabile del cambiamento climatico. Auspichiamo che i Verdi e il Partito Socialista si schierino ora in favore di una più decisa politica ambientale che metta fine agli investimenti della piazza finanziaria nell’energia fossile, allo sfruttamento dell’ambiente da parte delle multinazionali elvetiche e al greenwashing dell’industria svizzera.

Per far fronte alla questione ambientale, occorre rimettere in discussione il dogma del libero mercato ed aprire la strada ad una pianificazione pubblica della transizione ecologica: occorre battersi per ottenere la gratuità dei trasporti pubblici, una fiscalità ecologica che colpisca gli investimenti nelle energie fossili e i grandi capitali, ma soprattutto la nazionalizzazione dei settori strategici per la “svolta verde” (energia, trasporti, ecc.). Non si può più aspettare!

Concludiamo rilevando l’ottimo risultato riscontrato in Ticino, dove oltre il 55% del corpo elettorale ha respinto la legge: un risultato molto importante, che dimostra il buon lavoro militante compiuto dalla Gioventù comunista ma anche l’impatto che questa legge avrebbe avuto su una delle regioni più povere del Paese, dove la legge avrebbe colpito in modo ancora più duro le classi popolari.

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