Nel settembre scorso sono stati denunciati interventi impropri sulle rive del lago Ceresio presso il Comune di Magliaso (vedi articolo del CdT in allegato). La legge sulla pianificazione del territorio (LPT) è molto esplicita all’art. 3 “Principi pianificatori” prescrivendo di “tenere libere le rive dei laghi e dei fiumi ed agevolarne il pubblico accesso e percorso”.

Benché nel 2002 su stimolo di una mozione di Bill Arigoni il Gran Consiglio decretava che il recupero delle rive dei laghi dovesse essere affrontato a livello cantonale, è mancata la determinazione di percorrere fino in fondo questa prospettiva, giungendo ad ogni modo ad un risultato apprezzabile: la scheda P7 del Piano direttore. Vi si legge che “storicamente i laghi Verbano e Ceresio sono sempre stati considerati un bene comune” e che da perseguire è “l’aumento della pubblica fruizione delle rive dei laghi”.

Nello specifico la passeggiata Caslano – Agno è iscritta come percorso pedonale ben attrezzato, accessibile a tutte le categorie di utenti. In più punti però la passeggiata è interrotta (dintorni della clinica Rivabella e Centro Magliaso), mentre è di grande pregio la rinaturalizzazione a sud fino alla zona golenale di importanza nazionale, a cui si aggiunge il comprensorio del Monte Caslano.

È nostra convinzione che una chiara, coerente e attiva realizzazione delle misure della scheda P7 sia il miglior deterrente ad atti illegali a fini privati e meschini di deturpazione del demanio pubblico, perciò si chiede al Consiglio di Stato:

  • si è presa posizione nei confronti del Comune di Magliaso per i fatti avvenuti lo scorso settembre?
  • come intende intervenire per applicare la scheda P7 in generale e in particolare per la passeggiata Caslano-Agno?
  • potrebbe essere necessaria a distanza di un decennio dall’entrata in vigore della scheda P7 un’analisi degli obiettivi raggiunti e i compiti ancora giacenti da svolgersi in consultazione con i Comuni interessati?

Lea Ferrari e Massimiliano Ay, deputati del Partito Comunista

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