Abbiamo appreso dell’articolo pubblicata in data 19 maggio 2021 su La Regione, dal titolo ‘‘Il Casinò gioca sporco col personale’’. A partire dalle denunce esternate dal sindacato OCST, lo scritto delinea i contorni di una situazione potenzialmente molto grave in merito alla politica del personale attuata presso la Casinò Lugano SA, società le cui azioni ricordiamo essere per circa il 70% di proprietà della Città di Lugano. Segnatamente, al centro della controversia vi è la retribuzione corrisposta ai dipendenti, il clima di lavoro all’interno della casa da gioco e alcune disfunzioni nella sua gestione.

Più nel dettaglio, il portavoce del sindacato OCST afferma che ‘‘abbiamo appurato l’esistenza nel 2019 di paghe inferiori ai 10 fr. lordi all’ora e, ancora all’inizio di quest’anno, almeno un salario di 1’800 fr. al mese per un impiego a tempo pieno di una persona come croupier’’. Egli aggiunge inoltre che, malgrado l’ottimo risultato d’esercizio del 2020 e la positiva chiusura dei conti nel 2019, presso la società si verificano ‘‘atteggiamenti intimidatori nei confronti del personale e chi non li accetta viene licenziato o costretto ad andarsene’’. Nel contempo, dal quotidiano emerge che sarebbe di recente avvenuta una copiosa partenza di quadri dirigenti, di responsabili del personale e numerosi dipendenti, che sarebbero stati sostituiti da ‘‘personale di dubbia professionalità e presumibilmente, in parte, frontaliero’’. Non mancano, infine, anche dei dubbi circa l’equità dei bonus versati dalla SA.

Dal canto suo, il Consiglio d’amministrazione contesta le accuse del sindacato. Così facendo, afferma tra l’altro che ‘‘molti dei fatti riportati sono semplicemente falsi e, pertanto, non meritano di essere commentati ma semplicemente smentiti’’. Nel frattempo l’OCST ha ribadito la propria preoccupazione e reso noto che, a fronte della crescita del malcontento tra il personale e delle problematiche sollevate, avrebbe richiesto un incontro con la Direzione della Casinò Lugano SA.

Non vi è dubbio che le denunce presentate da OCST, le quali – è il caso di sottolinearlo – non è ormai la prima volta che vertono sulle condizioni di lavoro della casa da gioco, gettano purtroppo ulteriori ombre sulla politica del personale attuata dalla Casinò Lugano SA. Appare pertanto necessario che il Comune di Lugano, nella veste di azionista di maggioranza e richiamando i più legittimi principi della responsabilità sociale nell’ambito della governance pubblica, faccia quanto prima la dovuta chiarezza sul preoccupante quadro delineato dal sindacato e ripreso dai media.

Per quanto consapevoli dei limiti posti dalla forma giuridica della società, la Città non può permettersi insomma di assistere passivamente all’evoluzione della situazione; al contrario, è suo compito adoperarsi per verificare in quale misura i problemi emersi risultano fondati e, se del caso, intervenire affinché le condizioni e il clima di lavoro all’interno della sua partecipata vengano debitamente salvaguardati. Ciò, qualora si rendesse necessario, facendo valere di conseguenza i propri diritti societari e istruendo di conseguenza i propri rappresentanti in seno al CdA (art. 193 cpv. 4 LOC).

Avvalendoci delle facoltà concesse dalla LOC dal Regolamento Comunale, come anche delle prerogative d’informazione sancite dall’art. 5 RALOC, rivolgiamo al Municipio le seguenti domande:

  1. Come si pone rispetto al clima di tensione venutosi a creare all’interno della Casinò Lugano SA e alle relative preoccupazioni espresse dal sindacato OCST?
  2. Quale politica salariale e del personale viene perseguita dal Comune nella società partecipata in qualità di azionista di maggioranza?
  3. A quanto ammonta il minimo salariale o il salario più basso presso la società? Può prendere posizione sui dati indicati da OCST in merito alla retribuzione dei dipendenti?
  4. A quanto ammontano e in che modo sono ripartiti gli stipendi, nonché i bonus, percepiti dai quadri dirigenti della Casinò Lugano SA?
  5. Può prendere posizione sulla presunta sostituzione, nell’arco di breve tempo, di 3 responsabili del personale, 7 profili dirigenti e numerosi dipendenti della società?
  6. Quali passi intende compiere nel prossimo futuro per approfondire e affrontare il complesso delle denunce sollevate da OCST?
  7. Qualora la gravità della denuncia dovesse rivelarsi fondata come intende intervenire, se del caso anche tramite i propri rappresentanti in seno al CdA, al fine di salvaguardare il clima e le condizioni di lavoro del personale della Casinò Lugano SA?
  8. Come valuta, tra l’altro, la possibilità di promuovere il dialogo tra le parti sociali e incoraggiare la sottoscrizione di un CCL per i dipendenti della SA?

Con ogni ossequio.

Primo firmatario: Edoardo Cappelletti

Mattea David, Raoul Ghisletta, Tessa Prati, Aurelio Sargenti, Carlo Zoppi, Dario Petrini

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