45 anni senza Pietro Monetti, ma il suo Partito continua

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Nel 45° anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 28 giugno 1975, il Partito Comunista ricorda il proprio fondatore Pietro Monetti, per lunghi anni unica voce comunista nel Gran Consiglio ticinese, in cui sedette per cinque legislature. Per oltre un trentennio instancabilmente al servizio dei lavoratori e del Paese, Monetti fu anche municipale di Mendrisio e poi consigliere comunale, oltre che uno dei principali esponenti del movimento operaio svizzero.

Dopo le leggi liberticide che portarono alla chiusura del primo Partito Comunista Svizzero costretto alla clandestinità, Pietro Monetti nel 1944 fondò il Partito Operaio Contadino Ticinese (POCT) che nel 1963 cambiò nome in Partito del Lavoro (PdL) fino al 2007, quando assunse la denominazione attuale di Partito Comunista.

Monetti fu dirigente di grande prestigio sia umano sia politico, come gli stessi avversari politici seppero riconoscere. La concretezza e la duttilità del suo pensiero così come la linearità della sua azione e la semplicità del suo agire, sono aspetti che lo resero popolare. Egli condusse il Partito durante i difficilissimi anni ’50 e lo riportò in parlamento, impegnandosi soprattutto sui temi relativi alle pensioni, al fisco, ecc. La sua era una opposizione puntuale, rigorosa, propositiva e rifiutava le posture massimaliste per favorire al contrario il modo più concreto di adeguare il marxismo alla realtà nazionale.

Per onorare questo anniversario il Partito Comunista rende pubblico su questo sito – liberamente scaricabili in formato PDF – gli estratti del settimanale comunista “Il Lavoratore” di fine giugno e inizio luglio 1975.

Il segretario politico del Partito, Massimiliano Ay, ricorda poi la figura di Pietro Monetti in un articolo apparso venerdì 27 giugno 2020 sul Corriere del Ticino e ripreso oggi sul portale Sinistra.ch.

In ricordo di Pietro Monetti, il “Lenin momò”

Monetti_1975

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