{"id":4041,"date":"2020-07-27T20:15:23","date_gmt":"2020-07-27T18:15:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=4041"},"modified":"2020-08-02T03:04:53","modified_gmt":"2020-08-02T01:04:53","slug":"risposta-sociale-al-covid-19-lugano-abbia-piu-coraggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=4041","title":{"rendered":"Risposta sociale al COVID-19: Lugano abbia pi\u00f9 coraggio!"},"content":{"rendered":"<p>Lo scorso 18 maggio 2020, il Consigliere comunale del Partito Comunista <strong>Edoardo Cappelletti<\/strong> presentava, insieme ad altri esponenti del fronte progressista cittadino, un\u2019interrogazione al Municipio di Lugano dal titolo: <a href=\"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=3936\">&#8220;quale risposta alle ripercussioni sociali del COVID-19?&#8221;<\/a>. Alla base di questo atto, vi era la consapevolezza che l\u2019emergenza sanitaria stesse prendendo sempre pi\u00f9 la forma d\u2019una crisi economica e sociale, le cui conseguenze dovrebbero imporre una maggiore seppure sussidiaria presa di responsabilit\u00e0 anche da parte dell\u2019ente locale. Su scala nazionale, basti ricordare infatti che gli iscritti agli URC alla fine dell\u2019aprile 2020 erano 17&#8217;789 in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente, mentre il tasso di disoccupazione \u00e8 salito dal 2.9% del mese di marzo al 3.3% a quello d\u2019aprile.<\/p>\n<p>Nel rispondere all\u2019interrogazione in questione, il Municipio conferma purtroppo che questa preoccupante tendenza sta investendo con particolare intensit\u00e0 anche il tessuto comunale. In questo senso, apprendiamo che le domande accolte nel primo semestre grazie al Regolamento Sociale sono incrementate di oltre un terzo rispetto a quelle registrate nel medesimo periodo del 2019. Per un totale di circa 500&#8217;000 franchi, da gennaio a fine giugno \u00e8 stato dato seguito cos\u00ec a ben 508 richieste. Da marzo a maggio \u00e8 stato registrato inoltre un aumento del 3.25% dei domiciliati a Lugano in cerca d\u2019impiego, contestuale a una diminuzione dei beneficiari delle indennit\u00e0 di disoccupazione (-1.76%).<\/p>\n<p>Tra le diverse proposte volte a contrastare la situazione di precariet\u00e0 alimentata dal COVID-19, l\u2019interrogazione comprendeva il potenziamento del Regolamento Sociale, il rilancio dei programmi occupazionali, la promozione dell\u2019apprendistato, l\u2019adozione d\u2019un piano di lotta contro la povert\u00e0, la riduzione delle pigioni degli alloggi popolari comunali, l\u2019erogazione di buoni spesa ai cittadini pi\u00f9 bisognosi, il rimborso delle rette delle attivit\u00e0 extrascolastiche e il sostegno alle fasce pi\u00f9 marginalizzate della societ\u00e0. Su queste basi, da parte del Municipio ci saremmo aspettati tuttavia una maggiore sensibilit\u00e0 attorno alla problematica, soprattutto in relazione a una serie di misure puntuali.<\/p>\n<p>Sembra emergere ad esempio non vi sia stata alcuna campagna d\u2019informazione sullo strumento del Regolamento Sociale, ci\u00f2 che avrebbe potuto indurre un maggiore numero di persone in difficolt\u00e0 a fare valere il proprio diritto alle prestazioni. Malgrado le proiezioni concernenti la disoccupazione e l\u2019assistenza, il Municipio appare altrettanto silente quanto all\u2019impiego dei 2.5 milioni di franchi approvati dal Consiglio comunale per fare fronte ai prospettati problemi occupazionali. Diversamente da molti altri Comuni, rammarica inoltre che la Citt\u00e0 non intenda lanciare un segnale concreto a favore dell\u2019apprendistato, magari versando un contributo alle aziende pi\u00f9 virtuose per ogni apprendista assunto. Nel contempo, sarebbe stata auspicabile una riduzione delle pigioni degli alloggi di propriet\u00e0 comunale, almeno su richiesta degli inquilini vittime d\u2019una diminuzione delle entrate dovuta alla pandemia (come attuato dal Comune di Ginevra). Non da ultimo, una valutazione proattiva inerente agli annunciati eventuali interventi mirati sussidiari per l\u2019indennit\u00e0 per lavoro ridotto, naturalmente alla luce delle decisioni dei livelli istituzionali superiori, non avrebbe certamente guastato.<\/p>\n<p>Seppure riconoscendo gli sforzi profusi dal Municipio nell\u2019attenuare la curva dei contagi, nonch\u00e9 le ripercussioni economiche e sociali del COVID-19, siamo comunque persuasi che nell\u2019ambito delle sue competenze il Comune dovrebbe rispondere in modo pi\u00f9 coraggioso ai bisogni dei redditi soprattutto medio-bassi. In questa prospettiva, il Partito Comunista ribadisce perci\u00f2 la priorit\u00e0 nel breve periodo di potenziare il Regolamento Sociale, i programmi occupazionali e il sostegno\u00a0all\u2019apprendistato.<\/p>\n<p><em><b>Stefano Ara\u00fajo<\/b>, responsabile della Sezione Luganese del Partito Comunista\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 18 maggio 2020, il Consigliere comunale del Partito Comunista Edoardo Cappelletti presentava, insieme ad altri esponenti del fronte progressista cittadino, un\u2019interrogazione al Municipio di Lugano dal titolo: &#8220;quale risposta alle ripercussioni sociali del COVID-19?&#8221;. 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