A soli sei anni dalla bocciatura da parte della popolazione svizzera del credito di circa 3 miliardi di franchi per l’acquisto dei Gripen, ecco che il Consiglio federale torna all’attacco e ripropone di acquistare dei nuovi aerei da combattimento, sotto forma di un assegno in bianco (perché il modello del velivolo sarà scelto in seguito). I costi, però, questa volta ammontano a 6 miliardi di franchi per il solo acquisto e a 24 miliardi complessivi se si comprende la manutenzione dei velivoli nell’arco degli anni.

I motivi per i quali il Partito Comunista invita a votare NO ai nuovi caccia da guerra sono in sintesi i seguenti:

1) La variabile geopolitica
I cinque aerei militari presi in considerazione da parte del Consiglio federale sono tutti di produzione NATO, cioè vincolati ad un ben preciso sistema tecnologico dipendente dall’estero. Ciò risulta particolarmente problematico per la neutralità e la sovranità della Svizzera, a maggior ragione dal momento in cui il nostro governo esclude a priori di acquistare velivoli militari da Paesi non allineati al sistema atlantico, anche qualora più vantaggiosi. Una scelta di campo del genere è controproducente per gli stessi interessi della Svizzera, che al posto di finanziare l’industria bellica degli Stati Uniti e dell’Unione Europea farebbe bene a diversificare i propri partner evitando relazioni di dipendenza. Nel riaffermare la nostra ferma opposizione alla corsa al riarmo in atto, occorre perciò ribadire la necessità di promuovere una politica di pace che metta al centro la neutralità e la cooperazione tra le nazioni, nell’ottica della costruzione di un mondo multipolare.

2) Il fattore sicurezza
Benché la sicurezza del nostro Paese vada assicurata, non sono necessari dei costosi caccia da guerra: sarebbero infatti sufficienti dei velivoli leggeri atti alla sola polizia aerea. Inoltre, la Svizzera dal punto di vista della presunta minaccia aerea è circondata da paesi alleati e dovrebbe concentrarsi sulla lotta al terrorismo e la sicurezza informatica e, per quanto riguarda la propria flotta militare, farebbe bene a prendere coscienza dell’esistenza di strategie alternative, come quella dell’Austria, che, pur avendo un territorio doppiamente esteso rispetto a quello elvetico, possiede una flotta grande la metà rispetto alla nostra.

3) Le priorità economiche
Spendere 24 miliardi di franchi per degli aerei da combattimento esageratamente cari risulta inoltre altamente irresponsabile di fronte alla crisi economica che segue quella sanitaria. La Svizzera dovrebbe investire meglio le sue risorse, finanziando maggiormente settori come la sanità, la socialità e l’educazione e sostenendo in modo concreto tutti i lavoratori duramente colpiti dalle conseguenze della crisi sanitaria.

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