{"id":4189,"date":"2020-09-11T14:17:35","date_gmt":"2020-09-11T12:17:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=4189"},"modified":"2025-07-05T17:21:57","modified_gmt":"2025-07-05T15:21:57","slug":"iniziativa-per-la-limitazione-rinegoziamo-i-bilaterali-e-rafforziamo-i-diritti-sociali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=4189","title":{"rendered":"Iniziativa per la limitazione: rinegoziamo i bilaterali e rafforziamo i diritti sociali!"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019iniziativa per la limitazione, vertendo sui rapporti tra la Svizzera-UE e sulle condizioni del mercato del lavoro, non poteva che sollevare un animato dibattito in seno al Partito Comunista. Consapevoli della delicatezza della questione, prima della discussione in Comitato Centrale abbiamo giudicato quindi importante svolgere anche un\u2019apposita consultazione interna durata alcuni mesi. Nel complesso, la posizione si smarca da un lato dalla retorica xenofoba dell\u2019UDC e, dall\u2019altro, dalla postura fin troppo acritica che sembra avere assunto un\u2019ampia parte della sinistra. Nell\u2019ambito di una sintesi ponderante i diversi argomenti, sull\u2019oggetto in votazione il Partito Comunista si dichiara in definitiva per la <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">libert\u00e0 di voto<\/span><\/strong>.<\/p>\n<p>Come denunciamo da tempo, la libera circolazione delle persone (ALC) ha comportato una gravosa deregolamentazione del mercato del lavoro. Questa messa in concorrenza senza freni dei lavoratori si \u00e8 tradotta, soprattutto nelle regioni di frontiera, in una generale corsa al ribasso dei salari. L\u2019ALC alimenta inoltre una pressione deleteria sulle PMI locali, le quali si vedono confrontate con imprese che speculano anche sulla differenza del costo del lavoro nel Paese d\u2019origine. A questo proposito, \u00e8 sufficiente pensare alla problematica dei cosiddetti padroncini e dei lavoratori distaccati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4202 size-large alignright\" src=\"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/PC_VOTAZIONE_270920_3-1024x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"696\" srcset=\"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/PC_VOTAZIONE_270920_3-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/PC_VOTAZIONE_270920_3-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/PC_VOTAZIONE_270920_3-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/PC_VOTAZIONE_270920_3-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/PC_VOTAZIONE_270920_3-640x640.jpg 640w, https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/PC_VOTAZIONE_270920_3-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/PC_VOTAZIONE_270920_3-2048x2048.jpg 2048w, https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/PC_VOTAZIONE_270920_3-696x696.jpg 696w, https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/PC_VOTAZIONE_270920_3-1068x1068.jpg 1068w, https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/PC_VOTAZIONE_270920_3-420x420.jpg 420w, https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/PC_VOTAZIONE_270920_3-1920x1920.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px\" \/><\/p>\n<p>Nel contesto odierno, per arginare gli effetti nefasti della libera circolazione abbiamo comunque sempre rivendicato un deciso rafforzamento delle misure d\u2019accompagnamento. Contro il fenomeno del dumping salariale, siamo dell\u2019avviso occorrano ad esempio i seguenti provvedimenti: salario minimo di almeno 4&#8217;000 franchi; diffusione dei CCL con minimi salariali; aumento degli ispettori del lavoro; inasprimento delle sanzioni; istituzione di un Tribunale del lavoro; sospensione immediata dei lavori in caso d\u2019irregolarit\u00e0; registro delle condizioni di lavoro applicate dalle aziende; maggiore protezione contro i licenziamenti; limitazione del lavoro interinale; accesso libero dei sindacati sui luoghi di lavoro. Per cercare di tutelare invece il tessuto delle PMI, si rende necessario perseguire almeno il rispetto effettivo delle condizioni di lavoro vigenti in Svizzera, un inasprimento dei controlli, un aumento del termine di notifica e il deposito di un\u2019adeguata cauzione per le aziende che distaccano lavoratori.<\/p>\n<p>Le attuali misure d\u2019accompagnamento si sono rivelate tuttavia inconsistenti, non riuscendo purtroppo a risolvere i problemi di fondo posti dalla libera circolazione. Del resto, siamo coscienti che la loro efficacia trover\u00e0 sempre un limite nel regime di base instaurato dall\u2019ALC. In questa prospettiva, appare insomma doveroso chinarsi sull\u2019opportunit\u00e0 di rinunciare al principio dell\u2019ammissione bilaterale degli stranieri, proprio al fine di arginare la liberalizzazione da esso prodotta. Senza con ci\u00f2 pregiudicare un afflusso di manodopera estera, una gestione autonoma dell\u2019immigrazione potrebbe concepire infatti condizioni pi\u00f9 esigenti per l\u2019assunzione di lavoratori, a partire da quelle salariali e da maggiori controlli.<\/p>\n<p>Ciononostante, non possiamo ignorare come lo scenario prospettato dagli iniziativisti getterebbe le basi anche per degli statuti di lavoro precari e discriminatori. Con l\u2019attuale Legge sugli stranieri infatti la brevit\u00e0 dei permessi viene sfruttata dal padronato per indebolire le condizioni del salariati, a cui viene parzialmente limitato il diritto alla mobilit\u00e0 professionale e al ricongiungimento familiare. Contrariamente alle tesi propugnate dall\u2019UDC, in ogni caso dobbiamo pertanto ribadire la necessit\u00e0 di una riforma avanzata ed egualitaria del diritto del lavoro interno.<\/p>\n<p>Per quanto concerne la possibile attivazione della \u201cclausola ghigliottina\u201d, contestiamo senza esitazioni il clima di allarmismo dilagante relativo alla caduta degli Accordi bilaterali I. Come da noi auspicato, evidenziamo anzitutto che, ad eccezione dell\u2019ALC, gli stessi potranno sempre venire rinegoziati non soltanto con la stessa UE, ma se necessario anche con i singoli Stati in modo oltretutto pi\u00f9 paritario. In ragione delle garanzie offerte da numerosi altri accordi alla Svizzera e della preminenza degli interessi dell\u2019UE nel pacchetto, il rischio di una sua abrogazione andrebbe inoltre di molto relativizzato: basti ricordare che l\u2019accesso al mercato europeo \u00e8 garantito in realt\u00e0 dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.admin.ch\/opc\/it\/classified-compilation\/19720195\/index.html\">ALS<\/a> del 1972 e dagli accordi dell\u2019OMC, come pure che l\u2019UE esporta pi\u00f9 prodotti agricoli in Svizzera che non viceversa. Non da ultimo, sono diversi gli accordi che troviamo profondamente contestabili, ma che soprattutto a sinistra non sono stati problematizzati a sufficienza: vedasi in particolare quello sugli appalti pubblici, che liberalizzando tale mercato provoca vistose situazioni di dumping e abuso.<\/p>\n<p>Nel contempo, il dibattito sollevato dall\u2019iniziativa dimostra ancora una volta l\u2019importanza di svincolarsi dalla dipendenza dell\u2019UE. Contro ogni retorica isolazionista, ribadiamo pertanto la necessit\u00e0 per la Svizzera di diversificare i propri partner commerciali, aprendosi nella fattispecie a una cooperazione strategica con i paesi emergenti. In tal senso, accogliamo ad esempio con favore l\u2019accordo di scambio siglato con la Cina e la partecipazione del nostro paese all\u2019Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB).<\/p>\n<p>Considerata la natura strategica e controversa di alcune questioni sollevate dall\u2019iniziativa, le quali, non essendo state ancora oggetto di una posizione consolidata al nostro interno, dovrebbero meritare una discussione maggiormente svincolata da una proposta predefinita e di pi\u00f9 ampio respiro, per questo tema ci esprimiamo dunque per una libert\u00e0 di voto nel quadro della posizione esposta. Con ci\u00f2 non s\u2019intende lasciare trasparire alcuna spaccatura, ma piuttosto la consapevolezza della complessit\u00e0 del problema e dell\u2019esigenza di meglio sviscerare i diversi argomenti, in vista d\u2019una sintesi pi\u00f9 completa che dovr\u00e0 essere prevista al nostro prossimo Congresso.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Di seguito presentiamo il documento politico completo approvato dal Comitato Centrale del Partito Comunista.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>[pdf-embedder url=&#8221;https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Documento_Iniziativa_UDC_Direzione_Definitivo_CS.pdf&#8221;]<br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Documento_Iniziativa_UDC_Direzione_Definitivo_CS.pdf\">DOWNLOAD PDF<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019iniziativa per la limitazione, vertendo sui rapporti tra la Svizzera-UE e sulle condizioni del mercato del lavoro, non poteva che sollevare un animato dibattito in seno al Partito Comunista. 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