{"id":6575,"date":"2022-08-12T01:43:08","date_gmt":"2022-08-11T23:43:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=6575"},"modified":"2022-08-14T15:00:23","modified_gmt":"2022-08-14T13:00:23","slug":"sanzioni-svizzere-contro-la-cina-a-rischio-centinaia-di-posti-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=6575","title":{"rendered":"Sanzioni svizzere contro la Cina? A rischio centinaia di posti di lavoro!"},"content":{"rendered":"<p>Rispondendo alle domande del quotidiano borghese &#8220;Neue Zuercher Zeitung&#8221; se la Svizzera adottasse le sanzioni dell&#8217;UE contro la Cina nel caso quest&#8217;ultima &#8220;invadesse&#8221; Taiwan, la direttrice uscente della SECO, Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, ha risposto con innocente noncuranza: &#8220;Sono fermamente convinta che adotteremo tali sanzioni&#8221;. Si tratta di un&#8217;affermazione grave, che oltrepassa le competenze di una funzionaria poich\u00e9 anticipa in modo anti-democratico delle decisioni che spettano solo ed esclusivamente alla politica, cio\u00e8 a chi viene eletto dal popolo e non agli alti burocrati della SECO! La signora Ineichen-Fleisch avrebbe dovuto imparare a stare al suo posto e ricordarsi che \u00e8 pagata dal popolo svizzero e non dall&#8217;Unione Europea!<\/p>\n<p>La Repubblica Popolare Cinese non pu\u00f2 &#8220;invadere&#8221; Taiwan per il semplice fatto che Taiwan \u00e8 parte integrante del territorio cinese! Questo non \u00e8 una fantasia del Partito Comunista, ma \u00e8 esattamente quanto sancito dal principio diplomatico di &#8220;Una sola Cina&#8221; riconosciuto dall&#8217;ONU e anche dalla Confederazione Svizzera. Su questa base esistono da mezzo secolo relazioni diplomatiche ed economiche fra Berna e Pechino. Le affermazioni della direttrice uscente della SECO sono quindi provocazioni che tentano di minare la fiducia fra la Confederazione e la Cina. A chi giova tutto questo? Agli USA forse, ma certo non agli interessi nazionali svizzeri (che la signora Ineichen-Fleisch avrebbe dovuto invece rappresentare).<\/p>\n<p>Se il Consiglio federale avesse gi\u00e0 deciso, bypassando ogni regola democratica, e dopo aver mandato all&#8217;aria la neutralit\u00e0 nell&#8217;ambito della crisi in Ucraina, di far saltare anche le privilegiate relazioni sino-svizzere adottando misure sanzionatorie contro chiunque non obbedisca agli USA significa che non siamo pi\u00f9 un paese sovrano e che la Svizzera si \u00e8 vincolata in modo estremamente pericoloso a un governo straniero che sta portando il mondo verso una guerra di ampie proporzioni: bisogna allora essere consapevoli che tutti i partiti governativi, da destra a sinistra, che non si opporranno a questa deriva, stanno letteralmente distruggendo la credibilit\u00e0 e l&#8217;indipendenza del Paese mettendo a rischio non solo centinaia di posti di lavoro ma anche enormi mercati di sbocco nell&#8217;area euroasiatica. Un vero e proprio atto contrario agli interessi del nostro popolo che si trover\u00e0 sempre pi\u00f9 povero a causa di una casta elitaria che ha deciso di rinunciare alla neutralit\u00e0 in modo definitivo.<\/p>\n<p>Come Partito Comunista siamo convinti che occorra costruire un&#8217;ampia unit\u00e0 popolare per salvare la neutralit\u00e0 svizzera, intesa come sovranit\u00e0 politica del nostro Paese. Ci opponiamo gi\u00e0 sin d&#8217;ora a chi a Berna, in termini del tutto autolesionisti, sta pensando di creare, come se non bastasse, un conflitto diplomatico ed economico anche con la Cina. Se Joe Biden e Nancy Pelosi vogliono la guerra, il popolo svizzero, senza distinzioni fra destra e sinistra, vuole invece la cooperazione e la pace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rispondendo alle domande del quotidiano borghese &#8220;Neue Zuercher Zeitung&#8221; se la Svizzera adottasse le sanzioni dell&#8217;UE contro la Cina nel caso quest&#8217;ultima &#8220;invadesse&#8221; Taiwan, la direttrice uscente della SECO, Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, ha risposto con innocente noncuranza: &#8220;Sono fermamente convinta che adotteremo tali sanzioni&#8221;. 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