Care colleghe e cari colleghi, Presidente, Sindaco e Municipali,

Di cose da dire ce ne sarebbero molte, andrò direttamente al punto di alcune questioni che vorrei sollevare.

Inizio col dire che va dato atto alla Città della tempestiva reazione che ha saputo dare agli anziani e alle persone sole, organizzando per tempo il servizio per ricevere la spesa a domicilio. Rispetto ad altri Comuni dove questi servizi sono stati gestiti dall’iniziativa volontaristica della cittadinanza, a Bellinzona è stato chiaro fin da subito la prevalenza dell’azione pubblica e coordinata in questo campo, cosa senz’altro apprezzabile.

Anche il sostegno in ambito economico, a commerci e imprese, non si è fatto attendere, attraverso, come è stato detto il fondo di 1 milione di franchi.

Leggo dalla relazione della Commissione della Gestione che sono state per ora evase 13 richieste per un totale di 124’000.-, molto meno rispetto al milione messo a disposizione.
Non mi stupisce, infatti, le condizioni garantite dalla Città sono di fatto pressoché identiche a quelle federali: a quelle dei crediti, degli aiuti, concessi dalla Confederazione.

Secondo i dati di una decina di giorni fa, solo il 20% delle imprese svizzere ha fatto capo agli aiuti federali. Il 60% dei 40 miliardi di franchi messi a disposizione dalla Confederazione non è stato ancora utilizzato. Questi dati sembrerebbero indicare come i crediti federali si stanno rilevando utili semmai alle medie e grandi imprese e NON alle micro-imprese, le quali già oggi sanno che in futuro non potranno purtroppo ripagare il debito contratto, anche se a tasso zero. E proprio per questa ragione non si sono affidate agli aiuti federali, e allo stesso modo non stanno richiedono in massa gli aiuti comunali.

Serve dunque altro per sostenere le imprese sul territorio: per questo motivo ritengo che il fondo debba poter in futuro elargire anche prestiti a tassi negativi oppure contributi a fondo perso.

Concordo inoltre con la proposta della Commissione della Gestione di estendere fino a fine luglio il termine di accesso al fondo, anche se ritengo che senza gli accorgimenti appena descritti, poche saranno le nuove richieste che si riuscirà a soddisfare, e molte piccole imprese continueranno a non chiedere aiuto, col rischio di fallire.

A differenza di quanto accade sul piano nazionale, nuovi aiuti dovrebbero però andare di pari passo con la garanzie del rispetto di criteri sociali, così da mettere il benessere della collettività davanti a tutto, e bloccare i soliti “furbetti” che ne approfittano.
Criteri quali l’obbligo di pagamento dei salari, divieto di licenziamento, divieto di distribuire dividendi, obbligo di permanenza minima nel Comune, ecc. dovrebbero essere criteri richiesti.

Sempre dal lato del rilancio economico, ho sentito in queste settimane alcuni di voi mettere in discussione gli investimenti pubblici già programmati dalla Città. Ritengo invece che questo sia il momento migliore per investire, anche nella cultura e nei servizi di prossimità alla cittadinanza, allo scopo di agire in chiave anti-ciclica e di ricreare quel senso di comunità che è andato a sfaldarsi a causa delle necessarie misure di distanziamento sociale.

Alle misure proposte in questo Messaggio Municipale mancano però quelle a carattere sociale, a sostegno cioè delle condizioni di vita della popolazione in difficoltà. Da crisi sanitaria è evidente che questa è diventata una vera e propria crisi economica e sociale. È notizia di ieri: in Ticino 1200 persone fanno capo al Tavolino magico per mangiare.

Non possiamo dunque pensare che questo accade solo in altre parti del Ticino, che Bellinzona ne è esclusa. Anche Bellinzona, come tutto il Cantone è colpita da una crescente precarietà e povertà. Occorre dunque dare una risposta mettendo in campo anche delle misure sociali, misure puntuali per impedire che nostri concittadini cadano in uno stato di dipendenza cronica da parte degli aiuti sociali cantonali.

Ecco dunque che parallelamente ad un fondo per l’economia dovremmo discutere anche di un fondo speciale per le famiglie bellinzonesi in difficoltà, oppure almeno fare in modo che parte del milione non utilizzato dai commerci, possa trasformarsi in un sostegno diretto a chi ne ha bisogno.

Già da diversi anni, altre Città del Cantone hanno regolato in un apposito Regolamento comunale l’erogazione di prestazioni sociali comunali complementari a quelle cantonali e federali. Un Regolamento, uno strumento trasparente, che indica in modo chiaro chi ha diritto a prestazioni sociali comunali, come ad esempio la copertura di parte delle spese per l’alloggio, spese per la salute, spese per servizi funebri, ecc. e in che misura ne ha accesso.

Ora, grazie a questo Regolamento, queste Città possono fare una politica sociale più trasparente ed efficace. Nel Settembre 2018 avevo chiesto a nome del Gruppo Unità di Sinistra, attraverso una mozione ancora pendente, la creazione di questa base legale anche nel nostro Comune. Mi auguro che la gravità – purtroppo – della nuova situazione possa far rivedere la posizione contraria del Municipio all’introduzione di questa nuova base legale e che nel prossimo consiglio comunale potremo accogliere questo primo passo utile a rispondere al nuovo difficile contesto economico e soprattutto sociale.

Grazie per l’attenzione.

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