{"id":3673,"date":"2020-04-21T23:56:33","date_gmt":"2020-04-21T21:56:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=3673"},"modified":"2020-04-25T00:35:44","modified_gmt":"2020-04-24T22:35:44","slug":"al-lavoro-e-alla-lotta-per-affrontare-le-conseguenze-sociali-ed-economiche-della-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=3673","title":{"rendered":"Al lavoro e alla lotta per affrontare le conseguenze sociali ed economiche della pandemia."},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>[pdf-embedder url=&#8221;https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Risoluzione-COVID-19-CC-1.pdf&#8221; title=&#8221;Risoluzione COVID-19 &#8211; CC (1)&#8221;]<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Risoluzione-COVID-19-CC-1.pdf\">Download PDF<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>I.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il senso dello Stato e del dovere quali tipici elementi del socialismo scientifico e del Partito di quadri con vocazione di massa<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong> \u2013 Molti paesi, fra cui il nostro, stanno affrontando una grave emergenza pandemica: i ritardi accumulati sul piano soprattutto federale nell\u2019affrontarla e la considerazione, probabilmente limitata, della Confederazione Svizzera verso le sollecitazioni della Repubblica e Cantone Ticino andranno analizzate con rigore una volta superata questa crisi che denota dei limiti al modello federalista stesso: se da un lato l\u2019autonomia cantonale nel caso ticinese e\u0300 stata vantaggiosa, anche se contrastata, dall\u2019altro manca un intervento compatto e all\u2019altezza della situazione su scala nazionale che non sembra affrontare adeguatamente una pandemia come quella in corso che richiede un lock down con il blocco di ogni attivita\u0300 non essenziale. Inaudite sono state in particolare le dichiarazioni (evidentemente autorizzate!) dell\u2019Ufficio federale di giustizia che, adottando una visione rigidamente legalista del tutto decontestualizzata dalla realta\u0300 e in sprezzo della solidarieta\u0300 confederale, ha di fatto (indirettamente) incitato il padronato a opporsi alle decisioni di blocco dell\u2019economia deliberate dal Consiglio di Stato ticinese (peraltro con il sostegno delle parti sociali e di tutti i partiti rappresentati in Gran Consiglio). Da parte di Berna si constata dunque un certo numero di lacune: benche\u0301 la valutazione del rischio pandemico sia stata documentata e valutata ampiamente, ci si e\u0300 trovati molto impreparati e nei fatti non si e\u0300 riusciti a mettere in pratica il Piano svizzero per pandemie (2018) e in modo particolare andra\u0300 valutata l\u2019(in)efficienza con cui si e\u0300 mosso l\u2019Ufficio federale dell\u2019approvvigionamento economico del Paese (UFAE\/BWL), alla luce anche della recente distruzione delle riserve di etanolo (necessario per produrre disinfettante).<\/p>\n<p><strong>2<\/strong> \u2013 Secondo il Consiglio di Stato del Canton Grigioni la situazione delle Valli italofone di sua competenza non sarebbe la medesima, ne\u0301 a livello sanitario ne\u0301 ospedaliero, con l\u2019emergenza riscontrata nel Canton Ticino. Si omette pero\u0300 in questo modo di considerare che i cittadini del Moesano e Calanca sono presi a carico proprio dalla sanita\u0300 ticinese e che il territorio non e\u0300 altro che un continuum del Canton Ticino. Accordare almeno al Moesano le stesse disposizioni del Ticino nel procedere quindi con un lock down, significa agire a tutela della popolazione e delle medesime strutture sanitarie gia\u0300 molto sollecitate. Tranne lodevoli eccezioni, colpisce ma non stupisce l\u2019atteggiamento inqualificabilmente rinunciatario (se non reazionario) dei vertici politici del Moesano. Si ripresenta qui peraltro la discussione sulle difficolta\u0300 strutturali, gia\u0300 riscontrate dal nostro Partito negli anni scorsi, a costruire una presenza di reale opposizione politica all\u2019interno delle dinamiche sociali e istituzionali del Grigioni italiano.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong> \u2013 La crisi sanitaria in corso ha visto, perlomeno nelle sue fasi iniziali, il ripetersi del vizio delle fughe di notizie (ad es. dall\u2019Ente Ospedaliero Cantonale). Lungi dall\u2019essere sinonimo di trasparenza (come invece immaginano alcuni gruppi dell\u2019estremismo di sinistra) questa prassi non ha nulla a che fare con pratiche potenzialmente lecite e regolamentabili (come ad esempio il whistleblowing) ma contribuisce alla perdita di credibilita\u0300 dello Stato, e cio\u0300 fomenta non certo i\u0300mpeti rivoluzionari ma semmai ulteriori forme di individualismo a danno del senso di comunita\u0300 e di unita\u0300 popolare. Si sono poi addirittura registrati dei casi di \u201cammutinamento\u201d da parte di alcuni sindaci e municipali che hanno umiliato la nostra tradizione repubblicana con atteggiamenti simil-feudali, imponendo norme ad hoc valevoli solo per il proprio comune, e cio\u0300 non solo in esplicito contrasto alle direttive del governo cantonale, ma pure con palese atteggiamento di sfida. Non si tratta \u2013 come hanno interpretato i soliti gruppi massimalisti \u2013 di presunte avanzate espressioni libertarie: ben al contrario siamo dinnanzi a manie di protagonismo (pre-elettorali) di alcuni amministratori locali che, irresponsabilmente, hanno fomentato la confusione fra i cittadini e istigato un conflitto istituzionale in un momento di pericolo. Fenomeni, questi, che potranno essere considerati, in altre sedi, nel quadro della discussione relativa alla politica comunale. Il nostro Partito \u2013 che non confonde il ribellismo con la rivoluzione! \u2013 fa la sua parte istruendo e selezionando il proprio personale politico e formando il proprio gruppo dirigente senza tollerare forme di individualismo nemmeno sui social network: ci si attenderebbe la medesima rigorosita\u0300 anche e soprattutto da parte di quei Partiti che, pur avendo incarichi di governo, si dimostrano carenti nella cura e nella formazione politica della classe dirigente del Paese.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>4<\/strong> \u2013 Al momento come comunisti sentiamo forte in noi, non tanto il senso della polemica fine a se stessa, ma il nostro ruolo di avanguardia di classe nel contribuire con spirito di responsabilita\u0300 ad affrontare questa difficile situazione che impone una presa di coscienza collettiva non solo nell\u2019attenersi alle disposizioni di natura igienica previste dalle autorita\u0300 mediche, ma anche nell\u2019arginare atteggiamenti irrazionali e di panico sociale che aggraverebbero la fase delicata che stiamo attraversando. Cio\u0300 non deve pero\u0300 giustificare da parte nostra un\u2019attitudine esageratamente passiva in ambito politico: il conflitto di classe in se\u0301 continua, ma il nostro intervento deve essere calibrato a quanto la contingenza sanitaria impone e allo scopo di mai limitarsi a declamare retoricamente la superiorita\u0300 del socialismo rispetto al capitalismo, ma di porsi con l\u2019obiettivo di incidere nella realta\u0300 in cui viviamo, riconoscendo le contraddizioni che la pandemia ha aperto anche nel blocco storico borghese, e modulando la nostra \u201clinea di massa\u201d. All\u2019interno del padronato, del governo (soprattutto quello federale) e dei partiti di sistema sono emerse posizioni diverse e alcune con potenziali risvolti progressivi, con cui dobbiamo assolutamente saper interagire in maniera propositiva se vogliamo uscire dalla crisi con un miglioramento tangibile per le classi popolari. Il virus colpisce tutti, e\u0300 vero, ma la retorica del \u201csiamo tutti sulla stessa barca\u201d non va abusata: l\u2019abisso anche di natura sanitaria che esiste fra una persona senza tetto e il manager di una grande banca non solo con la pandemia non si colma, ma anzi si approfondisce ancora piu\u0300 drammaticamente.<\/p>\n<p><strong>5<\/strong> \u2013 Ci appelliamo anche ai giornalisti, affinche\u0301 si attengano al rigore che la loro fondamentale professione impone, soprattutto in un periodo difficile come l\u2019attuale: liberta\u0300 di stampa non equivale a liberta\u0300 di disinformare giocando su titoli ad effetto o a trasformare del semplice gossip in notizia. Nel contempo occorre professionalita\u0300 nel capire quando la delicatezza della situazione impone un certo riserbo iniziale nel fornire determinate informazioni. Soffocare pero\u0300 il dibattito politico censurando ad esempio ben cinque comunicati stampa del nostro Partito (redatti in termini assolutamente equilibrati e propositivi, certamente non sterili ne\u0301 raffazzonati da perfetti incompetenti) e\u0300 grave perche\u0301 significa rinunciare al ruolo informativo ma anche formativo (!) che un buon giornalista sa incarnare. Ostacolare cosi\u0300 la politica che vuole fare il proprio lavoro, che consiste anche nel presentare apertamente piu\u0300 opzioni per il rilancio del Paese, significa fomentare populisticamente il neo-qualunquismo, l\u2019idea errata cioe\u0300 che di fronte a una crisi sanitaria non esista il confronto politico. Cio\u0300 non solo e\u0300 falso poiche\u0301 in realta\u0300 esso sorge dalla naturale conflittualita\u0300 sociale esistente nella societa\u0300 capitalista, ma anche perche\u0301 e\u0300 la politica che permette (o non permette) di avere sufficienti letti in cure intense, ed e\u0300 la politica che spingera\u0300 (o non spingera\u0300) un piccolo commerciante rimasto senza lavoro a finire in assistenza. Senza dimenticare che trasmettendo questa convinzione nella linea editoriale, si apre la porta all\u2019idea sostanzialmente golpista della tecnocrazia. Deploriamo poi come sui temi internazionali siano circolate fake news e giudizi di valore atti solo a delegittimare gli unici paesi che si sono dimostrati solidali (in primis Russia, Cina e Cuba) coi popoli piu\u0300 colpiti dal virus. Allo stesso modo condanniamo chi ha soffiato sul fuoco creando ansia sociale nella popolazione preoccupata per il proprio stato di salute.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 3\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>6<\/strong> \u2013 L\u2019appello che avanziamo invece al nostro interno, ai membri e ai militanti comunisti attualmente non attivi nell\u2019ambito del Servizio Civile (SC), della Protezione Civile (PCi) o di altre forme di volontariato associativo al servizio della popolazione, e\u0300 quello di contattare il Partito e di mettersi a disposizione dello stesso per i numerosi compiti politici e organizzativi che si rendono necessari nelle presenti settimane e nei prossimi tempi di totale riorganizzazione dell\u2019attivita\u0300 politica. Disporre infatti di un Partito funzionante in questa fase e\u0300 anch\u2019essa una forma di volontariato al servizio del Paese e del suo sistema democratico. Abbiamo insomma bisogno di effettivi: siamo consapevoli infatti che da una crisi di ampie proporzioni come questa il rischio che la classe lavoratrice ne esca con le ossa rotte esiste: sta a noi evitarlo e anzi spingere la societa\u0300 verso sbocchi politici e sociali piu\u0300 avanzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>II.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Per superare la crisi sanitaria ci vuole piu\u0300 Stato!<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong> \u2013 Come comunisti non ignoriamo la responsabilita\u0300 individuale e, infatti, insistiamo affinche\u0301 i cittadini (a partire naturalmente dai nostri militanti che devono dare l\u2019esempio) restino a casa ed evitino rischi per la propria salute e per quella degli altri. Tuttavia la responsabilita\u0300 individuale subentra nel momento in cui lo Stato si assume le proprie responsabilita\u0300. Ecco perche\u0301 all\u2019esaltazione spesso meramente retorica del volontariato altruistico, noi sottolineiamo in termini generali \u2013 cioe\u0300 valido anche al di la\u0300 della pandemia \u2013 che e\u0300 anzitutto l\u2019ente pubblico a dover offrire per tempo servizi adeguati e accessibili a tutte le persone.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong> \u2013 Cosi\u0300 come medici, infermieri, postini, poliziotti, militi della protezione civile, ecc. sono in servizio a favore della collettivita\u0300, anche l\u2019organo supremo dello Stato democratico, cioe\u0300 il parlamento, deve continuare a funzionare e, in tempi di crisi, assumere competenze straordinarie: a sancirlo e\u0300 la Costituzione federale ai suoi artt. 148, 165 e 173. Sospendere le sessioni dell\u2019Assemblea federale e\u0300 quindi problematico, cosi\u0300 come lo potrebbe essere per i Gran Consigli dei Cantoni: proprio in un momento complicato come questo, in cui sono necessarie decisioni chiare a favore dei lavoratori, dell\u2019economia e della socialita\u0300, il legislatore non puo\u0300 autosospendersi: i deputati devono assumersi le loro responsabilita\u0300 di fronte al Paese e alla cittadinanza che li ha eletti e deliberare. Le istituzioni democratiche, anche oggi \u2013 nel limite delle norme di sicurezza sanitaria \u2013 devono continuare a operare dando un segnale di profondo senso dello Stato. Solo lo Stato e la classe lavoratrice, organizzata nei sindacati e nei partiti d\u2019avanguardia, sono infatti garanzia di controllo democratico, di equita\u0300 sociale e di giustizia in un periodo di crisi che altrimenti puo\u0300 facilmente degenerare in caos e in forme di sciacallaggio reazionario da parte di settori irresponsabili della borghesia capitalista che vorrebbero trarre profitti da questa pandemia! In tal senso e\u0300 molto apprezzabile che, benche\u0301 la legge non glielo imponga, l\u2019Ufficio Presidenziale del Gran Consiglio della Repubblica e Cantone Ticino si riunisca regolarmente in forma allargata anche con il nostro Partito e alla presenza di una delegazione del Governo cantonale. Ancora meglio sarebbe stato non annullare la seduta del Gran Consiglio prevista a inizio maggio e coinvolgere attivamente anche un delegato del nostro Partito nel tavolo di consultazione in ambito economico previsto dal governo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 4\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>3<\/strong> \u2013 Per quanto detto sopra la decisione del Consiglio di Stato del Canton Ticino di annullare le elezioni comunali del 5 aprile 2020 nonostante il voto per corrispondenza e la possibilita\u0300 di posticipare l\u2019entrata in carica degli eletti, non e\u0300 quindi una scelta progressiva: in Svizzera si votava infatti persino in tempo di guerra! Annullare e rimandare di un anno le elezioni comporta anche spese enormi per i partiti politici e per i candidati: chi e\u0300 ricco ed e\u0300 un libero professionista puo\u0300 anche non preoccuparsene e trattare con sufficienza l\u2019argomento, ma per tanti altri che non hanno tali privilegi e che si mettono a disposizione della collettivita\u0300 candidandosi e spendendo molto in tempo e in denaro per questa attivita\u0300 di fatto non remunerata, la decisione governativa \u2013 che rischia di fomentare il gia\u0300 presente sentimento dell\u2019anti-politica \u2013 assume contorni problematici. Ecco perche\u0301 non abbiamo paura, come comunisti, a sostenere, come peraltro prevede la Costituzione cantonale, la necessita\u0300 che lo Stato valorizzi i partiti politici in quanto sale del sistema democratico. Se non tramite rimborsi elettorali (come peraltro esistono senza far scandalo in altri Paesi) occorrera\u0300 valutare forme di aiuto indiretto nel lavoro organizzativo e informativo. Mai come in questi momenti di crisi soffriamo infatti per l\u2019assenza di corpi intermedi, una volta rappresentati appunto da Partiti, sindacati e associazioni di massa, che sapevano filtrare le priorita\u0300 e incanalare democraticamente e disciplinatamente sia l\u2019attivismo civico sia l\u2019eventuale malcontento. La troppa accessibilita\u0300 diretta a una quantita\u0300 ingente e superflua di informazioni, per di piu\u0300 ne\u0301 verificate ne\u0301 delimitate e a messaggi non calibrati a causa dell\u2019istantaneita\u0300 dei social network, hanno reso molto piu\u0300 fragile la societa\u0300 e molto piu\u0300 manipolabili le persone. Chi scambia questi aspetti per \u201cdemocrazia\u201d o e\u0300 un ingenuo o e\u0300 in cattiva fede.<\/p>\n<p><strong>4<\/strong> \u2013 La mobilitazione dell\u2019esercito svizzero (polizia militare, truppe della logistica e sanitarie, battaglioni di ospedale) in numeri massicci (8\u2019000 uomini non se ne vedevano piu\u0300 dai tempi della seconda guerra mondiale) non va sfruttato a fini propagandistici: sono compiti utili, certo, ma non sono compiti militari, bensi\u0300 tipicamente afferenti a organizzazioni di soccorso e di protezione civile (la cui professionalita\u0300, piuttosto, andrebbe drasticamente valorizzata)! Non dobbiamo accettare che si strumentalizzi da parte della destra o dei media questa situazione per tentare di legittimare il rafforzamento, ad esempio, delle truppe in attivita\u0300, nuove corse agli armamenti o l\u2019acquisto di nuovi aerei da combattimento NATO (11 miliardi di franchi che potevano essere semmai investiti nella sanita\u0300 pubblica o a tutela dei salariati e dei piccoli commercianti costretti a chiudere!). Allo stesso tempo per la gestione dell\u2019ordine pubblico e delle frontiere servono professionisti responsabili e addestrati: questi li troviamo nelle Guardie di confine e nelle forze di Polizia, certamente non nelle Scuole reclute, che ad esclusione di quelle formate in ambito sanitario, andrebbero anzi sospese (come lo sono peraltro le altre istituzioni)! Ragionamento analogo potrebbe valere per l\u2019appello ai \u201ccivilisti\u201d a entrare volontariamente in servizio presso le case di cura: ancora di recente si stava discutendo in parlamento una controriforma che bistratta e discrimina questi ragazzi, ora invece si chiede il loro aiuto. A tal proposito occorre continuare da un lato a preparare il lancio del referendum sensibilizzando i cittadini che saranno poi chiamati a firmarlo, ma dall\u2019altro non deve mai cessare l\u2019attivo invito ai ragazzi neo-maggiorenni di chiedere appena possibile l\u2019ammissione al Servizio Civile sostitutivo al Servizio Militare.<\/p>\n<p><strong>5<\/strong> \u2013 Lodiamo lo spirito di comunita\u0300 e di solidarieta\u0300 dei giovani, alcuni dei quali attualmente attivi sono proprio militanti del nostro Partito, e tuttavia rendiamo attenti che non si deve pensare di poter sopperire alla mancanza di personale sanitario formato con l\u2019impiego di reclute o di civilisti: come e\u0300 tipico del modello di \u201cmilizia\u201d non mancano infatti interventi non sufficientemente qualificati e anzi piuttosto improvvisati (come il caso delle ambulanze militari con barelle difettose inviate da Berna al Ticino). Dobbiamo stare attenti anche dal lato ideologico alla martellante propaganda militarista e nazionalista che, ben lungi da forme di senso civico e genuinamente patriottico, sara\u0300 poi sfruttato dalla classe dirigente per i prossimi anni nel forgiare il pensiero unico fra le masse popolari e i giovani distogliendone lo sguardo delle responsabilita\u0300 della classe dirigente (quella politica e quella militare che nel nostro sistema spesso si sovrappongono). Non e\u0300 questa la sede per ragionare su una riforma del modello di difesa civile (e militare) del Paese, appare tuttavia chiaro che si debba ragionare in futuro su una \u201cdemilitarizzazione\u201d della PCi affinche\u0301 essa non sia piu\u0300 un \u201ccontenitore\u201d di cittadini inabili al servizio militare, ma assuma una forma di servizio pubblico formato da professionisti e volontari.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 5\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>6<\/strong> \u2013 Deploriamo il fatto che il nostro sistema sanitario possa entrare in crisi qualora, per un motivo qualsiasi, si dovessero chiudere le frontiere o a seguito dell\u2019eventuale \u201cprecetto\u201d di personale da parte di uno Stato estero: quando Berna ammette che senza lavoratori frontalieri non si possono garantire cure mediche alla popolazione residente, soprattutto in Ticino, e\u0300 un messaggio politico gravissimo che non va accettato: pur riconoscendo i miglioramenti in questo ambito presso l\u2019Ente Ospedaliero Cantonale (EOC), cio\u0300 non vale sempre per case anziani e cliniche private. In Svizzera si forma meno della meta\u0300 del personale infermieristico per soddisfare i nostri bisogni, nonostante l\u2019interesse delle giovani generazioni per queste professioni non manchi. Negli anni scorsi il governo e i partiti borghesi hanno tagliato pesantemente sulla sanita\u0300 pubblica; hanno foraggiato cliniche private; hanno imposto il numerus clausus alle facolta\u0300 universitarie di medicina; hanno speculato sull\u2019arrivo di medici dall\u2019estero scaricandone il costo della formazione su Paesi terzi; hanno evitato di formare un numero adeguato di infermieri qualificati dando spazio ad altri curricola in ambito socioassistenziale meno costosi e hanno peggiorato le condizioni di lavoro del personale sanitario. Lo Stato deve prendere in mano la situazione rivedendo la pianificazione ospedaliera come proposto dalla sinistra negli anni scorsi e investendo massicciamente nella sanita\u0300 pubblica, nei salari, nelle condizioni di lavoro e nella formazione (di base e continua, valutando anche forme di percorsi passerella in ottica di specializzazione), con lo scopo di disporre di personale residente qualificato e assumendo il controllo sulla sanita\u0300 privata che per prima ha speculato sulla sostituzione di manodopera e che ha ostacolato l\u2019aumento di infermieri residenti. Questa emergenza non deve intensificare la cosiddetta complementarieta\u0300 pubblico-privato in ambito ospedaliero, gia\u0300 attualmente esagerata, anche perche\u0301 appare perlomeno paradossale, per non dire volgare e irresponsabile, che una clinica privata si permetta via mezzo stampa (godendo di spazio ad hoc negato ai partiti politici!) di lamentarsi che i pazienti ricoverati siano stati meno di quanto le strutture erano pronti ad accogliere: di certo non siamo disposti ad ammalarci volontariamente per rimpinguare le casse della Santa Chiara!<\/p>\n<p><strong>7<\/strong> \u2013 Il Partito Comunista deve non solo richiedere formalmente al Consiglio federale di far uso della facolta\u0300 che gli e\u0300 concessa dall\u2019art. 32 della Legge sui brevetti, ma tutti i nostri militanti devono spiegare alla popolazione che, non appena possibile, lo Stato deve procedere all\u2019esproprio del brevetto sul prossimo vaccino contro il COVID-19 ai fini di una produzione e distribuzione direttamente ad opera della Confederazione: l\u2019interesse pubblico in questo caso e\u0300 evidente e deve essere preponderante rispetto ai dogmi del capitalismo. Quello che in realta\u0300 occorre e\u0300 una regia federale dell\u2019industria farmaceutica, cosi\u0300 da garantire che le priorita\u0300 di produzione, ma anche di ricerca riflettano le esigenze della popolazione e non quelle degli azionisti. Lo stesso vale per quelle aziende che fabbricano materiali oggi essenziali (disinfettanti, mascherine, ecc.). che vanno almeno temporaneamente dirette da un\u2019unica centrale operativa che, appunto, e\u0300 lo Stato. Mai come ora questi passi possono essere facilmente compresi da piu\u0300 ampi settori di massa.<\/p>\n<p><strong>8<\/strong> \u2013 Di fronte alla minaccia della lobby delle casse malati di non volersi sobbarcare i test per il coronavirus, opponendosi cosi\u0300 alla decisione della Confederazione di sottoporre queste analisi all\u2019assicurazione di base, chiariamo una volta per tutte ai manager di queste aziende private che lucrano sulle nostre malattie che due sono i compiti cui devono far fronte: il primo e\u0300 di ubbidire senza fiatare alle disposizioni politiche atte a garantire la sicurezza sanitaria collettiva del Paese; il secondo e\u0300 invece quello di prepararsi a chiudere perche\u0301 appare ormai chiaro ai piu\u0300 che la sanita\u0300 va nazionalizzata costituendo una cassa malati unica, pubblica e con i premi proporzionali a reddito e sostanza. Senza questa riforma, infatti, casi di medicamenti anti-tumorali non rimborsati e forme di sabotaggio da parte degli assicuratori privati alla strategia sanitaria dell\u2019ente pubblico continueranno.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 6\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>9<\/strong> \u2013 La Confederazione e i Cantoni devono attivarsi affinche\u0301 l&#8217;integrazione fra gli istituti di ricerca svizzeri e quelli dei paesi emergenti sia facilitata: essi sono ormai forti di eccezionali avanzamenti tecnico-scientifici. Una pandemia puo\u0300 essere infatti affrontata solo la piena collaborazione fra i paesi senza distinzione ideologica attraverso programmi di ricerca internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>III.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Prima le persone, non i profitti!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>1<\/strong> \u2013 Il padronato deve impegnarsi maggiormente e non solo tramite dichiarazioni d\u2019intenti. In tanti nonostante le indicazioni delle autorita\u0300 hanno continuato la produzione corrente in maniera irresponsabile per la salute degli operai e di tutta la cittadinanza: essi di fatto hanno tentato di sabotare la strategia di rallentamento dell\u2019ondata epidemica e come tali andrebbero sanzionati. E\u0300 indecente che in alcuni cantieri, palesemente non urgenti, e\u0300 dovuto intervenire il sindacato e la stessa Polizia. Il Partito Comunista rivendica in tal senso, fino al termine della crisi sanitaria e in tutto il territorio nazionale, l\u2019interruzione di ogni attivita\u0300 produttiva edile e industriale a sola eccezione di interventi urgenti di messa in sicurezza e di ambiti assolutamente necessari. Esortiamo inoltre il governo a preparare il graduale ritorno alla normalita\u0300 sulla base degli interessi di salute pubblica e non dell\u2019economia privata. A tutto cio\u0300 va accompagnato il divieto assoluto di licenziamento per l\u2019intero periodo in cui un\u2019azienda beneficia del lavoro ridotto. Indennita\u0300 di lavoro ridotto a cui, peraltro, devono poter accedere anche i lavoratori indipendenti e su cui l\u2019autorita\u0300 deve comunque ampiamente indagare perche\u0301 non si verifichino abusi da parte di aziende il cui lavoro in realta\u0300 non si e\u0300 affatto ridotto.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong> &#8211; Il ruolo dei sindacati non puo\u0300 essere considerato facoltativo: il loro coinvolgimento da parte dello Stato Maggiore di Condotta va ritenuto obbligatorio per ogni decisione relativa alla gestione dell\u2019economia in questa fase, a partire evidentemente dalle deroghe alle ordinanze governative. La richiesta sindacale di integrare i lavoratori nell\u2019apparato di controllo per evitare abusi nell\u2019ambito delle suddette deroghe e\u0300 peraltro l\u2019unica che possa rendere certa e credibile le rassicurazioni in tal senso di autorita\u0300 notoriamente alleate al mondo dell\u2019imprenditoria privata. La vigilanza democratica dei comunisti (e di tutti coloro a cui sta a cuore lo stato di diritto) affinche\u0301 a nessuno venga in mente di limitare i diritti sindacali deve essere elevata; a partire dal diritto di sciopero, nel caso in cui le condizioni sanitarie sul posto di lavoro non fossero rispettate in maniera assoluta.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong> \u2013 Non abbiamo bisogno di eroi, ma di lavoratori valorizzati e tutelati nei loro diritti, nella loro salute e nella loro professionalita\u0300! Ci riferiamo in modo particolare ai servizi strategici del Paese che devono forzatamente continuare il duro ma fondamentale lavoro. Ad esempio presso la Posta si deve drasticamente aumentare la tutela dei propri dipendenti: presso il centro logistico di Cadenazzo, in particolare, dove abbiamo dovuto segnalare al sindacato come le gabbie dei pacchi non venissero regolarmente disinfettate e dove i trasportatori esterni entravano come se nulla fosse nella base; ma anche nel caso dei postini ancora troppo poco tutelati nella fase di smistamento della corrispondenza e sovraccaricati dall&#8217;esplosione dell&#8217;invio di pacchi seguita al lockdown. Sono situazioni che, soprattutto da parte di una ex-regia federale tuttora comunque in mano pubblica, non devono accadere.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 7\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>4<\/strong> \u2013 Il Partito Comunista incarica un proprio gruppo di lavoro di analizzare scientificamente il nesso che pare evidenziarsi fra la crisi sanitaria e la crisi ecologica, facendo capo alle proposte di cui gia\u0300 ci siamo fatti interpreti in passato e cio\u0300 anche in termini agricoli e di sostentamento. Non dobbiamo infatti scordarci il problema dell\u2019approvvigionamento alimentare con una particolare attenzione quindi ai contadini. Questa crisi permette insomma di tematizzare al meglio la sovranita\u0300 alimentare e la messa in discussione degli accordi di libero scambio di stampo neo-liberale che minacciano il settore primario del nostro Paese e che fomentano peraltro anche forme di neo-colonialismo verso i paesi poveri. Il Partito Comunista dovra\u0300 provare a suggerire una proposta politica in questo settore quasi abbandonato dalla sinistra con la consapevolezza pero\u0300 che l\u2019agricoltura svizzera ha delle peculiarita\u0300 che vanno anzitutto comprese e che non permettono scorciatoie ideologiche. Anche in questo settore la pandemia ha scoperto dei nervi sensibili: la dipendenza strutturale da manodopera stagionale a basso costo estera; la precarieta\u0300 di aziende agricole imperniate totalmente su una sola figura \u2013 \u201cl&#8217;imprenditore agricolo\u201d \u2013 senza un supporto nel caso quest&#8217;ultima si dovesse ammalare; il dominio incontrastato della grande distribuzione rispetto ai mercati contadini, a cui non e\u0300 stato riconosciuto lo stesso valore fondamentale nel fornire cibo alla popolazione.<\/p>\n<p><strong>5<\/strong> \u2013 L\u2019attuale pandemia sta d\u2019altronde dimostrando l\u2019interesse dei consumatori per i prodotti locali e quindi la validita\u0300 delle proposte da noi sostenute in occasione della votazione sull\u2019iniziativa popolare per la sovranita\u0300 alimentare (si veda anche la nostra proposta di un \u201cbanco alimentare\u201d avanzata nel piano tabu\u0300). Occorrera\u0300 anche ipotizzare, se la situazione dovesse peggiorare, di legiferare sul razionamento degli acquisti di beni essenziali (compresi alimenti conservabili, medicinali da banco, prodotti per l\u2019igiene) sia per evitare fenomeni speculativi sui prezzi da parte aziendale, sia per garantire le riserve a tutta la popolazione.<\/p>\n<p><strong>6<\/strong> \u2013 Le misure medico-sanitarie introdotte per combattere la pandemia stanno gia\u0300 ora provocando dei primi contraccolpi a livello economico e sociale. Le prime irresponsabili ondate di licenziamenti, il rischio di chiusura definitiva di vari esercizi commerciali e di piccole attivita\u0300 artigianali, la riduzione delle entrate di numerosi nuclei familiari stanno dimostrando la necessita\u0300 di un intervento sociale di ampia portata: lo Stato deve provvedere a garantire i posti di lavoro e a difendere l\u2019integrita\u0300 del tessuto produttivo, ma anche a sostenere finanziariamente le fasce sociali piu\u0300 colpite a livello economico. Per questa ragione vanno urgentemente adottate le proposte descritte nella risoluzione della Direzione del Partito del 1\u00b0 aprile 2020 intitolata \u201cL\u2019economia svizzera alla prova del COVID-19: occorre fare di piu\u0300\u201d, volte a rafforzare le misure di sostegno al reddito per le fasce popolari e a difenderne il potere d\u2019acquisto.<\/p>\n<p>7 \u2013 La Svizzera e\u0300 in ritardo nel proporre un intervento strategico e in grande stile per affrontare la crisi senza far esplodere le disuguaglianze sociali. E\u0300 assolutamente prioritario quindi iniziare ora a sensibilizzare la cittadinanza sul fatto che il costo delle misure di rilancio dopo la pandemia non dovra\u0300 ricadere sulle fasce popolari con la solita truffa della simmetria di sacrifici con nuove forme di austerita\u0300. In tal senso il Partito Comunista dovra\u0300 elaborare un documento con proposte economiche strutturali che approfondiscano la linea gia\u0300 intrapresa con la gia\u0300 citata risoluzione del 1\u00b0 aprile 2020. Nel contempo occorre preparare un contributo a organizzarsi in vista di eventuali prossime lotte sociali.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>IV.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 8\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Internazionalismo e multipolarismo: gli amici si vedono nel momento del bisogno!<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong> \u2013 Che l\u2019Unione Europea (UE) non sia propriamente un ente benefico e di mutuo soccorso, i lavoratori europei e quelli del nostro stesso Paese lo hanno gia\u0300 capito da tempo. In periodo di crisi sanitaria, poi, la situazione addirittura si e\u0300 aggravata. Di recente di fronte a una richiesta di sostegno arrivata dal governo italiano (paese a tutti gli effetti membro dell\u2019UE), da Bruxelles e\u0300 calato un silenzio assordante: e\u0300 dovuta intervenire la tanto vituperata Cina a predisporre un\u2019azione di solidarieta\u0300 concreta al settore sanitario italiano. Poi e\u0300 stata la volta di un altro paese membro dell\u2019UE, la Germania, a danneggiare la Confederazione, nella misura in cui le autorita\u0300 di Berlino hanno impedito l\u2019importazione di 240\u2019000 mascherine sanitarie su territorio svizzero, mettendo cosi\u0300 a repentaglio la nostra sicurezza nazionale visto che la produzione elvetica di questi prodotti e\u0300 molto scarsa. In Francia addirittura si e\u0300 passati alla confisca diretta: in pratica i paesi dell\u2019UE, in barba a ogni spirito comunitario e solidale, si stanno rubando a vicenda il materiale sanitario, uno sciacallaggio imbarazzante e indegno che ora mette a rischio anche il nostro Paese. Il governo svizzero \u2013 che auspichiamo impari il valore della cooperazione e i limiti invece della globalizzazione capitalistica che ha finora corroborato \u2013 ha fatto bene ad aprire un canale diretto con la Cina (che gia\u0300 ha provveduto a rifornirci del materiale sanitario necessario) ma non va nemmeno dimenticato quanto accaduto e un\u2019azione diplomatica se non economica sull\u2019UE e\u0300 a questo punto opportuna: chinare il capo di fronte agli atti di pirateria che abbiamo vissuto in piena crisi renderebbe molto fragili le nostre capacita\u0300 contrattuali future con Bruxelles: i comunisti sanno di non poter lanciare appelli credibili sul piano di massa contro sopraffazione ed egoismo tipici del capitalismo euro-atlantico, se prima non si adoperano per l\u2019indipendenza del proprio paese; e la realta\u0300 che stiamo vivendo rappresenta un\u2019occasione da cogliere.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong> \u2013 I cosiddetti \u201cpaesi canaglia\u201d, cioe\u0300 quelle nazioni che si sono sottratte o che tentano di sottrarsi alle logiche neo-coloniali, dimostrano di sapere affrontare l\u2019emergenza sanitaria sul piano nazionale e a volte persino anche eccellere sul piano della solidarieta\u0300 internazionale, come nel caso di Cuba. E cio\u0300 nonostante gli embarghi e le sanzioni commerciali, economiche e finanziarie cui sono sottoposti dall\u2019imperialismo euro-atlantico. Ecco perche\u0301 come Partito Comunista abbiamo lanciato una petizione all\u2019attenzione del Consiglio federale contro il bloqueo ai danni di Cuba e nel contempo abbiamo scritto una lettera al Dipartimento federale degli affari esteri perche\u0301 sostenga perlomeno la sospensione delle sanzioni anche contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela, la Repubblica Popolare Democratica di Corea e la Repubblica Islamica dell\u2019Iran, che a causa di esse si vedono bloccate nella loro apertura e impedite nel loro sviluppo economico, sottoponendo i cittadini a carenze di vario genere.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong> \u2013 L\u2019emergenza sanitaria enfatizza le criticita\u0300 sistemiche del capitalismo e mette in crisi un modello di sviluppo non solo iniquo ma anche irrazionale, in quanto orientato alla massimizzazione del profitto a scapito dei bisogni collettivi. I paesi socialisti come Cuba, Cina, Vietnam, ecc. affrontano il virus perche\u0301 la politica controlla l\u2019economia e non viceversa: e\u0300 in tal senso vergognoso che alcuni \u201cstatisti\u201d ticinesi e svizzeri \u2013 ingrati verso l\u2019aiuto offerto da questi popoli \u2013 affermino che cio\u0300 e\u0300 possibile solo perche\u0301 stiamo parlando di presunti sistemi \u201ctotalitari\u201d (concetto peraltro privo di valenza scientifica e che appare persino ridicolo conoscendo per davvero la dinamicita\u0300 e il dibattito interno ai paesi citati). Ad essere determinante e\u0300 la pianificazione che anche in un sistema di \u201csocialismo di mercato\u201d riesce sempre e giustamente a sovrastare la concorrenza e gli interessi privati. Dobbiamo imparare \u2013 e per fare questo non e\u0300 necessario aderire al marxismo-leninismo \u2013 che essere in grado di riorientare drasticamente (cioe\u0300 senza subire pressioni delle lobby padronali) la produzione nazionale per soddisfare i bisogni sociali e\u0300 positivo e lungimirante. Costruire nuovi ospedali pubblici o sperimentare farmaci non e\u0300 infatti sempre vantaggioso per quei soggetti economici che investono solo laddove e\u0300 fattibile massimizzare il profitto.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 9\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>4<\/strong> \u2013 La crisi del Coronavirus offre la possibilita\u0300 di far conoscere in particolare la Cina, un paese che noi abbiamo individuato essere centrale non solo per il futuro geoeconomico del pianeta, ma anche come laboratorio di una modernizzazione dell\u2019economia di piano e dunque, in ultima analisi, della stessa prospettiva socialista. Gia\u0300 si nota, in effetti, il nervosismo dei settori filo-atlantici della borghesia svizzera e della sinistra liberal che in questi giorni tornano con le litanie sinofobiche basate su fake news o mezze verita\u0300 per gettare fango sul governo della Repubblica Popolare e sul suo Partito Comunista. Questo perche\u0301 la preoccupazione per il prestigio che la Cina puo\u0300 guadagnare a livello popolare e\u0300 alto: altro che fabbrica di cianfrusaglie come ancora in troppi pensano, la Cina oggi piu\u0300 che mai si mostra come indispensabile alla stessa sopravvivenza dell\u2019Occidente in termini di preparazione sanitaria nonche\u0301 di potenza tecnologica e scientifica, oltre che di quella evidentemente finanziaria. Accanto a cio\u0300, come dicevamo, la pianificazione economica che in Cina persiste nonostante le riforme di mercato, ha permesso allo Stato non solo di costruire immediatamente ospedali pubblici, ma di ordinare il lock down di intere (enormi) regioni senza preoccuparsi delle pressioni egoistiche di imprenditori interessati solo al profitto (altro che neo- liberismo cinese!). Senza contare l\u2019ordine: mentre da noi si permette ai privati di speculare sulle mascherine triplicandone il prezzo, in Cina sono stati sanzionati anche alti funzionari del Partito e dello Stato che non hanno agito con la dovuta celerita\u0300 al servizio del Popolo e sono stati puniti personaggi corrotti che pensavano di trarre vantaggio della malattia. Il medesimo discorso si puo\u0300 naturalmente estendere ad altri paesi socialisti, ad esempio il Vietnam.<\/p>\n<p><strong>5<\/strong> \u2013 Il direttore del giornale \u201cMilanoFinanza\u201d, quotidiano legato agli ambienti bancari italiani, ha scritto di recente: \u201cUn piano Marshall Italia-Cina e\u0300 possibile proprio perche\u0301 l\u2019Italia e\u0300 il Paese piu\u0300 colpito e quello che piu\u0300 sta subendo l\u2019ostracismo di molti membri della UE, per non parlare degli Stati Uniti. Nell\u2019immensa sciagura del coronavirus la solidarieta\u0300 che si percepisce a piu\u0300 voci da parte della Cina verso l\u2019Italia e\u0300 da capitalizzare per far crescere significativamente l\u2019interscambio con il riequilibrio delle esportazioni italiane\u201d. Il nostro Partito perora da anni, naturalmente in relazione alla realta\u0300 svizzera, proprio tali concetti di diversificazione dei mercati e dei partner commerciali: peccato che prima del resto della sinistra ci arrivi la destra! Un Partito Comunista del nostro tempo deve operare affinche\u0301 il multipolarismo prevalga sull\u2019atlantismo: solo cosi\u0300 si apriranno margini di agibilita\u0300 per sconfiggere l\u2019imperialismo e far progredire forme sia di sovranita\u0300 sia di lotta sociale. La Nuova Via della Seta (One Belt One Road) e\u0300 un progetto infrastrutturale a trazione cinese di immensa portata strategica in cui la Svizzera, infatti, puo\u0300 e deve giocare un ruolo ancora piu\u0300 grande in quanto Paese neutrale che gia\u0300 oggi e\u0300 in qualche modo un ponte fra l\u2019Occidente e l\u2019Eurasia. Questa crisi sanitaria portera\u0300 a una crisi economica e finanziaria, da cui ci si potra\u0300 sollevare solo in due modi: anzitutto intensificando l\u2019intervento pubblico sul mercato, inserendo cioe\u0300 forme di pianificazione economica e procedendo alla nazionalizzazione dei settori strategici; e in secondo luogo superando l\u2019ostruzionismo degli USA e dei settori atlantisti dell\u2019UE e della borghesia \u201csvendipatria\u201d nel nostro stesso Paese per aprirci con maggiore forza alla cooperazione con la Cina e i paesi emergenti e dunque inserirci da protagonisti nel nuovo mondo multipolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>V.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\" style=\"text-align: center;\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>Impostazioni di lavoro per il nostro Partito nel prossimo periodo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>1<\/strong> \u2013 Continuare l\u2019esperienza dei gruppi di lavoro attualmente attivi nell\u2019analisi e nella elaborazione propositiva in questi macro-ambiti: a) rilancio economico e diritti del lavoro; b) controllo democratico e istituzionale; e c) multipolarismo e cooperazione internazionale. Oltre a cio\u0300 occorre intensificare lo spirito di appartenenza e di militanza con il coinvolgimento facilitato dai software gestionali delle compagne e dei compagni anche solo simpatizzanti: attirare a se\u0301 tutte le intelligenze possibili, consapevoli che e\u0300 l\u2019esperienza a forgiare il carattere e la morale comunista e che ognuno puo\u0300 rendersi utile e diventare avanguardia. Nel contempo migliorare l\u2019organizzazione interna: l\u2019attuale dipendenza da piattaforme informatiche in mano a monopoli esteri o comunque in nessun modo da noi influenzabili, cosi\u0300 come la sistematica censura mediatica cui siamo confrontati da parte dei mass media, impongono una riflessione seria e preventiva sul nostro grado di indipendenza che e\u0300 poi sinonimo anche di sicurezza e di tenuta del \u201ccentro\u201d di un Partito che si concepisce come avanguardia.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 10\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p><strong>2<\/strong> \u2013 Nelle crisi strutturali come quella che il Coronavirus causera\u0300, il capitalismo medesimo resta nonostante tutto capace di dissimulare i propri limiti: non ci si deve illudere di trovarsi quindi in una fase pre-rivoluzionaria, ma dobbiamo lavorare con intelligenza e duttilita\u0300 nelle plateali contraddizioni del sistema economico e sociale egemone che stanno oggi emergendo, a partire dai temi strategici quali la pianificazione, la sovranita\u0300 alimentare, le nazionalizzazioni, la lotta alla desertificazione industriale e alle delocalizzazioni, l\u2019abolizione del freno al disavanzo, ecc. A tal proposito dobbiamo riconoscere pero\u0300 anche i rischi di alcuni provvedimenti che se comprensibili nel contesto della pandemia, non devono trasformarsi in esperimenti nell\u2019ambito del controllo sociale della popolazione come quello della delazione (\u201cle sentinelle sul territorio\u201d &#8211; come le ha definite un Consigliere di Stato, sentinelle che pero\u0300 \u2013 aggiungiamo noi \u2013 mancano sui posti di lavoro!), cosi\u0300 come la diffusione dell\u2019insegnamento a distanza che alla lunga distrugge il carattere umanista della relazione pedagogica, o ancora il telelavoro che potra\u0300 furbescamente essere usato per parcellizzare ulteriormente la classe lavoratrice indebolendo drasticamente l\u2019azione sindacale e illudendo le masse magari come una abile mossa propagandista di tipo presuntamente \u201cecologista\u201d.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong> \u2013 Diffondere le proprie esperienze con altre organizzazioni progressiste e operaie operative sul territorio svizzero ma anche con Partiti esteri e le Ambasciate dei paesi che in questa situazione possono esserci alleati. La crisi e\u0300 globale e le risposte, per quanto debbano nascere e adeguarsi alle differenti realta\u0300 nazionali, devono avere una visione di classe e d\u2019insieme in un rinnovato concetto internazionalista. E\u2019 il momento di \u201cbombardare\u201d mediaticamente contro l\u2019UE e gli USA e intensificare l\u2019informazione pulita per far scattare un senso di stima e di cooperazione verso la Cina e i paesi non allineati che lottano per la loro sovranita\u0300 del modello liberale e atlantico, ad esempio provando a rilanciare in qualche forma la campagna pionieristica del nostro Partito del 2010 \u201cGiu\u0300 le mani dalla Cina\u201d, ma anche sottolineando senza pero\u0300 cadere nel folklore come i paesi socialisti guidati da partiti comunisti propongano un progetto generale di cooperazione win-win fra nazioni sovrane che archivi l\u2019era della sopraffazione imperialista e unipolare: un futuro, insomma, di benessere condiviso.<\/p>\n<p><strong>4<\/strong> \u2013 L\u2019unita\u0300 popolare si costruisce pero\u0300 solo con una ben piu\u0300 diffusa coscienza politica e quindi di classe. Per farlo dobbiamo essere pero\u0300 noi comunisti quell\u2019avanguardia che, rifiutando in prima persona il conformismo e il pensiero unico dell\u2019attuale modello di societa\u0300, insegni dialetticamente al resto della popolazione, a partire dai giovani, a comprendere come difendersi collettivamente e come far avanzare il Paese su nuove basi: il senso politico deve insomma superare, soprattutto a sinistra, l\u2019inconcludente indignazione idealistica e volontaristica a cui spingono sia i riformisti moderati e sia i movimentisti piu\u0300 massimalisti. A questo compito devono partecipare tutti, e non da ultimi gli accademici e gli intellettuali che devono porsi al servizio della classe e dunque della politica attraverso il materialismo dialettico nella sua essenza di \u201cteoria\u2192prassi\u2192nuova teoria\u201d. Se ci poniamo in quest\u2019ottica bisogna uscire dall\u2019eurocentrismo valoriale inserito nella cultura \u201cliberal\u201d di destra e di sinistra e riscoprire la vitalita\u0300 degli strumenti analitici e politici del socialismo scientifico uniti alle spinte rivoluzionarie, patriottiche e partecipative delle nazioni dell\u2019Eurasia e dell\u2019America latina che ambiscono ad emanciparsi dal giogo atlantico e lo fanno con esperienze nuove che aprono prospettive di un senso comunitario e di appartenenza nazionale basato sulla solidarieta\u0300 e non sullo sciovinismo. Insomma quello che con una straordinaria lungimiranza avevamo gia\u0300 individuato nelle tesi politiche del 23\u00b0 Congresso del Partito Comunista (Lugano, novembre 2016) in cui abbiamo introdotto il concetto di \u201cCommunity\u201d. Restiamo infatti convinti con Marx ed Engels che \u201csolo nella comunita\u0300 con altri, ciascun individuo ha i mezzi per sviluppare in tutti i sensi le sue disposizioni; solo nella comunita\u0300 diventa dunque possibile la liberta\u0300 personale\u201d. L\u2019unicita\u0300 dell\u2019essere umano e\u0300 il suo rapporto sociale nella comunita\u0300, di tipo protagonistico, ma anche altruistico e responsabile, esattamente quello che prima col neo-liberismo e ora addirittura con la pandemia si sta definitivamente perdendo per strada. Molti cittadini pero\u0300 lo stanno percependo e sta a noi avvicinarli con l\u2019esperienza ai principi umanistici del comunismo. Consci che non si tratti di un progetto facile e veloce, occorre tuttavia insistere con l\u2019apporto individuale ma organizzato e costante di ciascun\/a compagno\/a.<\/p>\n<p>[pdf-embedder url=&#8221;https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Risoluzione-COVID-19-CC-1.pdf&#8221; title=&#8221;Risoluzione COVID-19 &#8211; CC (1)&#8221;]<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Risoluzione-COVID-19-CC-1.pdf\">Download PDF<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[pdf-embedder url=&#8221;https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Risoluzione-COVID-19-CC-1.pdf&#8221; title=&#8221;Risoluzione COVID-19 &#8211; CC (1)&#8221;] Download PDF I. Il senso dello Stato e del dovere quali tipici elementi del socialismo scientifico e del Partito di quadri con vocazione di massa 1 \u2013 Molti paesi, fra cui il nostro, stanno affrontando una grave emergenza pandemica: i ritardi accumulati sul piano soprattutto federale nell\u2019affrontarla e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3675,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[91,55,28],"tags":[],"class_list":{"0":"post-3673","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-coronavirus","8":"category-partito","9":"category-vita-del-partito"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3673","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3673"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3673\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3677,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3673\/revisions\/3677"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3675"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3673"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3673"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3673"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}