{"id":6598,"date":"2022-08-22T03:03:37","date_gmt":"2022-08-22T01:03:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=6598"},"modified":"2022-09-30T20:36:06","modified_gmt":"2022-09-30T18:36:06","slug":"no-alliniziativa-sugli-allevamenti-intensivi-una-soluzione-parziale-che-indebolisce-i-contadini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=6598","title":{"rendered":"No all\u2019iniziativa sugli allevamenti intensivi: una soluzione parziale che indebolisce i contadini"},"content":{"rendered":"<p>Il Partito Comunista ha gi\u00e0 fornito a livello cantonale il primo tassello per un vero cambiamento sistemico nell\u2019agricoltura svizzera e globale: la sovranit\u00e0 alimentare. Prioritario \u00e8 lo sviluppo di questo concetto attraverso progetti concreti e condivisi da agricoltori\/trici e consumatori\/trici.<\/p>\n<p>\u00c8 un errore pensare di costruire il cambiamento senza coinvolgere e includere i\/le lavoratori\/trici del settore interessato maggiormente: gli agricoltori e le agricoltrici. Le professioni dell\u2019agroalimentare devono convergere a favore di uno sviluppo sostenibile senza concorrenza tra regioni di montagna e di pianura, dove l\u2019agricoltore pu\u00f2 riacquistare la propria dignit\u00e0 in quanto attore essenziale dell\u2019economia, al pari del trasformatore e del distributore. Purtroppo le iniziative contro i pesticidi votate lo scorso anno e l\u2019iniziativa contro l\u2019allevamento intensivo non hanno saputo creare un\u2019unit\u00e0 tra ecologisti e mondo contadino, esacerbando invece il confronto di per s\u00e9 molto teso a causa della sospensione della Politica agricola 22+.<\/p>\n<p>In questo contesto il Partito Comunista ritiene che non siano date sufficienti garanzie contro la sparizione inesorabile di aziende agricole e che non sia adottato un approccio globale e sistemico. In questi termini non pu\u00f2 che rivelarsi una campagna di raccolta soci per Greenpeace pi\u00f9 che una vera risposta, da lungo attesa, per la sostenibilit\u00e0 dell\u2019agricoltura svizzera.<\/p>\n<p>Dire NO all\u2019iniziativa contro l\u2019allevamento intensivo non \u00e8 una mancanza di empatia nei confronti degli animali. In nessun altro codice del mondo \u00e8 presente il concetto di \u201cdignit\u00e0 della creatura\u201d, che ricorre anche nella Legge federale sulla protezione degli animali (artt. 1 e 3). L\u2019iniziativa contro l\u2019allevamento intensivo andrebbe a sottolineare ulteriormente la dignit\u00e0 animale declinandola in un nuovo articolo specifico sull\u2019agricoltura, bench\u00e9 a tutt\u2019oggi i casi pi\u00f9 aberranti di sadismo verso gli animali non siano tollerati ed anzi punibili severamente. Ci\u00f2 che per molta carne e uova d\u2019importazione \u00e8 permesso &#8211; come la costrizione delle scrofe in anguste gabbie o le batterie di galline &#8211; in Svizzera \u00e8 vietato da diversi anni. Ne \u00e8 prova il fatto che gli antibiotici in agricoltura siano dimezzati in un decennio e continuino a diminuire di diversi punti percentuali ogni anno. Le restrizioni nella qualit\u00e0 di vita degli animali si traducono giocoforza nel peggioramento della salute e quindi nella somministrazione di antibiotici. Non si nega un margine di miglioramento: ad esempio riguardo al destino dei pulcini maschi, ai trasporti a temperature troppo elevate, alle fasi di attesa e stordimento nei macelli, di cui per\u00f2 non si trova una risposta diretta nell\u2019iniziativa.<\/p>\n<p>Quale Partito radicato in un Cantone alpino non possiamo non cogliere la contraddizione evidente nelle richieste dell\u2019iniziativa a favore di un accesso al pascolo libero: sono stati importanti gli sforzi fatti negli ultimi decenni per incentivare l&#8217;estivazione, la permanenza fuori dalla stalla e il pascolo libero, in totale controtendenza nelle zone alpine il lupo sta limitando il movimento del bestiame a scapito del benessere animale, in questo caso il grande predatore si arrogherebbe &#8211; oltre a potenzialmente sacrificare anche brutalmente, ma in modo \u201cnaturale\u201d, pecore, capre e bovini \u2013 una maggiore libert\u00e0 rispetto alle sue vittime.<\/p>\n<p>Non da ultimo l\u2019iniziativa contro l\u2019allevamento intensivo potrebbe destabilizzare ulteriormente i gravi squilibri presenti nell\u2019approvvigionamento nazionale di derrate alimentari nutrienti ed accessibili, con il rischio che a pagarne le spese siano le aziende di famiglia in montagna e le persone meno abbienti che sceglieranno di acquistare gli alimenti fuori dal confine o quelli meno salutari, se carne e latte diverranno meno accessibili.<\/p>\n<p>Per questi motivi il Partito Comunista sostiene il NO all\u2019iniziativa contro gli allevamenti intensivi e difender\u00e0 le istanze dei diritti degli animali nel quadro pi\u00f9 ampio della sovranit\u00e0 alimentare; avendo ben in chiaro il ruolo degli animali da reddito nell\u2019economia e nella prosperit\u00e0 della societ\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Partito Comunista ha gi\u00e0 fornito a livello cantonale il primo tassello per un vero cambiamento sistemico nell\u2019agricoltura svizzera e globale: la sovranit\u00e0 alimentare. 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