Concessione del credito per la progettazione dell’ampliamento del Liceo Cantonale di Bellinzona (Messaggio Nr. 7064)

Presidente, Consigliere di Stato, Colleghe e colleghi,

Mi fa un certo effetto prendere la parola su questo messaggio, che naturalmente sostengo. Su sollecitazione del collega Fabio Käppeli ho fatto alcune ricerche negli archivi del sindacato studentesco ritrovando una lettera che avevo firmato quando ancora ero membro del comitato studentesco del Liceo di Bellinzona il 24 aprile del 2001 in risposta a un’interrogazione che il collega Raoul Ghisletta aveva presentato al Consiglio di Stato sulla precaria situazione logistica in cui si trovava (e si trova) la sede del Liceo Cantonale di Bellinzona. Si faceva riferimento alla risoluzione dell’Assemblea plenaria studentesca del 22 novembre 2000 in cui era emerso chiaramente dagli stessi allievi il bisogno di aule e l’insufficienza di spazi didattici. Era da pochi anni entrata in vigore la riforma liceale, che anche il Messaggio che ci apprestiamo a votare individua come uno dei fattori che rendono assolutamente necessario questo investimento. Al tempo gli studenti si lamentavano pure della precaria situazione in cui si presentava il piano di occupazione delle palestre, condivise fra più istituti scolastici.

E’ un po’ emozionante quindi poter votare quale deputato un Messaggio che avrei voluto leggere probabilmente già da liceale. In questi circa 15 anni sono stati avanzati già vari correttivi, ma è quanto mai urgente che i progetti di edilizia scolastica non solo al Liceo di Bellinzona ma in molti altri istituti vengano adottati e realizzati. Si tratta peraltro di un rivendicazione costantemente sollevata dai vari organismi studenteschi e magistrali, in alcune sedi scolastiche addirittura con momenti di protesta.

A livello cantonale vigono insomma annose carenze in termini di edilizia scolastica. Molti sono gli istituti sovraffollati e in alcuni casi addirittura fatiscenti. Nelle ultime legislature gli interventi in questo ambito sono stati effettuati con il contagocce. La necessità è quindi quella di un piano cantonale per l’edilizia scolastica che sopperisca agli interventi puntuali ma spesso scoordinati. Sembra che si voglia andare in questa direzione, cosa di cui do merito al Dipartimento diretto dal Consigliere di Stato Bertoli.

Provvedimenti temporanei e baraccopoli in cui stipare studenti e insegnanti devono essere una prassi da abolire, prassi che abbiamo conosciuto per anni dal CSIA alla SCC, senza contare il LiLu1.

L’idea, nel concreto, di un campus può ben inserirsi nel progetto di sviluppare dei poli di eccellenza, a partire da quello bio-medico, e dare alla stessa economia cantonale delle prospettive importanti. Sarebbe però un errore escludere l’ipotesi di costruire sottosedi dislocate in futuro. Certo è che la priorità del Liceo di Bellinzona è data e viene sostenuta dal nostro gruppo.

Vi ringrazio per l’attenzione.

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