{"id":7053,"date":"2023-03-24T16:52:47","date_gmt":"2023-03-24T15:52:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=7053"},"modified":"2025-07-05T16:49:16","modified_gmt":"2025-07-05T14:49:16","slug":"il-fallimento-del-credit-suisse-unelite-svendipatria-sta-minando-la-stabilita-economica-della-confederazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=7053","title":{"rendered":"Il fallimento del Credit Suisse: un\u2019\u00e9lite svendipatria sta minando la stabilit\u00e0 economica della Confederazione"},"content":{"rendered":"<p>Il Partito Comunista ha appreso con sgomento, ma non con sorpresa, della situazione venutasi a creare con il crollo dell\u2019istituto finanziario Credit Suisse e la conseguente acquisizione da parte di UBS.<\/p>\n<p>Il processo di concentrazione dei capitali nel settore finanziario (e non solo) \u00e8 una dinamica in continuo sviluppo ed \u00e8 intrinseca al sistema economico in cui viviamo; una dinamica che vede i grandi colossi assorbire progressivamente le altre realt\u00e0, costituendo posizioni sempre pi\u00f9 di monopolio.<\/p>\n<p>Il governo svizzero, come gi\u00e0 in passato con il salvataggio di UBS del 2008, si \u00e8 dimostrato complice degli avidi e incapaci manager dell\u2019istituto finanziario, attivandosi immediatamente per cercare di salvare la situazione con l\u2019utilizzo di soldi pubblici, senza alcuna contropartita, n\u00e9 di tipo finanziario (da poi reinvestire a favore della collettivit\u00e0) n\u00e9 di tipo occupazionale (a garanzia dei posti di lavoro). Il tutto si traduce quindi in un vero e proprio affare solo per UBS.<\/p>\n<p>Occorre quindi fare immediata chiarezza sull\u2019utilizzo effettivo dei 9 miliardi di franchi garantiti dalla Confederazione: \u00e8 scandaloso, infatti, che fra le due parti \u2013 Confederazione e vertici UBS \u2013 vi siano ancora oggi interpretazioni diverse di tale accordo. Il Partito Comunista pretende che il Consiglio federale ponga al primo posto gli interessi dei contribuenti svizzeri e dei lavoratori di Credit Suisse.<\/p>\n<p>Il nuovo \u201cmostro\u201d finanziario UBS, scaturito da questa acquisizione, non pu\u00f2 essere visto come la soluzione ad un problema, ma bens\u00ec come un problema che si \u00e8 aggravato. La sua posizione dominante lo porter\u00e0 a dettare liberamente la linea al mercato finanziario svizzero; alla faccia di quella tanto decantata \u201clibera concorrenza\u201d, principio su cui i nostri governanti vorrebbero basare il nostro ordinamento economico!<\/p>\n<p>Il Partito Comunista deplora inoltre l\u2019ennesimo abuso del diritto d\u2019urgenza per superare il processo democratico di consultazione del Parlamento svizzero, gi\u00e0 avvenuto con la pandemia e le sanzioni. I problemi di Credit Suisse erano conosciuti da diversi mesi, ma il Parlamento non \u00e8 stato comunque interpellato sugli strumenti e le strategie di una possibile soluzione alla crisi.<\/p>\n<p>A seguito di questa situazione il Partito Comunista esprime le seguenti rivendicazioni:<\/p>\n<ul>\n<li>La rassicurazione, da parte di UBS, non solo del salvataggio dei posti di lavoro e di un adeguato piano sociale, ma anche il risarcimento dei soldi pubblici nei prossimi anni sotto forma di tassa sui dividendi oppure \u2013 nel caso in cui UBS decidesse nel prossimo futuro di vendere quello che rimane di Credit Suisse \u2013 sotto forma di tassa sul ricavo della vendita.<\/li>\n<li>Un celere intervento giudiziario contro i manager responsabili di Credit Suisse, la riscossione retroattiva dei bonus elargiti e per i colpevoli il divieto di esercitare in futuro altre attivit\u00e0 in ambito finanziario in Svizzera.<\/li>\n<li>La scorporazione, sotto controllo e vigilanza pubblica, delle attivit\u00e0 sane di Credit Suisse con sede in Svizzera e che coinvolgono attivit\u00e0 di residenti e aziende svizzere, e il loro passaggio di gestione e propriet\u00e0 alle banche cantonali svizzere.<\/li>\n<li>Il passaggio dei dipendenti di Credit Suisse attivi nel settore delle attivit\u00e0 svizzere alle strutture delle banche cantonali e la garanzia di un piano sociale per il ricollocamento del personale per i prossimi anni.<\/li>\n<li>Il rafforzamento delle banche pubbliche cantonali per contrastare il nuovo strapotere di UBS sul mercato finanziario, garantendo loro condizioni privilegiate. L\u2019apertura da parte della BNS di linee di credito speciali e la concessione di condizioni pi\u00f9 vantaggiose sui conti giro a vista, per permettere alle banche cantonali di accrescere la loro competitivit\u00e0 come fornitore di credito alle aziende nazionali e di gestione del risparmio dei cittadini. Allo stesso tempo serve un cambiamento di paradigma delle stesse banche cantonali, istituendo un organo di indirizzo e coordinamento nazionale e un cambio di politica finanziaria slegata dalla massimizzazione del profitto, perseguendo invece gli scopi assegnati dallo Stato come la promozione e lo sviluppo economico e sociale del paese.<\/li>\n<li>Un intervento pi\u00f9 deciso della Commissione federale della concorrenza (Comco) in relazione a operazioni decisive come quella in questione, nell&#8217;ottica di prevenire la creazione di cartelli nocivi e comportamenti abusivi di imprese con una posizione dominante. Alla Comco vanno conferiti inoltre nuovi poteri legislativi affinch\u00e9 possa esercitare un vero e proprio ruolo attivo contro i monopoli, definendo basi giuridiche pi\u00f9 incisive per sancire, laddove necessario, scorporazioni aziendali, divieti di fusione o autorizzazioni vincolate a stringenti condizioni.<\/li>\n<li>La possibilit\u00e0 di prevedere una suddivisione in ambito bancario tra attivit\u00e0 commerciali e d\u2019investimento oppure tra attivit\u00e0 nazionali ed estere.<\/li>\n<li>L\u2019obbligo della diversificazione delle attivit\u00e0 estere per gli istituti finanziari. Non stupisce infatti che sia stata proprio l\u2019estrema dipendenza da attivit\u00e0 estere malgestite, principalmente negli USA, che hanno provocato diversi scandali, una delle cause principali della crisi di Credit Suisse. Gli istituti finanziari svizzeri dovrebbero in via prioritaria servire a finanziare attivit\u00e0 economiche in Svizzera e non trattenere relazioni di dipendenza sistemica all\u2019estero. In questo senso fa inoltre riflettere come la dirigenza di UBS sia sempre pi\u00f9 a guida statunitense, situazione che la porta gi\u00e0 oggi a perseguire obiettivi geo-monetari non affini agli interessi nazionali svizzeri.<\/li>\n<li>L\u2019abolizione dello statuto di \u201dindipendenza\u201d della Banca Nazionale Svizzera. Ancora una volta si \u00e8 avuta la dimostrazione di come la tanto invocata \u201cindipendenza\u201d della BNS serva unicamente a perseguire interessi anti-popolari: nel giro di pochi mesi la BNS ha deciso di non distribuire a Confederazione e Cantoni qualche miliardo di franchi (con gravi conseguenze sociali che pagher\u00e0 la popolazione!) per poi invece, dopo poche settimane, essere disposta ad aprire una linea di credito di 50 miliardi per UBS!<\/li>\n<li>Maggiori regolamentazioni sul mercato finanziario, superando gli Accordi Basilea III, con la consapevolezza per\u00f2 che la storia recente (e non solo) ha dimostrato che senza agire alla radice e lasciando il mercato finanziario libero di imperversare, anche maggiori regolamentazioni non potranno evitare nuovi disastri e fallimenti. Si rende nel contempo necessario potenziare l&#8217;organizzazione e le prerogative di controllo della FINMA, al fine di intensificare la vigilanza esercitata sugli istituti bancari e di meglio prevenire gli abusi in questo settore.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Partito Comunista ha appreso con sgomento, ma non con sorpresa, della situazione venutasi a creare con il crollo dell\u2019istituto finanziario Credit Suisse e la conseguente acquisizione da parte di UBS. 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