Share this page to Telegram

Basta fare una passeggiata sul Motto della croce e buttare un’occhiata sulla nostra Città: non è sempre solo un bello spettacolo. Il meno che si possa dire è che i 13 ex comuni hanno interpretato ognuno a modo loro lo sviluppo del territorio, con risultati discutibili. Ora la Città vuole definire una visione complessiva e strategica di tutto il territorio grazie al Programma d’azione comunale (PAC).

PAC, Piano direttore (PD), Programma d’agglomerato (PAB), Mandati di studio paralleli (MSP), Masterplan e infine Piano regolatore unico (PRU). Di che far felici tecnici, urbanisti e architetti. Per tutti gli altri tante sigle e concetti tecnici spesso difficili da digerire. Eppure per alcuni un’ottima occasione per fare polemica e ribadire che, qualsiasi cosa faccia, tutto quello che esce dall’attuale Municipio è comunque da buttare a prescindere.

Secondo noi, questo documento pone le basi indispensabili per il futuro Piano regolatore unico, senza però imporre direzioni definitive o vincolanti. Un obiettivo molto ambizioso che ne determina inevitabilmente i pregi e i difetti.

Infatti allo stadio attuale il PAC non ci convince pienamente: molti punti vanno approfonditi e migliorati.  L’Unità di sinistra ritiene che il PAC sia uno strumento innovativo e dinamico, in continua evoluzione per sua stessa natura, su cui vale la pena investire per migliorarlo e soprattutto per realizzarlo in tempi congrui. È nostra responsabilità correggere i punti meno convincenti, sarebbe invece irresponsabile bocciarlo completamente e ricominciare da zero.

Esso propone dei punti molto positivi. Il pregio principale è quello di essere riusciti in poco tempo ad esaminare tutta la nuova città e proporre il principio di città policentrica: l’identità di ogni quartiere, e non solo il centro, viene messa in risalto e il fiume Ticino torna ad essere un elemento centrale grazie agli interventi previsti che ne permetteranno la riappropriazione da parte dei cittadini. Uno di questi interventi è la copertura dell’autostrada sottoposta a studio di fattibilità, una misura che è stata proposta in primis dall’Unità di sinistra nel corso della Legislatura.

Ci sono però anche alcuni aspetti assolutamente da migliorare:

  • Lo sviluppo della mobilità lenta (ciclabile) deve essere sancito in maniera ancora più chiara per evitare gli approcci troppo tiepidi o addirittura contrari della maggioranza delle forze di centro e di destra. Vogliamo quindi dare la priorità alla mobilità lenta, in una città adatta alla bicicletta. Vogliamo piste ciclabili dedicate, non corsie gialle intermittenti e poco sicure. Vogliamo maggiori collegamenti ciclo-pedonali dai quartieri verso l’area centrale della città e lo vogliamo ora, non possiamo più aspettare.
  • il riordino delle zone edificabili deve essere affrontato con maggiore coraggio indicando già fin dalle prossime tappe i principi cardine operativi.
  • Ambiente, paesaggio e cambiamento climatico. Certo, da subito bisogna lottare contro le isole di calore con ancora più verde cittadino. Ma non basta adattarci e prevenire i pericoli naturali causati dal riscaldamento climatico. Dobbiamo cambiare il corso delle cose al più presto. Non aspettiamo l’ONU, la Svizzera, il Cantone: partiamo dalla nostra Città. Occorre un cambio di paradigma globale, immediato e coraggioso. Vogliamo una città in cui entro il 2030 si possano ridurre le emissioni di CO2 e arrivare a un bilancio neutro e incrementarne l’assorbimento tramite il verde e l’uso di nuove tecnologie
  • L’approccio intergenerazionale è indispensabile per affrontare in maniera inclusiva la sfida demografica legata all’invecchiamento della popolazione. E poi perché bambini, giovani, adulti, anziani, persone con disabilità, sportivi, sedentari, svizzeri, stranieri, obesi e magri,… a prescindere delle etichette, siamo tutti cittadini che vogliamo far vivere la nostra città. Questo tema deve coinvolgere tutte le fasce della popolazione e merita una migliore priorità (da B a A) nel PAC. Abbiamo concrete proposte in merito e c’impegneremo per implementarle: migliorare le politiche familiari e in particolare la conciliazione lavoro-famiglia promuovendo in ogni quartiere maggiori offerte di servizi di accoglienza pre e extra-scolastica, promuovere spazi aggregativi di carattere culturale e sociale, far vivere le piazze, supportare e coordinare i commercianti e gli esercenti che mantengono viva la città, sviluppare una vera politica giovanile, dove il giovane è una risorsa e non un problema.

L’Unità di sinistra sostiene il PAC in quanto è una buona base di partenza per costruire una Bellinzona coraggiosa e al passo coi tempi. È importante affrontare le varie misure descritte nel PAC con attenzione e portare dei miglioramenti in maniera costruttiva. Solo con questa attitudine sarà possibile migliorare la nostra Città.

L’Unità di sinistra sosterrà quindi il messaggio consultivo in Consiglio comunale mettendo in luce positività e criticità e seguirà con spirito critico lo sviluppo delle varie tappe di progettazione.

Unità di sinistra di Bellinzona

CONDIVIDI