{"id":9156,"date":"2025-10-25T18:50:13","date_gmt":"2025-10-25T18:50:13","guid":{"rendered":"https:\/\/new.partitocomunista.ch\/?p=9156"},"modified":"2026-04-11T18:55:32","modified_gmt":"2026-04-11T18:55:32","slug":"femminismo-riaffermiamone-la-concezione-marxista-di-lotta-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=9156","title":{"rendered":"Femminismo: riaffermiamone la concezione marxista di lotta sociale!"},"content":{"rendered":"\n<p>Da diverso tempo le nostre \u00e9lite dominanti non solo vogliono convincerci che la lotta per la parit\u00e0 di genere sia anacronistica, ma cercano addirittura di traviarla sotto la spinta di ideologie abbracciate da una certa sinistra liberal. Tale tentativo si manifesta sotto diversi punti di vista che elenchiamo e smascheriamo in questa risoluzione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il contesto locale e internazionale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il dato locale che dimostra come quella per la parit\u00e0 di genere sia una causa assolutamente attuale \u00e8 l\u2019evidente discrepanza tra il principio costituzionale di uguaglianza fra uomo e donna e la realt\u00e0 materiale dei fatti. Basti pensare che nel 2022 la differenza di stipendio mediano mensile fra uomo e donna era di ben 483 franchi: tutt\u2019altro che parit\u00e0 salariale! Va poi aggiunto il fatto che le donne si trovano davanti a una doppia giornata lavorativa, poich\u00e9 dedicano il 60% del loro tempo al lavoro non retribuito, contro il 42% degli uomini. Nel 2020 il valore del lavoro non retribuito delle donne ha raggiunto la cifra di 434 miliardi di franchi, superando quello retribuito. Ci\u00f2 rappresenta un rischio per la vita stessa delle donne in Svizzera, considerando che l\u2019assenza di versamenti contributivi non garantisce prestazioni in caso di malattia, infortunio, invalidit\u00e0 e copertura per le cure mediche.<\/p>\n\n\n\n<p>Un aspetto che non possiamo tralasciare sono i numerosi casi di violenza e abusi sulle donne, spesso trascurati dai nostri media. Nell\u2019ultimo anno sono stati registrati oltre 21&#8217;000 reati di violenza domestica, di cui circa il 70% delle vittime sono donne. Circa una donna su sei con et\u00e0 superiore ai sedici anni ha subito atti sessuali non consensuali e una su dieci ha avuto un rapporto sessuale contro la sua volont\u00e0. Inoltre, oltre 1,5 milioni di lavoratrici (circa il 30%) hanno subito molestie o violenze sessuali sul posto di lavoro. Sono dati inaccettabili, che evidenziano una mancanza di educazione e di prevenzione all\u2019interno della nostra societ\u00e0 \u2014 educazione e prevenzione che dovrebbero partire specialmente dalle scuole e dagli apprendistati. Sono necessari programmi di sensibilizzazione sulla violenza di genere per tutti gli ordini scolastici e la creazione di sportelli cantonali per denunciare abusi a scuola e sul luogo di lavoro, come peraltro gi\u00e0 rivendicato dal Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti (SISA) in una sua risoluzione recentemente approvata.<\/p>\n\n\n\n<p>A livello nazionale, le \u00e9lite atlantiste strumentalizzano la causa femminista per alimentare la militarizzazione della societ\u00e0, nell\u2019ottica di avere sempre pi\u00f9 carne da macello da mandare al fronte.<br>Fra le giustificazioni con cui il nostro governo ha recentemente proposto la leva obbligatoria estesa anche al sesso femminile figura la presunta promozione della parit\u00e0 fra i sessi. \u00c8 semplicemente ridicolo: uguaglianza non vuol dire far indossare le uniformi a entrambi i sessi per spedirli tutti insieme a morire al fronte sotto la spinta di UE e NATO; significa intervenire per favorire un\u2019uguaglianza socioeconomica materiale, la quale sarebbe solo ostacolata dalle spese militari!<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stato attuale delle cose \u00e8 inoltre necessario riconoscere come il patriarcato trovi terreno fertile all\u2019interno dell\u2019ideologia militarista, fondata sul controllo, sull\u2019aggressivit\u00e0 e sulla normalizzazione della violenza in ogni aspetto della vita sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche sul piano internazionale assistiamo a una costante strumentalizzazione della lotta per l\u2019uguaglianza di genere. Nella ricerca di pretesti per attaccare e sottomettere i paesi emergenti, le forze imperialiste euroatlantiche fanno leva sul presunto proposito di \u201cliberare\u201d le donne di paesi come l\u2019Iran per giustificare le loro politiche guerrafondaie.<br>Nella storia contemporanea si \u00e8 ben vista la bont\u00e0 di queste intenzioni: pensiamo alla Siria, nella quale la NATO ha alimentato dall\u2019esterno una guerra civile per mettere al potere un presidente affiliato a gruppi terroristici che sta oggi smantellando ogni conquista sociale ottenuta nella storia della Siria laica. Ma pensiamo anche alla Libia, all\u2019Afghanistan e a tutti i teatri internazionali in cui gli USA e i loro alleati avrebbero dovuto portare un\u2019uguaglianza di genere che si \u00e8 perennemente tradotta in guerre, distruzione e peggioramento delle condizioni di vita del sesso femminile. Le donne sono infatti le prime vittime dei conflitti poich\u00e9 nell\u2019ottica colonialista il corpo femminile viene concepito come uno spazio da conquistare.<br>\u00c8 giunto il momento di abbandonare i complessi di superiorit\u00e0 morale euroatlantici, secondo i quali i popoli del mondo non sarebbero capaci di emanciparsi autonomamente seguendo un percorso adatto al loro contesto storico e culturale. Come possiamo pretendere di insegnare ai popoli del mondo l\u2019uguaglianza di genere se nemmeno noi la rispettiamo?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il femminismo \u00e8 prima di tutto lotta di classe<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per distrarre le masse dalle reali contraddizioni della nostra societ\u00e0, parte della borghesia ha promosso e diffuso la cultura \u201cwoke\u201d, tentando di castrare il femminismo della sua componente marxista, incentrata sulla lotta di classe, in favore di una battaglia unicamente legata ai diritti civili. Tale transizione porta oggi parte della sinistra liberal a perseguire una lotta a slogan, concentrata su formalit\u00e0 idealiste che sono per noi secondarie o nelle quali non ci riconosciamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella per la parit\u00e0 di genere \u00e8 una lotta sociale che si inserisce nel progetto di una societ\u00e0 egualitaria dal punto di vista materiale, e non unicamente ideale. La causa femminista va di pari passo con la lotta per i diritti del lavoro, con la causa antimilitarista e con quella antimperialista. \u00c8 una lotta emblematica nella sua capacit\u00e0 di unire il dato locale a quello internazionale poich\u00e9 il principio sessista per cui il genere femminile \u00e8 sfruttato in Ticino \u00e8 lo stesso per cui altri milioni di donne vengono sfruttate nei paesi in via di sviluppo che seguono il modello economico capitalista.<\/p>\n\n\n\n<p>Per ribadire la nostra posizione sulla lotta femminista intesa come lotta di classe, citiamo le parole di Lenin: \u201cNoi dobbiamo assolutamente creare un potente movimento femminile internazionale, fondato su una base teorica netta e precisa\u2026 \u00c8 chiaro che non pu\u00f2 aversi una buona pratica senza teoria marxista. Noi comunisti dobbiamo distinguerci nettamente da tutti gli altri partiti\u201d. Allo stesso modo, anche noi dobbiamo distinguerci sul tema, portando una visione marxista del femminismo in un contesto locale ed internazionale dove la questione \u00e8 principalmente affrontata da punti di vista liberali che distraggono la societ\u00e0 dal punto centrale: la lotta di classe ed il suo internazionalismo.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>La Giovent\u00f9 Comunista si impegna a promuovere con maggiore forza la lotta femminista intesa in senso marxista, dando priorit\u00e0 alla lotta sociale per una parit\u00e0 di genere materiale.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>La Giovent\u00f9 Comunista si impegna a collaborare con il sindacato studentesco nella costruzione di un sistema scolastico che favorisca la parit\u00e0 di genere, con piani di sensibilizzazione per prevenire gli abusi e la creazione di istituzioni volte a punirli tempestivamente.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>La Giovent\u00f9 Comunista si oppone con la massima fermezza alle scellerate proposte della classe dirigente del nostro Paese, che dipinge la militarizzazione della societ\u00e0 come un modo per promuovere l\u2019uguaglianza di genere. In questo senso, rinnova il suo impegno contro l\u2019UE e la NATO e contro le loro mosse guerrafondaie nei confronti dei paesi emergenti.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>La Giovent\u00f9 Comunista si impegna a presentare una versione riadattata di questa risoluzione al 25\u00b0 Congresso del Partito Comunista<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da diverso tempo le nostre \u00e9lite dominanti non solo vogliono convincerci che la lotta per la parit\u00e0 di genere sia anacronistica, ma cercano addirittura di traviarla sotto la spinta di ideologie abbracciate da una certa sinistra liberal. Tale tentativo si manifesta sotto diversi punti di vista che elenchiamo e smascheriamo in questa risoluzione. 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