{"id":8003,"date":"2025-05-14T00:49:37","date_gmt":"2025-05-13T22:49:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=8003"},"modified":"2025-05-14T00:49:37","modified_gmt":"2025-05-13T22:49:37","slug":"per-una-riforma-del-sistema-di-abilitazione-degli-insegnanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=8003","title":{"rendered":"Per una riforma del sistema di abilitazione degli insegnanti"},"content":{"rendered":"<p>La grave e difficile situazione che stanno attualmente affrontando gli insegnanti in abilitazione al DFA ha reso evidente la necessit\u00e0 di un ripensamento delle modalit\u00e0 di ammissione per la formazione di docente. I problemi denunciati da decine di docenti in abilitazione in varie lettere indirizzate al DECS e al DFA, nonch\u00e9 dall\u2019assemblea di categoria organizzata dal sindacato VPOD, non sono d\u2019altronde affatto nuovi. I sottoscritti deputati avevano sollevato l\u2019attenzione su questo tema gi\u00e0 nell\u2019ambito del dibattito sul Consuntivo dello scorso anno e con l\u2019interrogazione 77.24 del 01.07.2024, in cui veniva espressa preoccupazione per il fatto che \u201cmalgrado le limitate prospettive occupazionali, per l\u2019anno scolastico 2024-25 \u00e8 prevista l\u2019apertura dei percorsi di formazione anche per le materie pi\u00f9 sotto pressione\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019interrogazione citata, venivano rimessi in discussione i vantaggi delle attuali modalit\u00e0 di ammissione rispetto al modello \u201cen emploi\u201d abbandonato nel 2002. In tale occasione il Consiglio di Stato rispose, basandosi su diverse considerazioni, che \u00absi pu\u00f2 concludere che l\u2019attuale sistema presenti pi\u00f9 vantaggi per gli studenti rispetto al modello \u201cen emploi\u201d\u00bb. Riteniamo che i recenti fatti che coinvolgono i docenti neoabilitati e senza impiego mostrino che i limiti del sistema attuale siano ben superiori ai presunti vantaggi.<\/p>\n<p>Sino al 2002, il modello \u201cen emploi\u201d permetteva agli aspiranti docenti di intraprendere la formazione solo a seguito dell\u2019assunzione da parte del Cantone, in modo da armonizzare le ammissioni al DFA con l\u2019effettivo bisogno di personale docente, evitando cos\u00ec situazioni problematiche come quella occorsa di recente. Il modello attuale invece prevede un coordinamento tra DECS e DFA riguardo al numero di posti di formazioni aperte per materia ogni anno, che in linea di principio dovrebbe far combaciare le ammissioni con l\u2019effettivo bisogno; purtroppo l\u2019inadeguatezza di tale coordinamento \u00e8 ormai del tutto evidente. Il cambiamento di sistema \u00e8 legato al fatto che il diploma di insegnamento ottenuto \u201cen emploi\u201d non \u00e8 riconosciuto dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE). Tale riconoscimento permette di insegnare in tutta la Svizzera con un diploma di insegnamento ottenuto in qualsiasi Alta Scuola Pedagogica (ASP) svizzera riconosciuta.<\/p>\n<p>Il Consiglio di Stato, nella risposta alla citata interrogazione, sosteneva che il sistema attuale sarebbe preferibile proprio perch\u00e9 il diploma cos\u00ec rilasciato \u00e8 riconosciuto dalla CDPE, il che significherebbe che \u00abcon il ritorno al modello \u201cen emploi\u201d i diplomati del DFA\/ASP risulterebbero chiaramente svantaggiati rispetto ai loro colleghi del resto della Svizzera, perch\u00e9 si presenterebbero ai concorsi senza diploma di insegnamento, mentre quelli formati nelle altre ASP svizzere sarebbero gi\u00e0 pronti all\u2019impiego\u00bb, oltre all\u2019idea che \u00abapplicando il modello \u201cen emploi\u201d, si porrebbe il quesito su quale titolo richiedere per accedere alla formazione erogata dal DFA\/ASP\u00bb, con ripercussioni sulla durata e qualit\u00e0 della formazione. Tali considerazioni risultano insufficienti a giustificare il rifiuto del ritorno al modello \u201cen emploi\u201d dal momento che lo \u00absvantaggio\u00bb dei candidati ticinesi sarebbe pressoch\u00e9 azzerato con il requisito di conoscenza madrelingua o certificata con attesto C2 della lingua italiana. D\u2019altra parte, la preoccupazione relativa al fatto che \u00abnon sarebbe possibile rilasciare un Master \u201cen emploi\u201d, con un conseguente abbassamento del livello di formazione\u00bb viene risolta dal fatto che il nome di un attestato non incide sulla qualit\u00e0 della formazione.<\/p>\n<p>Occorre inoltre considerare la specificit\u00e0 del nostro territorio. Come unico Cantone interamente di lingua italiana, infatti, non si pu\u00f2 pensare alla mobilit\u00e0 intercantonale dei docenti ticinesi come la norma, ma semmai come eccezione. Diverse ASP d\u2019oltralpe pongono come requisito d\u2019ammissione la conoscenza madrelingua o C2 certificata della lingua in cui si svolge la formazione, condizione che gli studenti ticinesi difficilmente soddisfano, nonostante spesso svolgano il percorso universitario in lingue nazionali diverse dall\u2019italiano. Infatti, come scrivevamo nella citata interrogazione, ricordando anche il problema della \u201cfuga di cervelli\u201d: \u00abuno dei pochi settori ad oggi in grado di attirare a Sud delle Alpi i laureati ticinesi \u00e8 quello dell\u2019insegnamento, come dimostra il numero in costante crescita di candidature ricevute dal Dipartimento Formazione e Apprendimento (DFA) della SUPSI, che lo scorso anno \u00e8 stato confrontato con oltre 600 domande di ammissione\u00bb. Pertanto risulta pi\u00f9 importante, in ottica dello sviluppo del Cantone e della sua scuola pubblica, rinunciare al riconoscimento della CDPE in favore di un sistema che garantisca l\u2019impiego ai docenti abilitandi.<\/p>\n<p>Occorre da ultimo ricordare che il Consiglio di Stato, nella citata risposta, informava che, in collaborazione col DFA, era in corso un esame di metodi alternativi a quello \u201cen emploi\u201d proposti nel resto della Svizzera. L\u2019urgenza di trovare una soluzione al problema delle ammissioni al DFA non commisurate col reale bisogno di docenti impone di agire subito, fermo restando che qualsiasi metodo che non preveda l\u2019assunzione preliminare del docente abilitando favorisce il precariato degli insegnanti e non pu\u00f2 garantire la corrispondenza di ammissioni e bisogno effettivo di personale docente. Precariato e difficolt\u00e0 d\u2019impiego che sono inoltre aggravate dall\u2019impossibilit\u00e0 di abilitarsi contemporaneamente per pi\u00f9 di un ordine scolastico, come avviene invece in vari altri cantoni d\u2019Oltralpe.<\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2, va segnalato il forte malcontento diffuso nel corpo insegnante circa la qualit\u00e0 dei percorsi abilitativi del DFA, nonch\u00e9 la sua talvolta limitata corrispondenza con la realt\u00e0 della scuola ticinese. Vari esperti di materia tendono a considerare in modo negativo (specialmente in sede di assunzione) le pratiche e le proposte didattiche ricalcate sulle metodologie insegnate al DFA, alimentando sconforto e insoddisfazione tra i candidati ai concorsi scolastici. Questa mancata corrispondenza pu\u00f2 almeno in parte essere ricondotta all\u2019evoluzione istituzionale dell\u2019istituto preposto all\u2019abilitazione degli insegnanti: dopo aver cessato di essere direttamente integrato nel DECS come Alta scuola pedagogica (ASP), esso costituisce oggi un dipartimento della SUPSI, con un importante grado di autonomia.<\/p>\n<p>Chi scrive non vuole mettere in discussione il principio della libert\u00e0 accademica, ma va considerato se nel caso in esame essa non tenda ad alimentare problemi di varia natura pi\u00f9 che a fungere da stimolo alla ricerca e al dibattito scientifico. Un ritorno del DFA\/ASP sotto la diretta autorit\u00e0 dipartimentale, che ne coordini, controlli e moduli l\u2019attivit\u00e0 in base alle esigenze del mondo scolastico, costituisce un altro importante requisito per il successo di una riforma del sistema di abilitazione.<\/p>\n<p>Sulla base di queste considerazioni, chiediamo che il Consiglio di Stato:<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong> Sottoponga al Gran Consiglio un messaggio per la denuncia dell\u2019Accordo intercantonale sul riconoscimento dei diplomi scolastici e professionali del 18 febbraio 1993, per ottenere l\u2019uscita del Canton Ticino da tale concordato e garantire maggiore autonomia nella gestione di questo campo;<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong> Rescinda il mandato di prestazione con la SUPSI per quanto attiene alla formazione degli insegnanti e riporti l\u2019Alta scuola pedagogica (ASP) sotto la propria diretta autorit\u00e0 e gestione;<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong> Ristrutturi i percorsi di abilitazione degli insegnanti ritornando ad una modalit\u00e0 \u201cen emploi\u201d, che preveda anche la possibilit\u00e0 di abilitarsi contemporaneamente per pi\u00f9 di un ordine scolastico.<\/p>\n<p><em><strong>Massimiliano Ay<\/strong> e <strong>Lea Ferrari<\/strong>, deputati del Partito Comunista<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La grave e difficile situazione che stanno attualmente affrontando gli insegnanti in abilitazione al DFA ha reso evidente la necessit\u00e0 di un ripensamento delle modalit\u00e0 di ammissione per la formazione di docente. 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