Prima di affrontare i due dossier previsti all’ordine del giorno, il Comitato Centrale ha ricordato il 45° anniversario della scomparsa del nostro fondatore, il compagno Pietro Monetti (1904-1975) e ha poi preso conoscenza di alcuni aggiornamenti da parte della Direzione del Partito.

Fra questi vi era anche una notizia di carattere internazionale, riguardante l’importante lavoro solidale in ambito sanitario promosso da Cuba per contrastare il Coronavirus. Il Partito ha infatti inviato una lettera di protesta alla Radiotelevisione della Svizzera romanda per aver diffuso durante la trasmissione “Tout un monde” del 13 maggio scorso un reportage fazioso e parziale che ha tentato di infangare la cooperazione medica cubana. Sempre a proposito dei medici cubani la Direzione è stata invitata a fare chiarezza su quanto apparso sul “Quaderno” Nr. 26 edito dal Forum Alternativo, nel quale si accusava indirettamente il governo svizzero di aver ostacolato l’arrivo in Ticino di infermieri, anestesisti e medici cubani durante la pandemia. Quanto affermato dal Forum Alternativo non corrisponde assolutamente al vero: il nostro Partito era informato tramite il proprio deputato, compagno Massimiliano Ay, di quanto era in corso e a tal proposito si è preso atto della replica puntuale e corretta giunta dall’Associazione Svizzera-Cuba e resa pubblica sul proprio sito: https://www.cuba-si.ch/it/la-cooperazione-medica-cubana-in-svizzera-ai-tempi-del-covid-19-una-precisazione/

Dopodiché il Comitato Centrale ha ascoltato l’aggiornamento del compagno Edoardo Cappelletti, responsabile degli enti locali, sul lavoro del gruppo dei consiglieri comunali comunisti, riunitosi virtualmente nelle scorse settimane in forma allargata anche con i candidati alle prossime elezioni comunali: è stato in particolare approvato un documento programmatico con una serie di indicazioni di lavoro sul piano comunale per il post-Coronavirus. Il Partito si è inoltre felicitato con il compagno Martino Marconi, nominato capogruppo dell’Unità Socialista di Morbio Inferiore e con il compagno Alberto Togni, eletto vicepresidente del Consiglio Comunale di Gordola.

Il Comitato Centrale ha discusso anche delle recenti uscite pubbliche da parte del Forum Alternativo nei nostri confronti. Esse stupiscono non solo perché scadono in attacchi personali al vertice del nostro Partito, ma perché veniamo apostrofati con termini che tentano di squalificare la nostra azione politica soprattutto fra i giovani. Si tratta di accuse ingenerose, che avvengono inaspettatamente e senza alcun dibattito preventivo. Il nostro Partito si augura che i compagni del Forum Alternativo si tutelino da chi, provocatoriamente, fomenta ad arte polemiche divisive a sinistra. La Direzione del Partito Comunista ha ricevuto il mandato quindi di rilanciare il dialogo in modo franco e sincero con il gruppo dirigente del Forum Alternativo, ribadendo tuttavia che non si tollerano attacchi personali a singoli nostri esponenti, né tantomeno deroghe al principio di non ingerenza negli affari interni ai Partiti.

La compagna Lea Ferrari ha presentato in seguito la risoluzione “Pandemia rima con ecologia e giustizia” che ha trovato il consenso unanime del Comitato Centrale, con l’aggiunta però di alcuni emendamenti presentati dal compagno Giulio Micheli che volevano sottolineare come le riconversioni ecologiche non debbano in alcun modo essere prioritarie rispetto alla questione di classe: in particolare la nuova legge sul CO2 è socialmente ingiusta. Il dibattito si è poi spostato sulla questione dell’auto-approvvigionamento e della produzione agroalimentare indigena: pur ammettendo che alcune velleità autarchiche siano da tralasciare per ragioni climatiche e di finitezza della superficie arabile svizzera, e riconoscendo quindi che la produzione sementiera di qualità di alcuni ortaggi debba svolgersi all’estero, vi è unanimità nel voler insistere sul concetto di “sovranità alimentare” – sancito come strategico durante il 23° Congresso del nostro Partito – che abbiamo anche proposto di inserire fra gli obiettivi sociali della Costituzione cantonale ticinese.

Il compagno Zeno Casella ha presentato poi il documento di discussione relativo alla formazione, alla ricerca e alla piena occupazione. In modo particolare si è discusso dei limiti emersi durante la pandemia nell’ambito scientifico e sono stati valutati interventi necessari per riportare sotto controllo pubblico la ricerca al fine di porla al servizio dello sviluppo economico nazionale e del benessere generale. Fra i punti emersi anche la necessità di diminuire la dipendenza della ricerca elvetica dai programmi europei e statunitensi, per intensificare invece la collaborazione con i paesi emergenti. Sul piano invece più prettamente educativo si ampiamente discusso su pregi e limiti del concetto di “salario studentesco” e si è ribadita la necessità di abolire forme di selezione vetuste e grossolane come il numerus clausus, ad esempio in medicina. La discussione si è poi spostata sull’esigenza di migliorare le condizioni di lavoro nel nostro Paese e di garantirne l’indipendenza economica, tutelando il tessuto produttivo svizzero e nel contempo integrandosi in modo decisivo nel progetto “Belt and road iniative” promossa dalla Cina. Dibattuta è stata pure la questione della riduzione generalizzata del tempo di lavoro a parità di salario e il divieto di licenziamento come proposto dai nostri deputati in Gran Consiglio ma non ancora concretizzato in Consiglio Nazionale. Il Comitato Centrale ha pure espresso preoccupazione per la diffusione generalizzata del telelavoro, i cui rischi in ottica sindacale sembrano incompresi da parte della socialdemocrazia.

Il Comitato Centrale ha infine ritenuto che non vi siano le condizioni per condurre con sufficiente serenità la fase pre-congressuale e che quindi occorra considerare con molto realismo la possibilità di rinviare il 24° Congresso del Partito previsto inizialmente per questo autunno. I rischi di una seconda ondata epidemica, le difficoltà di spostamento per gli ospiti internazionali ma soprattutto la necessità di meglio sistematizzare la linea politica e strategica del Partito anche alla luce dei cambiamenti strutturali dettatati dalla crisi sanitaria sono motivi sufficienti per decidere il posticipo dell’assise. La Direzione è chiamata a presentare la situazione di dettaglio in occasione del prossimo Comitato Centrale che prenderà la decisione definitiva.

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