{"id":4056,"date":"2020-08-03T16:43:08","date_gmt":"2020-08-03T14:43:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=4056"},"modified":"2025-07-05T17:24:36","modified_gmt":"2025-07-05T15:24:36","slug":"cercare-il-conflitto-con-la-cina-equivale-a-rendersi-dipendenti-dal-solo-mercato-euro-americano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=4056","title":{"rendered":"Cercare il conflitto con la Cina equivale a rendersi dipendenti dal solo mercato euro-americano!"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif;\">Le relazioni fra Svizzera e Cina sono storicamente di un buon livello. E ci\u00f2 sia dal lato diplomatico (il cui riconoscimento \u00e8 avvenuto nel 1950, pochi mesi dopo la proclamazione della Repubblica Popolare da parte del Partito Comunista Cinese) sia da quello economico con il primo volo occidentale verso la Cina garantito dall\u2019allora compagnia di bandiera Swissair e con il primo hotel occidentale a Pechino gestito dal gruppo svizzero Zimmerman. A tutto ci\u00f2, in tempi pi\u00f9 recenti, si \u00e8 arrivati a un accordo di libero scambio che permette alla Svizzera di diversificare i propri sbocchi e i propri partner economici, cos\u00ec da non pi\u00f9 dipendere esclusivamente dagli USA e dall\u2019UE.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif;\">Ma gli scambi non sono solo legati al business: essi riguardano la cultura, la ricerca accademica (pensiamo all\u2019Istituto Confucio all\u2019Universit\u00e0 di Ginevra), la politica: non solo il nostro Partito ha costruito relazioni con il Partito Comunista Cinese, ma anche la destra, a partire dall\u2019UDC. Non \u00e8 un caso che la rivista \u201cWeltwoche\u201d vicina al partito nazionalista abbia ospitato regolarmente una rubrica di cui era titolare l\u2019ambasciatore cinese presso la Confederazione).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif;\">Ieri il nostro ministro degli esteri <strong>Ignazio Cassis<\/strong> si \u00e8 per\u00f2 lasciato andare a pesanti dichiarazioni, forse solo per ossequiare ai desiderata dell\u2019Amministrazione di Washington. Non vediamo per quale motivo Cassis debba fare le veci della Casa Bianca nella sua &#8220;guerra fredda&#8221; contro la Cina: \u00e8 una disputa, questa, in cui dovremmo far emergere\u00a0solo la nostra neutralit\u00e0!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif;\">Affermare, come ha fatto Cassis, che negli ultimi mesi \u201cla Cina \u00e8 cambiata\u201d, che vi sarebbe una \u201csituazione sempre pi\u00f9 precaria dei diritti dell\u2019uomo\u201d e addirittura che la Cina comprometterebbe gli interessi delle aziende svizzere a Hong Kong rischia di avere ripercussioni sul piano diplomatico, politico ed economico. E ci\u00f2 a tutto svantaggio dei medesimi interessi nazionali della Confederazione che Cassis \u00e8 chiamato a tutelare. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif;\">Non ci risulta nulla di quanto affermato dal titolare del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE): al contrario le riforme di apertura economica non si sono affatto arretrate permettendo addirittura ai privati esteri di controllare pacchetti azionari maggioritari nelle banche cinesi; non ci risultano passi indietro nemmeno per quanto riguarda i diritti umani, la cui situazione \u00e8 pure migliorata, non solo con l&#8217;approvazione del Codice civile, ma anche estendendo\u00a0l\u2019accessibilit\u00e0 all&#8217;assistenza sanitaria ad esempio ai lavoratori migranti. Infine, terminata l\u2019occupazione coloniale britannica, Hong Kong \u00e8 tornata sotto giurisdizione cinese secondo il diritto internazionale e non ci risulta che Pechino stia ostacolando i capitalisti svizzeri presenti in loco, purch\u00e9 naturalmente rispettino la legge ed evitino di fare affari con gli imprenditori cinesi corrotti che ancora pochi mesi fa si rifugiavano a Hong Kong per evitare di essere tradotti davanti alla giustizia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif;\">Non \u00e8 la prima volta che Cassis mette in imbarazzo il corpo diplomatico svizzero sul campo, quello che dopo le gaffe del suo capo, poi deve provare a riaggiustare i rapporti con i paesi emergenti. Ricordiamo che Cassis si\u00a0\u00e8\u00a0schierato prima contro la Palestina a favore dell\u2019espansionismo israeliano, poi &#8211; dando prova di una ingerenza alquanto rozza &#8211; invitando addirittura i cittadini di un paese sovrano, il Venezuela, a boicottarne le elezioni e infine non ha ritenuto necessario attivarsi quando <em>PostFinance<\/em> decise di sottomettersi alle leggi degli USA impedendo ai cittadini svizzeri residenti a Cuba di accedere ai propri conti correnti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: tahoma, sans-serif;\">Ora Cassis afferma di voler rafforzare \u201cil sistema multilaterale\u201d. Questo sar\u00e0 per\u00f2 un\u2019illusione se si entra in conflitto con la Cina, che del multipolarismo \u00e8 proprio l\u2019emblema. I vantaggi per il nostro Paese derivanti dal progetto di Nuova Via della Seta (OBOR) non sono acquisiti una volta per sempre. Invitiamo quindi la diplomazia svizzera a ritrovare la propria funzione e la propria tradizione di neutralit\u00e0 e cooperazione pacifica. In caso contrario la Svizzera \u00e8 destinata a sottomettersi alle esigenze del solo mercato atlantico: e non \u00e8 un caso che il Consigliere federale Cassis insista nel voler trovare un compromesso con l\u2019UE per il pessimo &#8220;accordo quadro&#8221; con cui non solo i diritti sociali ma la nostra stessa sovranit\u00e0 saranno messi in grave pericolo.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le relazioni fra Svizzera e Cina sono storicamente di un buon livello. 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