{"id":6776,"date":"2022-10-18T01:34:56","date_gmt":"2022-10-17T23:34:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=6776"},"modified":"2022-10-18T01:40:47","modified_gmt":"2022-10-17T23:40:47","slug":"il-partito-comunista-riconosce-nella-neutralita-il-pilastro-su-cui-costruire-una-svizzera-non-allineata-sovrana-e-inserita-nel-multipolarismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=6776","title":{"rendered":"La neutralit\u00e0 \u00e8 il pilastro su cui costruire una Svizzera non allineata, sovrana e inserita nel multipolarismo"},"content":{"rendered":"<p><strong>1. Introduzione<\/strong>\u00a0<strong>&#8211;<\/strong>\u00a0\u00abLiberi e Svizzeri!\u00bb era il motto dei volontari antifascisti che, nel 1936, partirono dal nostro Paese verso la Spagna per difendere la Repubblica e combattere il franchismo. Quel motto stava a indicare come il principio della neutralit\u00e0 andasse inteso quale sinonimo di sovranit\u00e0 nazionale rispetto alle pressioni che, a quell\u2019epoca, arrivavano dai paesi vicini caduti nelle maglie del fascismo. Neutralit\u00e0 intesa, insomma, come volont\u00e0 di garantire l\u2019indipendenza politica del nostro Paese.<\/p>\n<p><strong>2. Il nostro Partito &#8211;<\/strong> \u00c8 vero che il nostro Partito, al momento della sua fondazione nel 1944, si pronunci\u00f2 per abbandonare la neutralit\u00e0, ma tale proposta era esclusivamente vincolata all\u2019immediata adesione della Confederazione nell\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), nell\u2019ottica cio\u00e8 di favorire una politica di pace globale. In quegli anni, e fino al termine della guerra fredda (pi\u00f9 precisamente fino al 2002), una parte consistente della borghesia svizzera rifiutava in effetti l\u2019adesione all\u2019ONU adducendo proprio un presunto contrasto con la neutralit\u00e0: in realt\u00e0 il timore era quello dell\u2019egemonia, perlomeno nell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite, dei paesi socialisti e dalle ex-colonie che simpatizzavano per i comunisti. Gi\u00e0 negli anni successivi, con l\u2019intensificarsi della guerra fredda fra il blocco capitalista a Ovest e quello socialista ad Est, il nostro Partito adott\u00f2 tutt\u2019altra linea, riconoscendo che solo la neutralit\u00e0 garantiva al nostro Paese di non vincolarsi totalmente al campo atlantico. I comunisti svizzeri furono patrioti intransigenti: non solo ergendosi a difesa della neutralit\u00e0 in opposizione persino a Stalin, ma arrivando addiritura ad espellere dal Partito un dirigente carismatico quale era il compagno L\u00e9on Nicole, che perorava invece un avvicinamento all\u2019allora \u201cPatto di Varsavia\u201d.<\/p>\n<p><strong>3. Le contraddizioni della neutralit\u00e0 &#8211;<\/strong> Siamo consapevoli che dietro alla parola \u00abneutralit\u00e0\u00bb la borghesia abbia coperto il collaborazionismo con il regime dell\u2019Apartheid in Sudafrica e oggi con quello del sionismo in Israele. Sappiamo anche che, per tutta la durata della guerra fredda, la Confederazione, pur \u201ctollerando\u201d \u2013 ovviamente seguite a vista dalla Polizia federale \u2013 alcune relazioni commerciali non ufficialmente dichiarate fra aziende site nel Canton Ticino e l\u2019allora DDR (sotto embargo americano!), era nei fatti schierata col campo atlantico. Prima ancora, all\u2019epoca della guerra civile spagnola, il Consiglio federale, sempre nel nome della \u201cneutralit\u00e0\u201d tollerava il sostegno attivo delle banche svizzere al regime franchista ma nel contempo incarcerava gli antifascisti svizzeri che lo combattevano. Non ci sfugge nemmeno che, in tempi pi\u00f9 recenti, invitare i cittadini venezuelani a disertare le urne nel loro paese cos\u00ec da poterne delegittimare il governo abbia rappresentato un\u2019ingerenza incompatibile con la neutralit\u00e0. Applicare poi le sanzioni della Unione Europea (e non dell\u2019ONU, di cui perlomeno saremmo parte) alla Russia per la guerra in Ucraina, senza peraltro aver mai nemmeno lontanamente condannato i massacri contro i civili nel Donbass da parte del militarismo golpista di Kiev dal 2014 in poi, era solo il preludio della decisione di quella parte di borghesia compradora (atlantista) di abolire la nostra stessa sovranit\u00e0 e vincolarci totalmente agli ordini degli USA e della UE.<\/p>\n<p><strong>4. Rilanciare la neutralit\u00e0 &#8211;<\/strong> Denunciare tuttavia questi episodi in cui la Svizzera ufficiale, di certo non quella pooplare e operaia, ha chinato il capo ai diktat di potenze straniere non significa che il principio della neutralit\u00e0 sia qualcosa di sbagliato e da rifiutare, occorre semmai pretenderne un\u2019applicazione rigorosa che sia corretta non solo nei confronti del diritto internazionale ma che sia anzitutto favorevole agli interessi collettivi del popolo svizzero e della sua indipendenza nazionale. \u00c8 naturale, nel contesto dell\u2019imperialismo e di una societ\u00e0 capitalista avanzata come quella svizzera, che la borghesia, in quanto classe attualmente dominante nella Confederazione, abbia prima concepito e poi applicato in maniera opportunistica il principio della neutralit\u00e0, declinandolo ovviamente in base ai propri interessi di classe. Sta alle forze di opposizione come la nostra di trovare il modo con cui esercitare un\u2019egemonia sul piano di massa affinch\u00e9 la popolazione aderisca a una visione della neutralit\u00e0 che sia compatibile con i principi della Conferenza di Bandung e del Movimento dei Paesi Non Allineati. Siamo convinti, insomma, che per il nostro Paese il principio della neutralit\u00e0 rappresenti non solo la migliore difesa dalle ingerenze esterne, ma sia un\u2019opportunit\u00e0 che permette alla Confederazione di essere riconosciuta dalla comunit\u00e0 internazionale quale attore geopolitico credibile e rispettabile, fautore del dialogo tra le nazioni, ponte fra l\u2019Occidente in declino e l\u2019Eurasia in ascesa, nonch\u00e9 sede di importanti organizzazioni internazionali.<\/p>\n<p><strong>5. Neutrale \u00e8 lo Stato, non i cittadini! &#8211;<\/strong> Il Partito Comunista distingue ovviamente tra le istituzioni statali e il popolo svizzero nella sua pluralit\u00e0. Le prime si devono attenere scrupolosamente al principio di neutralit\u00e0 e al rispetto alle regole diplomatiche garantendo cos\u00ec i propri buoni uffici con tutti i paesi, ovviamente anche con quelli che non godono del sostegno di noi comunisti; il secondo invece, tramite i propri partiti politici e le altre organizzazioni che formano e favoriscono il dibattito democratico nella societ\u00e0, pu\u00f2 e deve liberamente esprimere opinioni di parte e giudizi di valore assumendosene le responsabilit\u00e0 politiche.<\/p>\n<p><strong>6. Neutralit\u00e0 \u00e8 sovranit\u00e0! &#8211;<\/strong> Neutralit\u00e0, nell\u2019impostazione dei comunisti svizzeri, significa oggi avanzare verso una via sovrana di sviluppo del Paese. Essa \u00e8 nel contempo rivoluzionaria (perch\u00e9 vuole superare sia i diktat economici liberisti impostici da accordi come il TTIP, sia i diktat neo-colonialisti come il \u201cMiliardo di Coesione\u201d dell\u2019UE o la Partnership for Peace che ci vincola alle avventure belliciste della NATO), ma \u00e8 anche nazional-popolare, poich\u00e9 d\u00e0 forza al senso di comunit\u00e0 e di unit\u00e0 popolare come antidoto all\u2019individualismo consumistico dell\u2019odierno capitalismo. Da un lato occorre superare la folcloristica narrazione autarchica di una certa destra patriottarda, ma dall\u2019altro lato occorre inserirsi pienamente e convintamente in un sistema multilaterale di cooperazione win-win, atto a diversificare i parter commerciali, le fonti energetiche, i mercati di sbocco, ecc. del nostro Paese. Giova qui ricordare la storia della Finlandia durante la guerra fredda, quale esempio lampante dell\u2019importanza della neutralit\u00e0 per i piccoli Stati. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale la Finlandia conobbe un lungo periodo di benessere in cui l\u2019economia si svilupp\u00f2 fortemente grazie agli intensi scambi commerciali con l\u2019allora Unione Sovietica. Questi rapporti di buon vicinato erano favoriti dal fatto che i leader politici finlandesi avevano rinunciato ad aderire ad alleanze militari ostili all\u2019URSS. La Finlandia non faceva parte del blocco socialista ed era guidata da un presidente conservatore, membro del Partito Agrario, che in passato aveva lottato armi alla mano contro i comunisti. Eppure, dopo la Seconda Guerra Mondiale, i comunisti e i conservatori finlandesi trovarono il loro punto d\u2019intesa proprio intorno al principio di neutralit\u00e0. Rinunciare a immischiarsi nei conflitti tra superpotenze, diventando i vassalli di una di esse: questo \u00e8 l\u2019impegno che un piccolo Stato deve assumersi per salvaguardare la propria indipendenza politica. Era vero allora ed \u00e8 vero anche oggi: nel nascente mondo multipolare, insomma, solo una Svizzera non allineata potr\u00e0 fungere da ponte fra l\u2019Eurasia in ascesa e l\u2019Occidente in inesorabile declino. L\u2019alternativa a ci\u00f2 \u00e8, purtroppo, la guerra come conseguenza delle necessit\u00e0 di illusoria sopravvivenza dell\u2019imperialismo atlantico.<\/p>\n<p><strong>7. Quale neutralit\u00e0 armata? &#8211;<\/strong> Se \u00e8 importante chiarire che i comunisti rifiutano la corsa al riarmo e l\u2019esportazione di armi, ancora pi\u00f9 impellente risulta oggi ribadire il nostro rifiuto categorico all&#8217;adesione della Svizzera sia alla NATO sia alla PESCO (Cooperazione strutturata permanente in materia di difesa e sicurezza dell\u2019UE). Occorre tuttavia, compatibilmente alle risoluzioni del 24\u00b0 Congresso del nostro Partito, arricchire ulteriormente la nostra linea politica in ambito militare. Per quanto il nostro Partito nel 1989 e nel 2001 abbia sostenuto (invano) le iniziative per abolire l\u2019esercito, fintanto che le forze armate svizzere godranno di ampio sostegno popolare, riteniamo che la nostra priorit\u00e0 debba orientarsi a frenarne la pervasivit\u00e0 e a rivendicare una loro scrupolosa adesione al principio di neutralit\u00e0. Ci\u00f2 significa rivedere, in funzione della sola garanzia dell\u2019indipendenza nazionale, la dottrina militare elvetica epurandola di ogni influenza atlantista: rifiutiamo quindi anzitutto ogni esternalizzazione della formazione dei quadri dell&#8217;esercito alle accademie estere. In secondo luogo prendiamo atto che il nostro Paese \u00e8 praticamente circondato dalla NATO: per quanto inverosimile, dunque, l\u2019unica ipotetica minaccia di invasione arriva proprio da quest\u2019ultima. Di fronte a tale evidenza \u00e8 assurdo investire in aerei da caccia e sistemi d\u2019arma che vincolano l\u2019esercito svizzero in modo esclusivo alla sola tecnologia atlantica.<\/p>\n<p><strong>8. Unit\u00e0 popolare per la neutralit\u00e0<\/strong> <strong>&#8211;<\/strong> I comunisti svizzeri, quindi, nel contesto della transizione dall\u2019unipolarismo al multipolarismo, consapevoli del fatto che la neutralit\u00e0 \u00e8 oggi messa in pericolo dai settori pi\u00f9 ferocemente atlantisti del grande capitale, devono saper cogliere la contraddizione primaria per il Paese e impegnarsi (tatticamente e nel rispetto delle diverse identit\u00e0 politico-ideologiche) con chiunque \u2013 anche se borghese, di destra o addirittura \u201cmilitarista\u201d \u2013 sia oggi disponibile ad ancorare nella Costituzione federale il principio della neutralit\u00e0 quale elemento fondante e perenne della politica estera svizzera, che preveda i seguenti due principi: <strong><em>a)<\/em><\/strong> la rinuncia ad aderire a qualsivoglia alleanza militare e a prendere parte a conflitti fra Stati terzi e <em><strong>b)<\/strong><\/em> la rinuncia ad imporre sanzioni a paesi belligeranti. Non si tratta di una rinuncia alla nostra tradizionale impostazione anti-militarista, bens\u00ec la consapevolezza del fatto che essa pu\u00f2 esplicarsi al meglio solo nel contesto di un paese che sia realmente neutrale e non allineato.<\/p>\n<hr \/>\n<p>[pdf-embedder url=&#8221;https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/risoluzione_neutralita\u0300_pubblicata.pdf&#8221;]<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/risoluzione_neutralita\u0300_pubblicata.pdf\"><strong>DOWNLOAD PDF<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. Introduzione\u00a0&#8211;\u00a0\u00abLiberi e Svizzeri!\u00bb era il motto dei volontari antifascisti che, nel 1936, partirono dal nostro Paese verso la Spagna per difendere la Repubblica e combattere il franchismo. 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