{"id":7623,"date":"2024-05-28T16:14:27","date_gmt":"2024-05-28T14:14:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=7623"},"modified":"2024-05-28T16:14:27","modified_gmt":"2024-05-28T14:14:27","slug":"ambigua-legge-sullapprovvigionamento-elettrico-si-persegue-un-obiettivo-condivisibile-con-i-mezzi-sbagliati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=7623","title":{"rendered":"Ambigua legge sull\u2019approvvigionamento elettrico: si persegue un obiettivo condivisibile con i mezzi sbagliati!"},"content":{"rendered":"<p>Il prossimo 9 giugno, il popolo svizzero sar\u00e0 chiamato ad esprimersi sulla Legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro. Si tratta di una modifica legislativa rilevante, dato il carattere strategico della politica energetica federale nell\u2019attuale contesto di grandi tensioni internazionali e di indebolimento delle catene di approvvigionamento. Il Comitato Centrale del Partito Comunista (PC), da tempo molto attento a tali questioni, esprime qui di seguito le sue considerazioni in merito a tale riforma.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo principale di questa modifica legislativa \u00e8 quello di aumentare la produzione elettrica nazionale, incrementando in tal modo l\u2019autoapprovvigionamento energetico del Paese. Si tratta indubbiamente di un obiettivo condivisibile, che il nostro Partito aveva gi\u00e0 indicato come fondamentale nel contesto della votazione sulla cosiddetta \u201cLegge Clima\u201d approvata dal popolo lo scorso giugno: senza un rafforzamento della sovranit\u00e0 energetica nazionale, gli obiettivi di transizione prefissata da tale legge avrebbero infatti condotto ad una maggiore integrazione nel mercato energetico europeo e ad una grave perdita di sovranit\u00e0 in questo ambito.<\/p>\n<p>La legge federale sull\u2019approvvigionamento energetico posta in votazione adotta quindi una positiva, anche se ancora insufficiente, logica di programmazione pubblica dello sviluppo infrastrutturale del Paese. Constatiamo favorevolmente che sar\u00e0 lo Stato a stabilire gli orientamenti della politica energetica nazionale e a mettere in campo gli strumenti legislativi ed economici volti ad implementare tale strategia basata sulla transizione dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, ma rileviamo come sia purtroppo del tutto assente un vero e proprio piano industriale pubblico per la transizione energetica. La politica federale si limiter\u00e0 ancora una volta a fissare le condizioni quadro del mercato energetico e ad elargire sussidi alle aziende private, lasciando a queste ultime il compito di realizzare gli investimenti necessari e a trarne di conseguenza tutti i profitti.<\/p>\n<p>La Confederazione non potr\u00e0 esercitare un controllo diretto sugli attori in campo nel raggiungere gli obiettivi d\u2019autoapprovvigionamento elettrico e non potr\u00e0 garantire che questa politica si ripercuoti sui prezzi finali dell\u2019energia elettrica, evitando che a pagare siano solo le famiglie dei ceti popolari. Se lo sviluppo di fonti energetiche come il solare e l\u2019eolico sono da salutare positivamente, dall\u2019altra parte \u00e8 giusto tener presente che per passare ad una produzione pi\u00f9 decentralizzata dell\u2019elettricit\u00e0 sul territorio nazionale, sar\u00e0 necessario investire diverse decine di miliardi di franchi senza alcuna garanzia che questi costi non saranno poi riversati sulle bollette dei cittadini nelle cosiddette \u201cspese per la rete elettrica\u201d. In questo senso preoccupa l\u2019introduzione di \u201ctariffe dinamiche\u201d per disincentivare l\u2019uso di energia nei momenti di maggiore consumo: non \u00e8 da sottovalutare il rischio di un \u201caumento fantasma\u201d delle bollette a carico delle economie domestiche, contro il quale occorrer\u00e0 adottare provvedimenti adeguati a compensare la perdita di potere d\u2019acquisto. In quest\u2019ottica concedere negli obiettivi della legge un maggiore peso allo sviluppo delle centrali idroelettriche avrebbe probabilmente limitato il futuro impatto sulle tasche dei cittadini.<\/p>\n<p>Lo sviluppo delle energie rinnovabili permetter\u00e0 un importante aumento della diversificazione delle fonti energetiche, ma per come sono orientati gli obiettivi della Legge, non ci si pu\u00f2 illudere che anche in futuro, in determinate condizioni, sar\u00e0 sempre necessario ricorrere all\u2019acquisto di energia elettrica prodotta dall\u2019estero. Il Partito Comunista ritiene che questa situazione sia da ridurre al minimo.<\/p>\n<p>Se quanto previsto dalla Legge prevede effettivamente una maggiore indipendenza dall\u2019UE dovuta ad una tendenziale diminuzione del fabbisogno elettrico estero, dall\u2019altra parte il nostro Paese, nonostante questa riforma, rimarr\u00e0 ancora dipendente dall\u2019estero nel campo delle tecnologie, della componentistica e dei pezzi di ricambio dei nuovi impianti previsti. Data l\u2019assenza \u2013 come detto \u2013 di un vero piano pubblico strategico che auspichi anche la riduzione di questo tipo di dipendenza indiretta, sar\u00e0 come minimo importante sorvegliare che si applichi una reale diversificazione tra l\u2019utilizzo di tecnologie e prodotti derivanti dall\u2019UE e dagli USA ma anche dai paesi emergenti, poich\u00e9 anche in questo ambito non mancano interessi geopolitici e la nostra neutralit\u00e0 si vede anche dalla politica energetica!<\/p>\n<p>Una delle principali obiezioni alla legge presentata dai contrari \u00e8 rappresentata dal pericolo di una riduzione della tutela della natura e del paesaggio: il nostro Partito ritiene per\u00f2 che il carattere strategico della politica energetica sia preminente su tali considerazioni, rilevando inoltre come le garanzie ambientali e democratiche previste dalla legge siano complessivamente sufficienti a tutelare le possibilit\u00e0 di opposizione popolare a nuovi impianti ritenuti deturpanti del territorio.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 il Partito Comunista non si illuda sulle reali volont\u00e0 di negoziazione del Consiglio federale, sar\u00e0 fondamentale nel contesto delle trattative per il nefasto accordo quadro Svizzera-UE, bloccare il progetto di liberalizzazione totale nel mercato energetico promossa dall\u2019Unione Europea. Oltre ai citati risvolti geopolitici legati all\u2019integrazione energetica nelle catene d\u2019approvvigionamento europee, \u00e8 infatti forte il pericolo di una dinamica di dumping e concorrenza sleale da parte delle aziende elettriche della UE, che potrebbe disincentivare la transizione energetica e ridurre quindi la stessa e auspicata sovranit\u00e0 energetica del Paese.<\/p>\n<p>Non da ultimo, \u00e8 da salutare con favore la volont\u00e0 di armonizzare le condizioni quadro a livello nazionale, contrastando le disparit\u00e0 ad oggi esistenti in campo energetico, ad esempio attraverso l\u2019introduzione di tariffe minime per l\u2019acquisto di energia prodotta attraverso impianti fotovoltaici.<\/p>\n<p>In ragione delle considerazioni esposte, il Partito Comunista invita a votare scheda bianca come protesta per una legge ancora una volta ambigua, che accanto a un obiettivo lodevole come quello di aumentare l\u2019autoapprovvigionamento elettrico del Paese, nasconde per\u00f2 il rischio di una liberalizzazione totale del mercato elettrico e un drastico aumento dei costi per i consumatori. Troviamo in particolare vergognoso che per raggiungere tali scopi si decida di affidarsi prevalentemente alle logiche delle sovvenzioni alle ditte private in un sistema di mercato semi-libero, le quali non danno alcuna effettiva garanzia del raggiungimento della sovranit\u00e0 energetica in un contesto di forte pressioni verso l\u2019integrazione al mercato elettrico dell\u2019UE.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il prossimo 9 giugno, il popolo svizzero sar\u00e0 chiamato ad esprimersi sulla Legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro. Si tratta di una modifica legislativa rilevante, dato il carattere strategico della politica energetica federale nell\u2019attuale contesto di grandi tensioni internazionali e di indebolimento delle catene di approvvigionamento. 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