L’Ufficio cantonale dei rifiuti e siti inquinati pubblica sul sito oasi.ti.ch i dati annuali sui rifiuti prodotti da ogni singolo Comune. Si tratta di dati particolarmente importanti al fine di trarre delle analisi e tirare dei paragoni fra le vari realtà locali, e tuttavia essi vengono pubblicati solo alla fine di ogni anno civile, con cioè un ritardo di fatto di un anno, perdendo così un importante elemento dell’attualità.

Un esempio concreto è l’analisi dell’effetto della nuova tassa cantonale sul sacco, introdotta in tutti i Comuni ticinesi con l’inizio dell’anno corrente. Con la procedura attuale per disporre di questi dati, relativi appunto al 2020, i cittadini e le associazioni attente a questi temi dovranno attendere fino alla fine del 2021: troppo tardi per poter essere utilizzati efficacemente!

Eppure tali dati, almeno presso l’ACR, ci sono in anticipo, come si evince da una comunicazione pubblica del suo direttore amministrativo, il quale nell’ambito di un’intervista alla RSI, aveva annunciato le percentuali di riduzione dei quantitativi di rifiuti solidi urbani (RSU) per diversi Comuni ticinesi già lo scorso 7 agosto (https://www.rsi.ch/play/tv/il-quotidiano/video/il-quotidiano?id=13296879).

Visto che i dati degli apporti di RSU per i singoli Comuni, almeno presso l’ACR, sono disponibili in tempo reale (o quasi!) ci si chiede per quale ragioni questi non siano resi pubblicamente accessibili sulla piattaforma dell’Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana (OASI) prima di dover attende la fine dell’anno seguente. Una pubblicazione su base semestrale, per le ragioni summenzionate, sarebbe auspicata e, come i dati sulle emissioni dell’inceneritore, potrebbero essere trasferiti elettronicamente dall’ACR all’Amministrazione cantonale per la loro pubblicazione sul sito Oasi.ti.ch. Ciò permetterebbe di evitare inutili giri di dati fra Comuni, Amministrazione cantonale e ACR, sempre lasciando all’Ufficio cantonale dei rifiuti e siti inquinanti il controllo della plausibilità dei dati.

In riferimento a quanto sopra si chiede al lodevole Consiglio di Stato:

1. non ritiene che attendere un anno per avere i dati sui rifiuti dei singoli Comuni sia troppo lungo, quando questi sono disponibili in tempo quasi reale?

2. non sarebbe il caso di rivedere il processo di raccolta, trasmissione e pubblicazione dei dati onde evitare doppioni e inutili perdite di tempo?

Massimiliano Ay e Lea Ferrari, deputati del Partito Comunista

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