{"id":7095,"date":"2023-05-25T21:43:04","date_gmt":"2023-05-25T19:43:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=7095"},"modified":"2023-05-25T21:43:04","modified_gmt":"2023-05-25T19:43:04","slug":"legge-clima-una-cambiale-in-bianco-ancora-insufficiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=7095","title":{"rendered":"\u201cLegge Clima\u201d: una cambiale in bianco ancora insufficiente!"},"content":{"rendered":"<p>Il Comitato centrale del Partito Comunista (PC), nella sua seduta del 13 maggio 2023, ha esaminato il controprogetto indiretto all\u2019iniziativa per i ghiacciai (altrimenti noto come \u201cLegge Clima\u201d) in votazione il prossimo 18 giugno. Punto di partenza dell\u2019analisi del testo \u00e8 stata la posizione assunta in merito alla Legge CO2 bocciata dal popolo il 13 giugno 2021, contro la quale il PC aveva lanciato il referendum unitamente a varie altre forze di sinistra. Va ricordato come l\u2019apporto comunista era stato allora determinante per assicurare il rigetto di una legge antisociale, liberista ed inefficace, con la quale si voleva far pagare alle classi popolari il prezzo della necessaria transizione ecologica.<\/p>\n<p>Il testo di legge posto in votazione il prossimo 18 di giugno costituisce un controprogetto indiretto alla cosiddetta \u201cIniziativa per i ghiacciai\u201d, che richiedeva la neutralizzazione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050, attraverso un divieto dei combustibili fossili a partire da quell\u2019anno. Richieste che sono state considerate eccessive dall\u2019assemblea federale, che ha mantenuto l\u2019obiettivo della neutralit\u00e0 climatica entro il 2050, ma senza introdurre alcun divieto. Per raggiungere tale traguardo, la legge approvata dalle Camere prevede l\u2019introduzione di misure di sostegno per la sostituzione degli impianti di riscaldamento (nella misura di 200 milioni di franchi all\u2019anno), per l\u2019adozione di tecnologie innovative volte a ridurre le emissioni di gas serra (200 milioni all\u2019anno), nonch\u00e9 per la protezione dell\u2019uomo e della natura dagli effetti dei cambiamenti climatici. Alle prime misure previste dalla legge oggi in votazione, si aggiungeranno nei prossimi anni degli ulteriori provvedimenti che, secondo l\u2019articolo 11 della legge, dovranno essere regolarmente discussi e approvati dal parlamento. Ad oggi non sono per\u00f2 ancora noti i dettagli di tali misure: la legge lascia un certo margine di incertezza in merito.<\/p>\n<p>La grande novit\u00e0 rappresentata da questa legge \u00e8 rappresentata dall\u2019assenza di nuove tasse o imposte per l\u2019economia e per la popolazione. Le misure adottate ricalcano in larga misura quelle previste dalla Legge CO2 respinta dal popolo, senza che sia per\u00f2 previsto alcun ulteriore aggravio fiscale: ci\u00f2 dimostra la correttezza delle analisi del PC, secondo il quale era possibile procedere ad una transizione ecologica senza chiamare alla cassa i cittadini. Il finanziamento di tali misure attraverso il bilancio generale della Confederazione rappresenta una soluzione socialmente pi\u00f9 equa, in quanto esso \u00e8 alimentato in misura preponderante dall\u2019imposizione fiscale diretta, che tiene conto in modo progressivo del reddito e della sostanza dei contribuenti (a differenza delle tasse indirette \u2013 come quella sulla benzina \u2013 che erano al centro della precedente Legge CO2).<\/p>\n<p>Il Partito Comunista si rallegra della presa in considerazione delle esigenze di uno dei settori pi\u00f9 duramente toccati dal cambiamento climatico, ossia quello agricolo. Le misure adottate a sostegno del settore primario dimostrano la validit\u00e0 della posizione da tempo assunta in materia dal PC, promotore in Ticino dell\u2019introduzione del principio della sovranit\u00e0 alimentare nella costituzione cantonale, nonch\u00e9 di varie altre iniziative in supporto al mondo contadino. L\u2019obbligo imposto ai Cantoni di adottare misure di protezione dagli effetti dei cambiamenti climatici dimostra inoltre l\u2019importanza dell\u2019iniziativa comunista per la costituzione di un fondo di ricerca per lo studio di tali effetti e di misure per la loro mitigazione, che da 4 anni ancora attende di essere trattata dal parlamento cantonale.<\/p>\n<p>La legge approvata dalle Camere federali presenta per\u00f2 alcune criticit\u00e0 che meritano di essere qui evocate. Le misure di sostegno alle imprese che adottano tecnologie innovative rappresentano un problematico finanziamento pubblico della ricerca privata, che potr\u00e0 sviluppare e detenere brevetti che dovrebbero essere invece di propriet\u00e0 pubblica. Tali misure esonerano inoltre lo Stato da un intervento diretto e programmatore in campo industriale e infrastrutturale, quanto mai necessario per assicurare il raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla legge, nonch\u00e9 per indirizzare lo sviluppo del Paese in questa delicata fase di transizione. Le misure finanziarie a sostegno della riconversione immobiliare sembrano essere nuovamente prive di garanzie e contropartite per i locatari, gi\u00e0 duramente colpiti dal rialzo dei tassi d\u2019interesse e dei costi energetici. Andrebbe in questo senso valutata l\u2019introduzione di misure a tutela del mercato dell\u2019alloggio per evitare un caro-affitti generalizzato. I mezzi finanziari messi a disposizione sembrano essere d\u2019altronde largamente insufficienti per aumentare sensibilmente l\u2019efficienza energetica del parco immobiliare elvetico: il parlamento ha messo sul piatto qualche centinaio di milioni di franchi, quando per raggiungere gli obiettivi prefissati sarebbero invece necessarie decine di miliardi!<\/p>\n<p>La nuova legge non rivede il sistema di scambio delle quote di emissioni, che ha gi\u00e0 dimostrato di essere oggetto di manovre speculative e che de facto esenta le grandi aziende inquinanti dalla riduzione delle proprie emissioni. In modo simile, si rinuncia ad introdurre misure vincolanti per la piazza finanziaria, con la quale il Consiglio federale potr\u00e0 (ma non dovr\u00e0) adottare convenzioni volte a ridurne l\u2019impatto sul clima. Va ricordato a tal proposito come, in occasione della recente fusione tra Credit Suisse e UBS, si sia volontariamente (e colpevolmente) rinunciato a legare le garanzie statali a precise condizionalit\u00e0 in ambito sociale ed ambientale. Non da ultimo, sono assenti misure volte ad incentivare l\u2019utilizzo del trasporto pubblico, che \u00e8 invece nuovamente oggetto di un aumento tariffario di portata non indifferente per gli utenti gi\u00e0 eccessivamente sotto pressione.<\/p>\n<p>Il Partito Comunista si \u00e8 chinato anche sulla cruciale questione della sovranit\u00e0 energetica del Paese: nella delicata situazione internazionale attuale, assicurare l\u2019indipendenza della Svizzera sul piano energetico riveste infatti un\u2019importanza centrale. La dismissione delle energie fossili non pu\u00f2 essere realizzata in favore di un approvvigionamento energetico vincolato ai paesi del blocco euro-atlantico (che sta sviluppando nuovi impianti nucleari o a carbone per supplire alle risorse non pi\u00f9 acquistate ad esempio dalla Russia). Sosteniamo in questo senso la prospettiva di un aumento della produzione elettrica nazionale, nel quadro di una pianificazione pluriennale da parte del parlamento. L\u2019assenza di un serio piano industriale di Stato volto all\u2019incremento dell\u2019auto-approvvigionamento elettrico ci preoccupa per\u00f2 in modo particolare, in quanto rischia di tradursi a medio-termine in una situazione di penuria energetica, provocata dalla dismissione dei vettori attuali e dall\u2019assenza di alternative disponibili per tempo. Il Partito Comunista teme in questo caso che la classe politica europeista possa (e voglia) rendere inevitabile l\u2019acquisto di energia elettrica da paesi dell\u2019UE, attraverso una ulteriore liberalizzazione del mercato energetico svizzero. Oltre al prevedibile aumento dei prezzi dell\u2019energia (per far fronte al quale non \u00e8 stato previsto alcun provvedimento), la Legge Clima rischia dunque di tradursi \u2013 invece che in un auspicabile aumento della sovranit\u00e0 energetica del Paese \u2013 in un suo ulteriore vincolo al blocco euro-atlantico.<\/p>\n<p>A fronte di una legge caratterizzata da queste gravi lacune e dalla profonda incertezza che \u00e8 legata agli obiettivi da essa previsti, <strong>il Partito Comunista non accetta di sottoscrivere una \u201ccambiale in bianco\u201d senza che siano state prime chiarite le garanzie e le contropartite per assicurare l\u2019indipendenza energetica del Paese, nonch\u00e9 il potere d\u2019acquisto delle classi popolari<\/strong>. La transizione ecologica proposta dalla Legge Clima pu\u00f2 essere sostenuta solo se accompagnata da un ampio piano industriale volto alla conversione energetica del Paese, dalla nazionalizzazione del settore energetico nazionale e da chiare misure di contenimento dei prezzi dell\u2019energia. Per queste ragioni, il PC invita a votare <strong>scheda bianca<\/strong> il prossimo 18 giugno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Comitato centrale del Partito Comunista (PC), nella sua seduta del 13 maggio 2023, ha esaminato il controprogetto indiretto all\u2019iniziativa per i ghiacciai (altrimenti noto come \u201cLegge Clima\u201d) in votazione il prossimo 18 giugno. 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