RINNOVAMENTO DEMOCRATICO
Di fronte allo scollamento tra istituzioni e popolazione, che pericolosamente si accompagna e si intreccia alle avvisaglie d’una crisi sociale, occorre restituire alla politica credibilità e prossimità ai problemi quotidiani. In tal senso è fondamentale promuovere attivamente la partecipazione popolare nel dibattito civile e perciò nell’elaborazione del “Ticino di domani”. Tale obiettivo, però, può essere raggiunto solo garantendo alcuni fondamentali presupposti: la tutela dell’associazionismo; la presenza di un servizio pubblico capillare che non rispondi ai principi di redditività; il pluralismo democratico e la diversità e la qualità dei contenuti; l’integrità dell’amministrazione e degli enti pubblici; l’adeguamento delle modalità di funzionamento delle istituzioni alle nuove sfide e alle nuove circostanze storiche.
1) Favorire la partecipazione popolare e l’integrazione degli immigrati!
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Noi vogliamo riconoscere il diritto di voto ai 16enni e, a livello comunale, anche agli stranieri titolari del permesso C.
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Invece di “consigli comunali dei giovani” non rappresentativi e privi di alcuna valenza decisionale, estensione dei diritti di partecipazione dei giovani nelle scuole e sui posti di tirocinio, nonché favorire la partecipazione diretta delle ragazze e dei ragazzi in attività sociali attraverso un’estensione dei congedi giovanili.
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Noi vogliamo che la democrazia diretta non sia appannaggio solo delle grandi organizzazioni che dispongono di molti mezzi: occorre quindi che, in sintonia con la media degli altri cantoni, siano garantiti tempi più lunghi per raccogliere le firme e una diminuzione del numero di sottoscrizioni necessarie per referendum e iniziative popolari a livello cantonale.
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Noi vogliamo lanciare un programma gratuito destinato all’integrazione dei migranti e orientato soprattutto ad acquisire padronanza della lingua italiana scritta e parlata e che integri un’informazione sull’insieme dei diritti e doveri sociali e civili.
2) Trasparenza nell’amministrazione!
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Noi vogliamo impedire agli amministratori di enti pubblici di avere il minimo interesse nel settore privato, contrastando quindi il cumulo di mandati fra pubblico e privato.
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Noi vogliamo una Corte dei Conti quale autorità cantonale indipendente atta a controllare l’utilizzo di tutto il denaro pubblico secondo principi di legalità e all’uso parsimonioso delle risorse.
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Noi vogliamo la reintroduzione del Servizio di Controllo Interno come strumento atto a evitare fenomeni di corruzione all’interno dell’Amministrazione.
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Noi vogliamo il diritto per i consiglieri comunali, i deputati in parlamento e i sindacalisti di tutelare le proprie fonti, qualora utilizzate per una questione di interesse pubblico nell’ambito dell’esercizio delle proprie funzioni.
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Noi vogliamo istituire l’obbligo immediato di pubblicazione delle commesse pubbliche attribuite dall’Amministrazione.
3) Promuovere una sicurezza democratica, proporzionata e preventiva!
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Approfondimento del contenuto della formazione dei poliziotti, specialmente in materia di etica e di diritto, per diminuire al massimo situazioni di abuso d’autorità.
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Noi vogliamo l’istituzione di una istanza giudiziaria indipendente che sia competente di ricevere ed esaminare le denunce dei cittadini contro presunti abusi di Polizia: in Svizzera non esiste infatti alcuna indipendenza interna dei tribunali penali rispetto alle forze dell’ordine e al Ministero pubblico.
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Noi vogliamo una netta regolamentazione delle agenzie di sicurezza private e una formazione più ampia degli agenti: occorre il divieto di fare capo a tali agenzie in ambiti sensibili e soprattutto impedire ai Comuni e al Cantone di esternalizzare ad esse l’esecuzione di atti di autorità di competenza della forza pubblica.
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Noi vogliamo istituire in tutti i comuni la figura dell’operatore sociale di prossimità per possa monitorare preventivamente e conseguentemente affrontare i fenomeni di disagio giovanile che aumentano nel contesto di una società sempre più individualistica.
4) Estendere la giustizia rendendola accessibile a tutti!
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Noi vogliamo l’istituzione di un Tribunale cantonale del Lavoro, chiamato a intervenire su tutte le controversie in materia di contratto fra salariati e padronato. Esso deve essere gratuito per i lavoratori e concludere i procedimenti in tempi brevi.
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Noi vogliamo che i diritti siano noti ed applicati anche nelle scuole e nei posti di lavoro: studenti e apprendisti in particolare necessitano di uno “Statuto dei diritti degli allievi” che estenda l’attuale scarna legislazione scolastica in senso democratico e partecipativo.
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Noi vogliamo la gratuità della procedura giudiziaria per le azioni derivanti da contratti conclusi con consumatori e inquilini, nonché l’estensione del gratuito patrocinio tramite la dispensa delle spese ripetibili per il suo beneficiario.
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Noi vogliamo l’estensione della Legge sul riciclaggio di denaro ad avvocati e notai e il rialzo delle comminatorie di pena massime a livello di codice penale per tali reati. Occorre anche una maggiore trasparenza del registro fondiario, dove dovrebbe figurare pubblicamente non solo il proprietario ma anche il beneficiario effettivo di un dato immobile, così come il suo prezzo di acquisto.









