{"id":4252,"date":"2020-09-21T23:52:33","date_gmt":"2020-09-21T21:52:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=4252"},"modified":"2020-09-27T00:10:39","modified_gmt":"2020-09-26T22:10:39","slug":"presidio-anti-razzista-e-per-il-rispetto-dello-stato-di-diritto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=4252","title":{"rendered":"Presidio anti-razzista e per il rispetto dello stato di diritto"},"content":{"rendered":"<div>\n<div dir=\"auto\">\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le pratiche del Dipartimento delle istituzioni emerse nelle ultime settimane, bench\u00e9 note da tempo e gi\u00e0 pi\u00f9 volte denunciate dalla sinistra ticinese, sono e rimangono gravi e intollerabili agli occhi del Partito Comunista.<\/p>\n<\/div>\n<div dir=\"auto\">La mancata osservanza delle sentenze e della giurisprudenza illustrata dall\u2019inchiesta di Fal\u00f2, se non pu\u00f2 ancora essere considerata la manifestazione di uno Stato di polizia, pone certamente dei seri dubbi in quanto al rispetto dello Stato di diritto e della certezza delle leggi. I sistematici ed invadenti controlli a danno dei richiedenti un permesso di soggiorno, senza alcuna decisione da parte della magistratura inquirente, rendono chiara la mancanza di proporzionalit\u00e0 nell\u2019esercizio delle funzioni di controllo attribuite alla polizia. In questo senso, non \u00e8 affatto comprensibile per quale ragione il Ticino debba trattare casi simili attraverso le forze di polizia, quando altri Cantoni riescono invece a farvi fronte attraverso personale amministrativo appositamente preposto a questo genere di verifiche.<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Data la gravit\u00e0 e specialmente la reiterazione di queste pratiche di controllo e di intimidazione, il Partito Comunista sostiene la richiesta di attivazione dell\u2019alta vigilanza sul Consiglio di Stato invocata dal Partito Socialista. Il problema \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 ampio e richiede una prospettiva globale in quanto all\u2019esercizio delle funzioni di polizia e ai diritti dei cittadini stranieri. Il programma d\u2019azione da noi presentato in occasione delle elezioni cantonali dello scorso anno prevedeva varie misure di riforma in questo ambito:<\/div>\n<div>\n<ol>\n<li>L\u2019approfondimento del contenuto della formazione dei poliziotti, specialmente in materia di etica e di diritto, per diminuire al massimo situazioni di abuso d\u2019autorit\u00e0;<\/li>\n<li>Il lancio di un programma gratuito destinato all\u2019integrazione dei migranti, orientato all\u2019acquisizione della padronanza della lingua italiana ma anche all\u2019informazione sull\u2019insieme dei diritti e dei doveri sociali e civili;<\/li>\n<li>L\u2019estensione del diritto di voto a livello comunale agli stranieri titolari di un permesso C.<\/li>\n<\/ol>\n<div>La denuncia pubblica che compiamo oggi rispetto alle violazioni dello stato di diritto e all\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Ufficio della migrazione non \u00e8 quindi solo una denuncia puntuale di qualche malfunzionamento nell\u2019apparato dello Stato, ma dev\u2019essere invece lo sprone per andare oltre la stigmatizzazione dei cittadini stranieri, in direzione di un\u2019estensione dei loro diritti e di una loro maggiore integrazione sociale.<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le pratiche del Dipartimento delle istituzioni emerse nelle ultime settimane, bench\u00e9 note da tempo e gi\u00e0 pi\u00f9 volte denunciate dalla sinistra ticinese, sono e rimangono gravi e intollerabili agli occhi del Partito Comunista. 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