Dopo aver approvato l’adesione nel Partito di cinque nuovi membri di cui due 18enni, il Comitato Centrale ha anzitutto convocato il suo campeggio estivo di formazione politica agli inizi di agosto e in seguito ha proceduto ad eleggere al suo interno una Commissione elettorale incaricata di preparare, nei prossimi mesi, la fase di avvicinamento alle elezioni cantonali ticinesi dell’aprile 2027. I presenti vengono anche resi edotti delle prossime delegazioni internazionali del Partito in Germania, in Portogallo, in Russia e in Cina.
Dopodiché è stato dato mandato alla sezione “Léon Nicole” di prevedere, visto l’avvicinarsi del voto sulla neutralità, di inviare dei propri delegati come osservatori all’Assemblea nazionale dell’associazione “Pro Svizzera” a Berna e di partecipare alla “Vorfeier” del 1° Maggio organizzata dai nostri compagni del Partito del Lavoro di Basilea alla presenza dell’ex-ambasciatore svizzero Georges Martin. Si è quindi ascoltata e discussa approfonditamente la relazione del compagno Alberto Togni sulla tavola rotonda avvenut a Zurigo fra tutte le organizzazioni di destra e di sinistra che sostengono l’iniziativa e sui prossimi passi del Comitato pacifista e internazionalista per la neutralità che abbiamo fondato con il Partito Svizzero del Lavoro, il Movimento Svizzero per la Pace, l’Associazione Svizzera-Cuba, ecc. Il Comitato Centrale ha infine deciso alcuni elementi strategici da mettere in atto e ha chiesto di rendere pubblico quanto prima il sito www.si-neutralita.ch.
Il Comitato Centrale ha poi ascoltato la relazione del compagno Edoardo Cappelletti e ha quindi approvato il proprio regolamento interno con un emendamento rispetto a quanto proposto dalla Direzione del Partito. Dotarsi di un tale strumento, che il nostro Partito non disponeva più dagli anni ‘80, per gestire il dibattito interno si rende necessario a causa dell’aumento a 30 compagne/i del numero di membri del Comitato Centrale deciso dall’ultimo Congresso. Dopodiché sono stati presentati e approvati anche i mansionari dei vari Dipartimenti di cui si compone il Comitato Centrale.
Il Comitato Centrale si è quindi soffermato sul lavoro parlamentare nel Canton Ticino, stigmatizzando le nuove regole di dibattito che in alcuni casi arrivano a ridurre i tempi di parola per i partiti cosiddetti minori riducendoli da 5 a soli 3 minuti. Dopo aver ratificato la decisione già emersa dalla consultazione avvenuta per via circolare a favore del compromesso sul salario minimo, il Comitato Centrale si è felicitato della probabile approvazione da parte del Gran Consiglio della mozione presentata dal nostro Partito volta a garantire in tutte le scuole comunali la terza ora di educazione fisica con docenti specialisti. In merito alla nuova Legge sulla Polizia il plenum ha invece dato mandato ai nostri deputati di respingerla. Nel contempo i compagni Massimiliano Ay e Lea Ferrari hanno spiegato il senso dell’emendamento da loro depositato per escludere che si faccia pagare la sicurezza a chi organizza manifestazione politiche o sindacali. Il deputato Ay ha pure presentato il suo rapporto commissionale sul potenziamento del doposcuola a seguito dell’alto tasso di allievi che frequentano lezioni private.
Il Comitato Centrale passa quindi a discutere del tipo di presenza politica da garantire in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori del 1° Maggio e decide di convocare i militanti prima del corteo sindacale (a cui si aderirà con lo striscione “Neutralità e pace”) per un’assemblea, possibilmente congiunta con il Partito Operaio e Popolare (POP), intitolata “I comunisti contro i Bilaterali e il riarmo” (vedi). Alla sera si dà incarico alla sezione giovanile di organizzare un evento ricreativo e musicale. Al di fuori della Svizzera Italiana si è incaricato il compagno Luca Frei di garantire tramite la sezione “Léon Nicole” una presenza comunista visibile negli eventi sindacali dei cantoni di Zurigo, Friborgo e Ginevra e di incontrare a Zurigo il rappresentante dell’Unione Sindacale di Base (USB) italiana.
A seguito del rapporto del compagno Zeno Casella, si affronta la discussione sul contributo da apportare in termini militanti al referendum contro la nuova legge sul Servizio Civile posta in votazione il 14 giugno 2026. Sostenere il Servizio Civile è ritenuto funzionale anche a trasmettere la preoccupazione per il rischio di guerra fra i giovani in età di leva. Il Comitato Centrale si congratula con i compagni più giovani che hanno lavorato all’interno del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) per organizzare il corso di formazione “SOS Reclute” e i compagni Filippo Beroggi e Ismael Camozzi aggiungono la necessità di mobilitarsi nelle scuole contro la militarizzazione della società secondo il principio “Soldi alla scuola, non alla guerra”.
Si apre quindi la trattanda sull’iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni!» promossa dall’UDC. Prima di registrare le numerose richieste di intervento da parte dei membri, il Comitato Centrale ascolta la relazione introduttiva del Segretario politico che presenta la risoluzione elaborata dalla Direzione. Dopo un dibattito molto ampio la stessa viene approvata (e la potete leggere qui) con un solo voto contrario e con l’adozione di un emendamento atto a precisare che l’immigrazione di massa è generata dalle differenze di sviluppo tipico del sistema capitalista nella sua fase imperialista. Nel dibattito è emersa anche la necessità per il Partito di mantenere una critica autonoma sia verso la destra xenofoba sia verso la sinistra liberal favorevole all’attuale politica europeista.
Il Comitato Centrale inizia quindi una prima discussione sull’avvicinarsi delle elezioni cantonali ticinesi. Anzitutto prende conoscenza della procedura di consultazione fra la base dei contenuti del programma d’azione del Partito (“Piano Tabù”) che era stato già rinnovato nel 2023. In secondo luogo si prende atto con disappunto delle manovre opportuniste dei trotzkisti su PS e Verdi per illudere la popolazione di voler “unificare” la sinistra nel tentativo di marginalizzare il nostro Partito. Preso atto che ufficialmente non vi è stata alcuna presa di contatto per farci aderire a questo “campo largo”, dopo un lungo giro di tavolo, emerge una invidiabile compattezza politica del Comitato Centrale che dà alla Direzione la linea di esprimesi nei toni del presente comunicato.



