Si è svolto lo scorso finesettimana in Capriasca l’ormai tradizionale ritiro estivo del Comitato Centrale del Partito, che si è riunito in forma straordinaria e allargata al coordinamento della Gioventù Comunista, per il quale erano presenti i compagni Angelica Forni, Martino Marconi e Luca Frei. Invitata era anche la compagna Alessia Di Donato, in passato membro del Comitato Centrale del Partito dei Comunisti Italiani (PdCI). I partecipanti hanno assistito inizialmente a due corsi di aggiornamento politico: uno sulla risposta economica dopo la crisi sanitaria tenuto dal compagno Alessandro Lucchini, vicesegretario politico del Partito. E un altro su aspetti teorici utili nel lavoro istituzionale, tenuto dal compagno Edoardo Cappelletti, responsabile degli enti locali. Dopodiché si sono affrontate questioni più operative.

Discussione sul programma economico

La relazione del compagno Alessandro Lucchini, intitolata “Le proposte dei comunisti per il rilancio economico e l’approvvigionamento del Paese dopo la pandemia”, ha individuato quattro assi su cui costruire un progetto di programmazione economica adeguato ad avvicinarsi a una fase di democrazia progressiva: il tipo di intervento possibile della Confederazione sulle variabili macroeconomiche; il posizionamento dell’economia nazionale nella nuova configurazione mondiale (che riguarda anche una discussione su quale politica industriale adottare); il carattere redistributivo della politica fiscale e la necessità di abolire gli attuali vincoli di bilancio, nonché la priorità di riconquistare una vera sovranità monetaria. Quest’ultimo elemento – l’analisi del ruolo e della gestione della moneta – è una delle caratteristiche del lavoro analitico che deriva dagli insegnamenti del compianto compagno Gianfranco Bellini (1952 – 2012) e che rende il nostro Partito peculiare anche all’interno del Movimento Comunista Internazionale. Ne è nata una lunga e appassionata discussione che unisce il sindacale al politico e il politico all’ideologico: siamo infatti convinti che essere marxisti consista nel calarsi nella realtà nazionale e proporre soluzioni concrete, ma nel contempo riuscire a coniugarle con un progetto realistico di trasformazione della società: ordinare cioè le proposte in un approccio complessivo e coerente.

La transizione verso una fase di democrazia progressiva

Di carattere più teorico è stato invece il corso di formazione proposto dal compagno Edoardo Cappelletti, intitolato “La natura di classe dello Stato e i suoi margini di riformabilità nella transizione al socialismo”. Il Comitato Centrale del nostro Partito non si occupa infatti solo di politica corrente, ma ha il compito pure di ragionare su problemi ideologici per fare in modo tale che il marxismo sia sempre dinamico e adeguato alla fase storica in cui viviamo e, in questo caso, a rispondere al quesito: a oltre un secolo dalla pubblicazione di “Stato e Rivoluzione” di V.I. Lenin, quanto la nostra prassi odierna vi può ancora corrispondere? Ne è sorta una discussione di fondo sul ruolo dello Stato, sulle prospettive di trasformazione sociale, sui margini di agibilità politica concessi dal modello liberaldemocratico, sul ruolo che diamo alle istituzioni in questa fase storica e sul senso di responsabilità che ha caratterizzato il nostro Partito fin dai tempi di Pietro Monetti.

Zeno Casella entra in Direzione

All’ordine del giorno vi erano infine alcuni avvicendamenti negli organi di Partito: il compagno Simone Romeo, per motivi professionali all’estero, ha chiesto e ottenuto di essere liberato dalla carica di membro della Direzione del Partito: a pieni voti è stato eletto come suo successore il compagno Zeno Casella, attualmente membro del Comitato Centrale. Il compagno Zeno Casella ha iniziato la sua militanza nel Partito quasi 6 anni fa, ma già da prima era attivo come rappresentante degli allievi al Liceo di Lugano 2. Iscritto al Movimento Svizzero per la Pace, è attualmente consigliere comunale a Capriasca e coordinatore del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), con il quale ha guidato importanti battaglie politico-sindacali a favore delle borse di studio, contro il nozionismo nell’educazione civica; a favore dei diritti salariali degli stagisti e contro il precariato. Nel 2019 è intervenuto durante il seminario “Gioventù e sindacati” organizzato dalla Federazione Sindacale Mondiale nell’ambito della 108a Conferenza Internazionale del Lavoro a Ginevra. Nello stesso anno lo abbiamo visto difendere all’interno del movimento “Sciopero per il clima” una prassi che sapesse unire l’ecologia alla questione sociale.

Due giovani entrano in Comitato Centrale

In seno al Comitato Centrale, ritenuta la rilevanza politica dei nominativi proposti, sono stati eletti due volti giovani che da alcuni anni sono già attivi nel nostro Partito. Si tratta di Rudi Afonso Alves e di Luca Frei. Tesserato al nostro Partito da quasi quattro anni, il compagno Rudi Alves di Torricella, attualmente studente di sociologia, si è subito impegnato nella politica scolastica. Nel 2017 è stato delegato al 19° Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti in Russia. Subito dopo è stato a Roma come delegato al 1° Congresso dei Giovani della Federazione Sindacale Mondiale. È attualmente coordinatore del SISA ed è stato uno dei volti noti degli scioperi per il clima nel 2019. Il compagno Luca Frei è tesserato al nostro Partito dal 2017 e si è subito impegnato in varie iniziative e referendum organizzando bancarelle sul territorio. Lo scorso anno ha partecipato come vice-responsabile alle delegazioni giovanili in Cina e Corea e attualmente collabora nella commissione parlamentare che assiste i nostri due deputati al Gran Consiglio. Poco prima della pandemia è stato scelto quale successore del compagno Samuel Iembo a coordinatore della Gioventù Comunista.

Il 24° Congresso è stato posticipato

Il Comitato Centrale ha poi ritenuto che non siano date le condizioni per convocare come previsto a inizio autunno il 24° Congresso del Partito. Il rischio di una seconda ondata di contagi proprio in autunno, la difficoltà di spostamento per i delegati internazionali, la difficoltà a elaborare per tempo tesi congressuali sufficientemente approfondite alla luce della nuova crisi economica che sta partendo e l’impossibilità di una adeguata e serena fase di preparazione pre-congressuale nelle sezioni a causa del lockdown prima dell’estate sono i motivi che hanno spinto anche la Commissione di Controllo ad autorizzare il Comitato Centrale a prendere questa decisione e posticipare il Congresso di un anno.

Organizzazione e “linea di massa”

La relazione conclusiva di competenza del compagno Massimiliano Ay, segretario politico, verteva sullo stato del Partito e soprattutto sulle prossime sfide dal lato della politica organizzativa. Partendo da alcune citazioni del libro di Palmiro Togliatti intitolato “La formazione del gruppo dirigente del Partito Comunista Italiano nel 1923-1924”, il Segretario ha voluto anzitutto provare anche autocriticamente a ragionare sul nostro lavoro di ricostruzione e di radicamento di una soggettività marxista negli ultimi anni. La situazione interna al Partito, caratterizzata da una bella campagna di tesseramento riuscita nonostante il lockdown, registra – accanto ad aspetti molto positivi come le nostre eccellenti analisi che anticipano le dinamiche internazionale e geopolitiche e la nostra buona capacità di cogliere con senso politico le contraddizioni nel campo borghese rifuggendo da atteggiamenti settari o puristi – limiti che occorre capire come superare: in primis occorre istruire meglio i compagni sulla strutturazione del Partito, sulla sua disciplina interna, a favore di una migliore e più razionale collocazione dei militanti, a tutto vantaggio anche del senso di appartenenza a un collettivo. Il Segretario ha insistito sulla necessità di farci riconoscere attraverso le nostre idee positive alla popolazione, sottolineando la “funzione di massa” che dobbiamo avere benché noi ci si riconosca come “Partito di quadri” e di conseguenza a non permettere ad altri di interferire nella nostra indipendenza, né di costruire, distorcendola, la nostra immagine. Il Segretario ha pure insistito sulla necessità di superare modalità non sufficientemente ordinate delle discussioni negli organisimi dirigenti e ha ritenuto opportuno riprendere l’insegnamento di Mao, secondo il quale il Comitato Centrale deve rappresentare una fabbrica che trasforma le materie grezze che arrivano dalla base, ma ciò presuppone un sistema di consultazione dei militanti e dei simpatizzanti che sia più performante di quello che abbiamo ereditato dal passato.

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