Difendere il servizio pubblico, estenderne il controllo popolare
Da anni ormai il servizio pubblico è costantemente sotto attacco. Padronato e forze politiche borghesi elaborano sistematicamente nuove e articolate proposte per smantellare il servizio pubblico. Poste, ferrovie, telecomunicazioni, energia elettrica sono sistematicamente orientate verso il mercato e verso la logica aziendale. Invece di preoccuparsi di rispondere in modo sempre più efficiente e a minor prezzo ai bisogni dei cittadini queste aziende pubbliche hanno ormai imboccato la logica del perseguimento della massima redditività e del massimo profitto. Così sono soppressi posti di lavoro, conoscenze, competenze, infrastrutture. A tutto questo va detto un chiaro “no”. Per questo noi ci batteremo:
- per la difesa dei posti di lavoro alle Officine FFS e il loro sviluppo attraverso la realizzazione di un centro di competenze nel settore dei trasporti come proposto dall’iniziativa popolare
- contro tutti i piani di riorganizzazione condotti dalla Posta e per un potenziamento delle infrastrutture e del servizio postale contro la soppressione di posti di lavoro nelle FFS, in particolare rifiutando i piani di riorganizzazione in strutture come le Officine di Chiasso
- per la riapertura delle stazioni FFS e degli uffici postali nelle regioni periferiche e per la reintroduzione del traffico ferroviario regionale
- contro l’ulteriore esternalizzazione di attività pubbliche e per la ricantonalizzazione di alcune attività (pulizie, mense, ecc.)
- per un reale controllo pubblico su aziende che, pur avendo una proprietà pubblica, agiscono con una logica di mercato di aziende private. Pensiamo qui in particolare alla Banca dello Stato e all’Azienda elettrica ticinese (AET)









