{"id":4271,"date":"2020-09-30T22:13:04","date_gmt":"2020-09-30T20:13:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=4271"},"modified":"2020-09-30T22:25:52","modified_gmt":"2020-09-30T20:25:52","slug":"55-anniversario-del-massacro-dei-comunisti-in-indonesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=4271","title":{"rendered":"55\u00b0 anniversario del massacro dei comunisti in Indonesia"},"content":{"rendered":"<p>Il 30 settembre 1965 in Indonesia inizi\u00f2 il tragico massacro che produsse un numero di vittime quantificabile fra le 500mila e il milione di morti. Ad essere sterminati furono in primis i membri e i simpatizzanti del Partito Comunista Indonesiano (in indonesiano <em>Partai Komunis Indonesia<\/em>, PKI) che era allora il terzo partito comunista pi\u00f9 grande del mondo dopo quello sovietico e cinese e che godeva di ampio consenso elettorale fra i cittadini indonesiani.<\/p>\n<p>Il PKI &#8211; oltre a guidare le lotte operaie locali &#8211; sosteneva le posizioni anti-colonialiste del presidente indonesiano Sukarno, il quale apprezzando il lavoro e la lealt\u00e0 del PKI apr\u00ec il suo governo ad alcuni esponenti comunisti, che assunsero cos\u00ec importanti funzioni quali vice-ministri e sottosegretari. L&#8217;influenza politica e sindacale, la linea rigorosamente anti-imperialista del PKI, nonch\u00e9 il suo impegno per l&#8217;indipendenza nazionale indonesiana, non piacquero agli USA i quali furono i sostenitori morali e finanziari del massacro atto a impedire che un&#8217;altra popolosa nazione asiatica optasse per una trasformazione in senso socialista.<\/p>\n<p>La stessa CIA forn\u00ec all&#8217;esercito indonesiano del generale golpista Suharto una lista di sospettati comunisti da reprimere: fu pure impartito l&#8217;ordine di giustiziare il segretario generale del Partito, il compagno Aidit che mor\u00ec il 22 novembre. Qualche mese dopo il generale Suharto mise formalmente al bando il PKI, tutte le sue organizzazioni collaterali e tutti i movimenti progressisti indonesiani. Il rapimento e la successiva destituzione del presidente Sukarno, nonch\u00e9 la formazione del governo militare port\u00f2 l&#8217;Indonesia sulla via della dittatura che dur\u00f2 fino al 1998: un trentennio di tirannia, nel quale la memoria del PKI, del suo consenso popolare, delle sue conquiste sociali e della sua tragica fine fu letteralmente cancellato dalla memoria dell&#8217;Isola.<\/p>\n<div id=\"js_a\" class=\"_5pbx userContent _3576\" data-testid=\"post_message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">\n<p>Fu uno dei pi\u00f9 grandi massacri del ventesimo secolo, quasi sempre assente nei nostri manuali scolastici, dai documentari in televisione e in generale dal dibattito storico accademico. Solo nel 2012 in un suo rapporto, la Commissione indonesiana per i diritti dell\u2019uomo (Komnas-Ham) riconobbe il \u201ccrimine contro l\u2019umanit\u00e0\u201d costituito dalla repressione anticomunista del 1965: inchieste internazionali tuttavia non sono mai state promosse. La solita storia, che si ripete ancora oggi con altri paesi: Venezuela, Siria, Corea del Nord, Bielorussia, Cina, ecc. sono continuamente oggetto di fake-news con lo scopo di giustificare agli occhi dell&#8217;opinione pubblica sanzioni economiche, ingerenze politiche, senza escludere nemmeno &#8220;rivoluzioni colorate&#8221; o aggressioni militari.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 30 settembre 1965 in Indonesia inizi\u00f2 il tragico massacro che produsse un numero di vittime quantificabile fra le 500mila e il milione di morti. 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