{"id":8777,"date":"2021-08-05T21:25:00","date_gmt":"2021-08-05T21:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/new.partitocomunista.ch\/?p=8777"},"modified":"2026-04-05T21:37:26","modified_gmt":"2026-04-05T21:37:26","slug":"il-secolo-dei-comunisti-cinesi-sara-il-prossimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=8777","title":{"rendered":"Il secolo dei comunisti cinesi &#8230;sar\u00e0 il prossimo!"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p><strong>1. Il declino irreversibile dell\u2019egemonia atlantica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo unipolare che si \u00e8 venuto a creare con la vittoria della Guerra Fredda da parte degli Stati Uniti d\u2019America ha esasperato le caratteristiche di sfruttamento da parte del sistema capitalista e imperialista: oltre al saccheggio neo-coloniale da parte delle multinazionali e all\u2019esportazione di capitale da parte dei paesi imperialisti nel sud del mondo, la borghesia americana ed europea ha tenuto in piedi la NATO per colpire con la violenza ogni tentativo di costruire una societ\u00e0 alternativa al pensiero unico liberale e al conformismo culturale. Questa supremazia sta ora per\u00f2 arrivando al termine: il declino del modello atlantico \u00e8 inesorabilmente. Le forti contraddizioni emerse a causa alla presidenza di Donald Trump nella classe dirigente degli USA; la resistenza eroica della Repubblica Araba di Siria contro il separatismo curdo e contro il terrorismo islamista; la resistenza del processo rivoluzionario bolivariano contro i tentativi di destabilizzare il Venezuela; il fallito colpo di stato del 2016 in Turchia che sta spingendo Ankara verso l\u2019Eurasia; il blocco del <em>Trans Pacific Partnership<\/em> (TPP) e il successo del <em>Regional Comprehensive Economic Partnership <\/em>(RCEP) che ha posto un freno all\u2019espansionismo americano in Asia, ecc. sono tutti tasselli che ci dicono che una nuova fase storica nelle relazioni internazionali si sta aprendo. Una nuova fase che, anche grazie al progetto cinese <em>One Belt and Road<\/em>, possiamo definire multipolare. E\u2019 in questo contesto, che noi oggi festeggiamo i primi 100 anni di esistenza del Partito Comunista Cinese, ben sapendo che il meglio deve ancora arrivare.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p><strong>2. Il prossimo secolo sar\u00e0 quello dei comunisti cinesi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un secolo ben speso! Non solo il Partito Comunista Cinese si \u00e8 rinforzato senza mai abiurare al suo compito storico di avanguardia della classe operaia rivoluzionaria, ma ha saputo governare e modernizzare un paese immenso. I principi organizzativi marxisti-leninisti, la linea di massa, la gestione dialettica delle contraddizioni e la teoria della dicotomia del presidente Mao Zedong sono solo alcuni degli insegnamenti che la storia centenaria del Partito Comunista Cinese porta con s\u00e9 anche sul piano ideologico e che vanno oggi studiati sul piano globale anche dai comunisti che operano in Europa spesso in situazione di forte debolezza. Il Partito Comunista Cinese si \u00e8 dimostrato essere una delle forze politiche pi\u00f9 abili della storia umana: un partito che ha saputo leggere le fasi che dialetticamente mutavano e con esse le contraddizioni, adeguando di conseguenza la propria linea divenendo oggi protagonista di un percorso, attraverso la cosiddetta Nuova via della seta, che rappresenta una straordinaria opportunit\u00e0 di emancipazione per molti popoli oppressi dall\u2019imperialismo. Affinch\u00e9 i comunisti cinesi non solo festeggino il loro primo secolo di vita, ma siano protagonisti del prossimo secolo \u00e8 importante per\u00f2 secondo me che tre questioni siano affrontate:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Anzitutto occorre che si consolidi una nuova geopolitica realmente multipolare senza cedere alle illusioni dell\u2019imperialismo europeo come quello \u201cbuono\u201d rispetto a quello statunitense.<\/li>\n\n\n\n<li>In secondo luogo \u00e8 necessario che il Partito Comunista Cinese mantenga sempre la propria purezza marxista-leninista non solo sul piano ideologico ma anche nello stile del lavoro, affinch\u00e9 l\u2019obiettivo del comunismo non venga posto in secondo piano dalle influenze borghesi molto forti nel contesto della globalizzazione e dell\u2019apertura ai capitalisti occidentali.<\/li>\n\n\n\n<li>Infine l\u2019ultima questione. Ricordare l\u2019insegnamento di due compagni: il fondatore del Partito Comunista Italiano Antonio Gramsci che spiegava la necessit\u00e0 per i comunisti di ricercare la cosiddetta \u201cegemonia culturale\u201d e Fidel Castro, gi\u00e0 presidente di Cuba, che insisteva nel condurre la \u201cbattaglia delle idee\u201d. Non \u00e8 insomma immaginabile oggi sconfiggere l\u2019imperialismo e garantire un mondo di pace senza intensificare il lavoro culturale marxista e contrastare il soft-power atlantico.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>3. Multipolare non \u00e8 sinonimo di multilaterale!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Partito Comunista Cinese ci insegna che il benessere del popolo cinese sar\u00e0 garantito non attraverso l\u2019imposizione di modelli prestabiliti, non attraverso vincoli di dipendenza basati sul furto delle materie prime ai paesi poveri; bens\u00ec in un quadro di sviluppo orientato alla cooperazione pacifica, win-win, fra nazioni sovrane. E\u2019 un pensiero equilibrato e nel contempo rivoluzionario per l\u2019epoca odierna: il multipolarismo va visto come un importante processo democratico di integrazione regionale fra nazioni indipendenti, ma che mutualmente cooperano per un benessere condiviso. L\u2019imperialismo, che ovviamente non vuole in alcun modo che questa idea del multipolarismo si imponga usa l\u2019espressione \u201cmultilateralismo\u201d che \u00e8 un artificio retorico utile ad abbellire l\u2019unipolarismo. Questa confusione nei termini \u00e8 diffusa sul piano universitario dove si preparano i futuri politici e i futuri diplomatici. Agire in modo multilaterale, nel linguaggio biforcuto dell\u2019imperialismo, significa l\u2019esatto opposto di voler costruire un mondo multipolare e di pace. Come ha spiegato il professor Davide Rossi, presidente della Commissione di Controllo del Partito Comunista Svizzero in un suo articolo: \u201clo scopo del multipolarismo \u00e8 quello di giungere a un mondo in cui la partecipazione multilaterale di tutte le nazioni porti a scelte condivise, mentre coloro che parlano in Occidente di multilateralismo intendono in verit\u00e0 solo la difesa e il consolidamento dell\u2019unipolarismo, ovvero una concertazione esclusivamente tra nazioni della NATO\u201d, a scapito dei paesi come Cina, Russia, Iran, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4. La<\/strong><strong> tenuta ideologica del Partito e l\u2019obiettivo del comunismo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I fondatori del socialismo scientifico Karl Marx e Friedrich Engels spiegavano che le origini delle trasformazioni sociali, culturali e politiche vanno ricercate nell\u2019economia e non nella filosofia. E tuttavia non possiamo leggere dogmaticamente queste considerazioni scordandoci che l\u2019elemento sovrastrutturale ha un ruolo tutt\u2019altro che secondario. Come spiegavo in un mio recente articolo apparso sulla rivista \u201cWorld Socialism Research\u201d: \u201coccorre stare attenti a mai sottovalutare le esigenze ideologiche, cos\u00ec da evitare atteggiamenti burocratici, carrieristici e individualistici fra i quadri del Partito. Questa situazione \u00e8 particolarmente importante poich\u00e9 tali contraddizioni sono connesse con la persistenza di elementi capitalistici nella societ\u00e0 e alle pressanti influenze liberali nel contesto del conflitto con l\u2019imperialismo\u201d. Il presidente Xi Jinping gi\u00e0 il 1\u00b0 marzo 2012, durante il suo discorso all\u2019inaugurazione del semestre alla Scuola Centrale del Partito Comunista Cinese,<strong> <\/strong>rimarcava come i comunisti cinesi debbano \u201capplicare pienamente l\u2019approccio di lavoro dalle masse alle masse\u201d e opporsi fortemente \u201ca varie forme di comportamenti dannosi, come il soggettivismo, il formalismo, l\u2019abuso di potere per guadagni personali, la disonest\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il compagno Xi Jinping avvertiva allora che \u201cci sono alcuni membri e dirigenti del Partito che, con l\u2019espandersi dell\u2019economia di mercato, hanno perso la propria chiarezza di visione e la padronanza di s\u00e9, essendo cos\u00ec incapaci di giudicare in modo corretto le questioni riguardanti i valori o di affrontare correttamente gli affari che coinvolgono interessi personali\u201d dimostra lucidit\u00e0 di analisi e capacit\u00e0 di autocritica. La prassi attualmente in corso di incrementare gli sforzi per educare i quadri del Partito Comunista Cinese \u00e8 secondo me corretta e in sintonia con l\u2019insegnamento di Lenin sul Partito di avanguardia.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto allo sviluppo materiale del benessere va enfatizzata quindi pure un\u2019adeguata iniziativa culturale e ideologica per impedire che rinascano attitudini egoistiche fra la masse e i quadri del Partito che indebolirebbe la transizione al socialismo, mettendo in pericolo persino la sovranit\u00e0 nazionale della Repubblica Popolare Cinese e in questo modo anche quel futuro condiviso a cui anelano i popoli del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>5. Il commercio non basta: ci vuole soft-power culturale, scolastico e mediatico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo sviluppo economico della Repubblica Popolare Cinese (grazie alle riforme avviate sotto la direzione del compagno Deng Xiaoping), gli straordinari risultati nella sradicare la povert\u00e0 e la decisione del Partito Comunista Cinese di lavorare per costruire una societ\u00e0 moderatamente prospera rappresentano una speranza e restituiscono vitalit\u00e0 alla prospettiva del socialismo mondiale. Ovviamente questo intimorisce l\u2019imperialismo e le forze pi\u00f9 reazionarie della borghesia europea che ha lanciato una pesante campagna razzista anti-cinese. Anche in un paese neutrale come la Svizzera nelle scuole, nelle universit\u00e0 e nelle televisioni subiamo un intenso attacco propagandista basato sulla sinofobia.<\/p>\n\n\n\n<p>La sinofobia non \u00e8 solo razzismo contro il popolo cinese, \u00e8 anche il rinascere dell\u2019anti-comunismo che vuole indebolire la corazza ideologica del Partito Comunista Cinese, ma vuole pure impedire ai partiti comunisti minori esistenti in Occidente di alzare la testa. La fase storica impone di riscoprire un internazionalismo proletario di nuovo tipo. E\u2019 ora di importanza vitale, per i partiti comunisti. di discutere con franchezza su come rilanciare la battaglia delle idee, affinch\u00e9 l\u2019egemonia culturale del marxismo-leninismo possa avere la meglio sulle classi popolari dei paesi capitalisti e sui giovani.<\/p>\n\n\n\n<p>Per fare questo \u00e8 necessario agire sul soft-power! Innanzitutto intensificando gli scambi fra partiti nell\u2019ottica di un maggiore coordinamento politico fra i comunisti cinesi, svizzeri ed europei, anche sul piano della formazione dei quadri politici con scambi di personale e di documentazione. In secondo luogo sarebbe utile coordinarsi sul piano comunicativo affinch\u00e9 i contenuti (articoli, reportage, ricerche, ecc.) diffusi nei paesi europei sulla Cina, sul socialismo, sul multipolarismo e sulla Nuova via della seta siano coerenti e compatibili con le esigenze dei rispettivi partiti comunisti per farne avanzare il prestigio fra le masse abituate finora a recepire passivamente la narrazione mediatica filo-imperialista dei fenomeni storici, sociali e politici. Sul piano comunicativo occorrer\u00e0 per\u00f2 anche investire nei mass-media in modo adeguato alla cultura del luogo (in Occidente si comunica in modo diverso che in Oriente), creando reti di contro-informazione fruibile alle larghe masse popolari con particolare attenzione alle generazioni pi\u00f9 giovani che in Occidente vengono istupidite e omologate da nuovi modelli sociali edonistici, individualistici e consumistici: ci\u00f2 disgrega la classe operaia e fa crescere l\u2019anti-comunismo e l\u2019ostilit\u00e0 verso la Cina. Oltre ai media, sar\u00e0 utile accelerare il lavoro culturale e accademico: certo non ci sfuggono le leggi repressive che hanno colpito gli Istituti Confucio e altre realt\u00e0 cinesi in Europa, ma questo era prevedibile perch\u00e9 l\u2019imperialismo \u00e8 feroce nel difendere i propri ingiusti privilegi: con la collaborazione dei partiti comunisti dei vari paesi si dovranno quindi valutare forme nuove per vincere questa forma della lotta di classe.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Bellinzona (Svizzera), 19 marzo 2021<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. 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