{"id":5275,"date":"2021-06-28T15:32:26","date_gmt":"2021-06-28T13:32:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=5275"},"modified":"2021-06-28T15:32:26","modified_gmt":"2021-06-28T13:32:26","slug":"per-lurban-mining-riciclo-indipendenza-e-filiera-corta-dei-materiali-rifiuti-edili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=5275","title":{"rendered":"Per l&#8217;Urban Mining &#8211; riciclo, indipendenza e filiera corta dei materiali rifiuti edili"},"content":{"rendered":"<p>Secondo alcune proiezioni il Canton Ticino avrebbe dovuto diminuire le importazioni d&#8217;inerti a circa 700&#8217;000 t entro il 2020, i fatti indicano per\u00f2 che l\u2019importazione di sabbia, ghiaia e inerti per la costruzione \u00e8 in crescita dal 2008 raggiungendo pi\u00f9 di 1&#8217;200&#8217;000 t, paragonati da Mauro Baranzini ad una fila di autocarri di 5 km ogni giorno.<\/p>\n<p>La direzione da intraprendere senza altre esitazioni secondo il Partito Comunista \u00e8 l\u2019<em>urban mining<\/em> sul modello di Zurigo.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 grande flusso di rifiuti in Svizzera \u00e8 rappresentato dai rifiuti edili, la quantit\u00e0 generata in Svizzera ogni anno \u00e8 equivalente a un treno lungo 13.000 km.<\/p>\n<p>Il termine &#8220;urban mining&#8221;, da interpretarsi in italiano con \u201cestrazione mineraria urbana\u201d non \u00e8 altro che un riciclo pressoch\u00e9 completo del materiale da costruzione. In un\u2019ottica ambientalista si chiede di riutilizzare le materie prime delle infrastrutture giunte al termine della loro esistenza, garantendo grazie ad una cernita il reinserimento delle varie componenti nel ciclo dei materiali privi di sostanze inquinanti e selezionati per tipo. Nell&#8217;ambito dell\u2019economia circolare la conservazione delle risorse, la riduzione degli impatti ambientali cos\u00ec come l&#8217;eliminazione degli inquinanti e il contenimento dei volumi delle discariche sono i principali obiettivi del concetto di &#8220;urban mining&#8221; nella gestione dei rifiuti e delle risorse. Gli edifici fatiscenti e da demolire rappresentano un insieme di materie prime fondamentali per un\u2019edilizia sostenibile che per il loro valore non dovrebbero essere depositato nelle discariche.<\/p>\n<p>Da un\u2019intervista riportata nel numero 4 del 2019 (dal titolo \u201cNichts geht verloren\u201d) della rivista edita dall\u2019UFAM \u201cdie Umwelt\u201d \u00e8 interpellata la grande azienda Eberhard Bau AG, pioniera nel campo dell\u2019urban mining che nei propri cantieri, con diverse benne e in modo meticoloso, separa tubi, cavi elettrici, strutture in legno, plastiche e materiali isolanti, calcestruzzo, finestre, porte, rivestimenti di facciata, scale o travi, in modo diametralmente opposto a quanto in passato e oggi purtroppo ancora troppo spesso seppellendo i residui delle case smantellate con una palla da demolizione in una discarica.<\/p>\n<p>Secondo David Hiltbrunner e Bernhard Hammer della Divisione Rifiuti e materie prime l&#8217;industria delle costruzioni gioca un ruolo centrale nell&#8217;economia circolare perch\u00e9 si tratta di gran lunga la maggior parte dei rifiuti in Svizzera, nonostante il riciclaggio in questo settore sia migliorato negli ultimi anni la massa di 25.000 case unifamiliari viene ancora seppellito o incenerito, con le relative ripercussione sulle discariche che si riempiono troppo rapidamente con un rilevante impatto sul paesaggio e la resistenza della popolazione. Hiltbrunner e Hammer sottolineano pure che il riciclaggio dei rifiuti di costruzione d\u00e0 un importante contributo alla riduzione della nostra eccessiva impronta ecologica: si pu\u00f2 risparmiare molta energia grigia, cio\u00e8 l&#8217;energia non rinnovabile richiesta per la produzione, il trasporto, l&#8217;immagazzinamento, la vendita e la stoccaggio, vendita e smaltimento di una componente dell&#8217;edificio.<\/p>\n<p>In ossequio al concetto di economia circolare quale sistema rigenerativo, si chiede che le materie prime dell\u2019edilizia siano riciclate (almeno per il 50% con obiettivo del 90%) e i cicli dei materiali siano completamente chiusi attraverso la promozione attiva dell\u2019urban mining. In questo modo le abitazioni e i manufatti desueti saranno la materia prima per le nuove case, chiudendo questo ciclo si conservano risorse, si risparmia energia e si evita di generare traffico.<\/p>\n<p>In un\u2019interpretazione globale dell\u2019urban mining riteniamo necessario interrompere la dipendenza ticinese dalle cave di ghiaia italiane, il cui prezzo irrisorio \u00e8 ancora troppo ghiotto per l\u2019edilizia ticinese in quanto non considera affatto il traffico e l\u2019inquinamento generati. Da sfruttare a pieno \u00e8 invece il potenziale della filiera locale a partire dal riciclaggio attraverso l\u2019urban mining e dagli inerti di cava.<\/p>\n<p>Quindi si chiede anche che oltre al riciclaggio, si diminuisca fortemente l\u2019importazione di inerti (ghiaia e sabbia) dall\u2019estero e s\u2019incentivi il materiale naturale presente in grande quantit\u00e0 presso le cave di pietra d\u2019opera ticinesi, a partire anche dalla funzione esemplare dei cantieri pubblici e para-pubblici.<\/p>\n<p><em><strong>Lea Ferrari<\/strong> e <strong>Massimiliano Ay<\/strong>, deputati del Partito Comunista<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo alcune proiezioni il Canton Ticino avrebbe dovuto diminuire le importazioni d&#8217;inerti a circa 700&#8217;000 t entro il 2020, i fatti indicano per\u00f2 che l\u2019importazione di sabbia, ghiaia e inerti per la costruzione \u00e8 in crescita dal 2008 raggiungendo pi\u00f9 di 1&#8217;200&#8217;000 t, paragonati da Mauro Baranzini ad una fila di autocarri di 5 km [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2509,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24,5,45],"tags":[],"class_list":{"0":"post-5275","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-gran-consiglio-ti","8":"category-istituzioni","9":"category-mozioni-al-consiglio-di-stato"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5275","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5275"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5275\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5276,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5275\/revisions\/5276"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2509"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5275"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5275"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5275"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}