Care colleghe, cari colleghi, presidente, sindaco, municipali,

uno degli aspetti più rilevanti del Regolamento comunale e che rappresenta una concreta novità per il Comune, è la formalizzazione e l’organizzazione degli organi di rappresentanza degli ex-comuni – oggi quartieri – tramite le Commissioni e le Associazioni di quartiere. Particolarmente degno di nota è la possibilità per i cittadini del quartiere di unirsi in Associazione ed essere riconosciuti dal Municipio quale rappresentante privilegiato del quartiere. Si tratta di una possibilità, questa, che rappresenta per il Ticino una novità, e che merita di essere testata, nella speranza che riesca davvero a coinvolgere la base della popolazione dei quartieri alla vita del nuovo Comune. Per questa ragione sarà importante monitorare e analizzare l’attività di Commissioni e Associazioni di quartiere, così come l’effettiva partecipazione dei cittadini alle Associazioni di quartiere, per valutarne l’efficacia.

Ed è proprio sulla scia di questo spirito che vanno letti e valutati gli emendamenti che la Commissione della Legislazione porta alla vostra attenzione: più trasparenza sulle attività di questi organi, maggiore garanzia di partecipazione da parte di cittadini o membri della società civile a questi organi, e maggiore coinvolgimento, pratico e concreto, anche consultivo, di questi organi – e dunque di rimando dei quartieri – alla vita politica del Comune.

Il primo emendamento – Art. 74 capoverso 2 – ha lo scopo di dare un ruolo realmente incisivo, consultivo e propositivo agli organi di rappresentanza di tutti i quartieri, ed evitare così che si trasformino in rappresentanti dei quartieri di sola “facciata”, senza un reale ed effettivo scopo. Uno stesso emendamento è stato approvato proprio recentemente – nel luglio di quest’anno – dal Consiglio Comunale di Lugano. La recente esperienza di Lugano con le Commissioni di quartiere ha portato il Legislativo ad adottare questa stessa proposta per dare appunto più voce ai quartieri. Chiedendo che le Commissioni e le Associazioni di quartiere siano consultate dal Municipio per i progetti importanti che toccano il proprio quartiere, siamo sicuri sarà favorito un percorso aggregativo che consideri maggiormente – e dia risposta – alle specifiche necessità di ogni quartiere, garantendo concretamente quella reale partecipazione dei quartieri che era un obiettivo del progetto aggregativo.

Il secondo emendamento – Art. 75 capoverso 4 – esplicita l’incompatibilità della carica di membro della Commissione di quartiere con quella di Municipale e Consigliere Comunale. Questo aspetto è prassi consolidata anche in altri Comuni, dove le Commissioni di quartiere sono già un organo consolidato di rappresentanza dei quartieri.

Il terzo emendamento – Art. 78 – chiede che oltre al consuntivo sia presentato al Municipio e al Consiglio Comunale anche un rapporto d’attività della Commissione / Associazione di quartiere, così da favorire la trasparenza e la trasmissione delle informazioni con questi organi a cui il Consiglio Comunale, per regolamento, finanzia le attività. Inoltre, in questo modo si facilita la valutazione da parte del Legislativo dell’attività svolta.

Un altro aspetto, non contenuto nella relazione, ma che come Commissione ci teniamo a ribadire in questa occasione, è un invito al Municipio a quantificare quanto prima, in modo chiaro, tramite decreto, il gettone di presenza che spetta ai membri della Commissione di quartiere, tenendo in considerazione sia l’importanza del ruolo svolto sia il suo impatto finanziario.

In conclusione, dopo attenta analisi e discussione, la Commissione della Legislazione invita ad approvare questi emendamenti relativi al funzionamento delle Commissioni / Associazioni di quartiere così da fare fin da subito un ulteriore passo in avanti verso un maggiore coinvolgimento dei quartieri nella vita politica del Comune.

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