{"id":7522,"date":"2024-02-08T01:03:01","date_gmt":"2024-02-08T00:03:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=7522"},"modified":"2024-04-08T01:11:56","modified_gmt":"2024-04-07T23:11:56","slug":"politica-di-milizia-a-livello-comunale-problematiche-limiti-e-prospettive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=7522","title":{"rendered":"Politica di milizia a livello comunale: problematiche, limiti e prospettive"},"content":{"rendered":"<p><strong>A. La necessit\u00e0 di un\u2019analisi critica del sistema di milizia<\/strong><br \/>\nIl sistema di milizia rappresenta un pilastro dell\u2019ordinamento politico svizzero, sul quale \u00e8 tuttavia mancata negli ultimi anni un\u2019analisi organica e profilata da parte delle forze di sinistra. Lo stesso non va infatti considerata una mera istituzione formalista d\u2019interesse accademico, ma come il prodotto di un retaggio politico complesso che, improntandosi a una logica \u2018\u2018volontarista\u2019\u2019 e della \u2018\u2018sussidiariet\u00e0\u2019\u2019, condiziona le modalit\u00e0 della conservazione e dell\u2019esercizio del potere in Svizzera. In quest\u2019ottica, la presente risoluzione mira a rilanciare una riflessione critica e a meglio delineare la posizione del Partito sulla tematica, la cui valenza \u00e8 gi\u00e0 stata invero individuata dalle Tesi congressuali del 2021. Dato l\u2019impatto specifico che riveste il principio di milizia per gli enti locali e l\u2019imminente rinnovo dei poteri comunali, il documento verter\u00e0 pertanto su questo livello istituzionale, pur potendo comunque rimanere politicamente valido con i necessari adattamenti anche da un punto di vista pi\u00f9 generale.<\/p>\n<p><strong>B. Le ripercussioni di fondo del sistema di milizia odierno<\/strong><br \/>\nPer quanto possa teoricamente anche sottendere un genuino impegno civico e una certa prossimit\u00e0 alla realt\u00e0 sociale del Paese, il sistema di milizia presenta una serie di criticit\u00e0 che investono anche le istituzioni comunali, e meglio il Consiglio comunale e il Municipio. Rinviando ai successivi capitoli per un esame pi\u00f9 dettagliato, appare infatti evidente come l\u2019aumento del numero e della complessit\u00e0 dei problemi con cui sono confrontati gli enti locali diventa sempre meno conciliabile con l\u2019assunzione di compiti pubblici a titolo sostanzialmente onorifico o accessorio. Questa tendenza, che non a caso si inserisce in una deriva post-democratica in cui le istituzioni si vedono progressivamente svuotate delle loro prerogative politiche, comporta in linea generale una diminuzione del tempo, delle energie e dell\u2019attenzione che possono essere destinate alla carica comunale ricoperta. Da un lato ci\u00f2 rischia di tradursi in un crescente svilimento del dibattito politico, che conduce a sua volta in una difficolt\u00e0 a favorire un imprescindibile confronto istituzionale e all\u2019adozione di posizioni politiche ben definite.; dall\u2019altro, queste limitazioni \u2018\u2018de facto\u2019\u2019 all\u2019esercizio del mandato generano una castrazione di quel potenziale riformatore e progettuale che, altrimenti, potrebbe trovare spazio nei consessi comunali. A questi problemi si aggiunge quello, ad oggi forse pi\u00f9 notorio, della pi\u00f9 alta barriera all\u2019accesso alle cariche che la politica di milizia implica per chi non dispone del tempo e\/o di un reddito sufficiente.<\/p>\n<p><strong>C. La svalorizzazione delle prerogative del Legislativo<\/strong><br \/>\nAlla luce dell\u2019esperienza raccolta sul piano cantonale, si pu\u00f2 ritenere che l\u2019attuale sistema di milizia contribuisce a depotenziare l\u2019attuazione delle prerogative di indirizzo politico, di iniziativa legislativa e di controllo che dovrebbero incombere al Legislativo comunale. Non stupisce perci\u00f2 che la struttura stessa di una carica di milizia vada ad assecondare un operato meno espansivo e proattivo da parte dei Consiglieri comunali, che si pone in controtendenza rispetto a un compiuto ricorso agli strumenti d\u2019intervento di cui potrebbero teoricamente avvalersi. Nel concreto ci\u00f2 significa che, specialmente nell\u2019ambito dei lavori commissionali e nei Comuni di maggiori dimensioni, potrebbe venire alimentata una minore attenzione su svariati importanti fronti: basti pensare all\u2019approfondimento e all\u2019eventuale riforma dei conti comunali; alla vigilanza sull\u2019attivit\u00e0 dell\u2019amministrazione; allo stimolo a ottimizzare i processi interni a fronte di possibili disfunzioni; all\u2019esame e al miglioramento dei messaggi municipali; alla presentazione e all\u2019evasione (ora sovente tardiva) delle mozioni; all\u2019indicazione dei progetti giudicati prioritari nel piano degli investimenti; all\u2019effettiva supervisione sugli enti paracomunali; ecc. Beninteso, \u00e8 certamente vero che a orientare l\u2019operato legislativo sono molteplici fattori ed eventuali inconvenienti non possono n\u00e9 devono essere riconducibili al solo principio di milizia. Ci\u00f2 detto, va in definitiva riconosciuto che lo stesso non valorizza fattivamente il ruolo del Legislativo, incoraggiando di rimando anche un appiattimento, un accentramento e uno squilibrio di potere verso il Municipio.<\/p>\n<p><strong>D. L\u2019impatto sul ruolo politico e decisionale del Municipio<\/strong><br \/>\nI limiti del sistema di milizia investono in particolare i Municipi, i quali richiedono per natura un impegno accresciuto e che, del resto, nelle Citt\u00e0 presentano gi\u00e0 una certa \u2018\u2018professionalizzazione\u2019\u2019. E\u2019 infatti soprattutto a questo livello che si palesano i problemi di conciliabilit\u00e0 tra lavoro, famiglia e carica politica. Questa situazione, generando viepi\u00f9 delle difficolt\u00e0 nel reperire dei candidati (idonei), ridimensiona in modo preoccupante la vitalit\u00e0 e l\u2019impulso dell\u2019organo esecutivo. In tal senso appare ragionevole affermare che questo genere di ostacoli, i quali si frappongono a un ricambio in seno ai poteri comunali, concorrano anche a creare una sorta di \u2018\u2018stagnazione\u2019\u2019 di talune realt\u00e0 politiche locali. Il timore \u00e8 inoltre che, considerando la crescente complessit\u00e0 delle tematiche da affrontare, l\u2019intensificarsi dei rapporti con attori terzi e le rinnovate necessit\u00e0 della cittadinanza, un approccio oltremodo volontaristico al mandato castri una necessaria dialettica politica, un\u2019autentica conduzione dell\u2019amministrazione e una pi\u00f9 dinamica progettualit\u00e0 politica. Non mancano del resto i segnali indicanti che i Municipali, trovandosi assorbiti da varie mansioni operative e di gestione corrente, si vedono sempre meno effettivamente investiti della loro funzione politica e strategica. In quest\u2019ottica il sistema di milizia alimenta anche una tendenziale asimmetria informativa, che va poi a ripercuotersi inevitabilmente sul piano decisionale, tra il politico comunale e i funzionari: da qui il serio rischio che, in ultima analisi, a prevalere su troppe scelte del collegio siano ragioni di ordine perlopi\u00f9 tecnico.<\/p>\n<p><strong>E. L\u2019esigenza di un ripensamento e di correttivi immediati<\/strong><br \/>\nIn ragione di quanto esposto, s\u2019impone una profonda riflessione sulle prospettive di superamento dei limiti dell\u2019attuale sistema di milizia anche a livello comunale. Nel contempo, occorre continuare a contrastare le derive post-democratiche della societ\u00e0 odierna e il clima di antipolitica che, anche da parte di una certa sinistra, viene sterilmente fomentato contro i Partiti e le istituzioni. Non si tratta, \u00e8 bene rimarcarlo, di un esercizio volto a un mero accorgimento istituzionale e avulso dalla strategia generale del nostro Partito. Rimettere in discussione la politica di milizia significa infatti intaccare un principio cardine dell\u2019ordinamento vigente, riaffermare la centralit\u00e0 del Parlamento nella vita del Paese e assestare il primato della politica sull\u2019apparato amministrativo, il tutto nell\u2019orizzonte di un pi\u00f9 ampio processo di trasformazione sociale. Va per questo trovato il coraggio di promuovere una forma di maggiore professionalizzazione della carica di Municipale anzitutto nelle realt\u00e0 pi\u00f9 grandi, cos\u00ec come un accresciuto riconoscimento e sostegno all\u2019operato dei Consiglieri Comunali. Senza alcuna pretesa esaustiva, quali correttivi da adottare almeno in una prospettiva di breve termine si dovrebbe, ad esempio: adeguare l\u2019indennizzo destinato alle cariche istituzionali a partire dai membri dell\u2019Esecutivo (con relativa possibilit\u00e0 di ridurre il tempo di lavoro); rafforzare i servizi di supporto rivolti ai Consiglieri comunali e ai Municipali (segretariato, servizio giuridico, revisione interna, ecc.); sostenere finanziariamente e logisticamente l\u2019attivit\u00e0 delle liste politiche locali (indennit\u00e0 ai Gruppi, messa a disposizione di spazi, ecc.); promuovere un\u2019appropriata formazione degli eletti negli enti locali (maggiore accessibilit\u00e0 a corsi di aggiornamento e creazione di adeguati supporti didattici, ecc.); arginare le proposte che svalutano in particolare la funzione del Legislativo (riduzione dei tempi di parola e dei membri del consesso, ecc.); adottare e incoraggiare misure volte a favorire la conciliabilit\u00e0 delle mansioni istituzionali con l\u2019attivit\u00e0 professionale (anche attraverso l\u2019introduzione sul piano legale di appositi congedi e orari flessibili, l\u2019organizzazione degli appuntamenti istituzionali in funzione dei consueti orari di lavoro, la promozione di buone pratiche nei posti di lavoro, ecc.).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A. 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