{"id":3207,"date":"2019-11-29T22:35:39","date_gmt":"2019-11-29T21:35:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=3207"},"modified":"2019-11-29T22:35:39","modified_gmt":"2019-11-29T21:35:39","slug":"creazione-di-un-osservatorio-della-rivoluzione-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=3207","title":{"rendered":"Creazione di un osservatorio della rivoluzione digitale"},"content":{"rendered":"<p>Il mondo si sta aprendo alla rivoluzione digitale con cui saremo obbligati ad interagire, coscientemente o no, volontariamente o no. Si tratta ad esempio dei fenomeni della robotizzazione, dell\u2019intelligenza artificiale, dei cosiddetti big data e dell\u2019internet delle cose. La combinazione di queste quattro grandi fonti d\u2019innovazione entrer\u00e0 in contatto, come tutte le grandi rivoluzioni dell\u2019era industriale, anche con la rivoluzione energetica di cui le premesse sono gi\u00e0 sotto i nostri occhi.<\/p>\n<p>Questa rivoluzione digitale porter\u00e0 quindi i suoi effetti in diversi ambiti: nel suo utilizzo, per dimensioni quantitative e qualitative, ma anche nella formazione e nella ricerca. Interrogher\u00e0 perci\u00f2 in profondit\u00e0 la societ\u00e0 nelle sue interazioni economiche, sociali, culturali, professionali, politiche e persino nella partecipazione democratica dei cittadini. \u00c8 fondamentale pertanto portare nel dibattito pubblico gli orientamenti che si intendono seguire per incoraggiare uno sviluppo sostenibile della tecnologia, troppo spesso presentata quale realt\u00e0 neutra o meramente tecnica, quando in realt\u00e0 essa ha un carattere profondamente politico.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 quindi tutto l\u2019interesse di prendere il tempo per riflettere a come meglio gestire questa evoluzione che si presenta come inevitabile. Il processo della rivoluzione digitale deve essere quindi gestito politicamente, per evitare che venga completamente assorbito nell\u2019orbita delle aziende private e degli azionisti che muterebbero il processo a loro favore, massimizzando il profitto a scapito dei lavoratori e di una democratizzazione dei processi di digitalizzazione. La tecnologia non deve essere di fatti un ostacolo, ma un\u2019agevolazione del lavoro. Devono quindi essere supervisionati e garantiti in tal senso i diritti dei lavoratori. Una situazione tipo generata dall\u2019intersecarsi dell\u2019interesse privato e la rivoluzione digitale sono attivit\u00e0 come Uber, dove i lavoratori non sono n\u00e9 dei professionisti e men che meno godono di garanzie lavorative adeguate.<\/p>\n<p>Seguendo questa logica, \u00e8 importante evidenziare la tendenza vigente a privatizzare dei preziosi canali d\u2019informazione quali ad esempio l\u2019accesso a Internet: la politica deve lavorare affinch\u00e9 questo possa essere un diritto per tutti.<\/p>\n<p>A fronte di questi fatti, sorgono spontanee le seguenti domande: chi pu\u00f2 controllare un oggetto connesso in remoto appartenente ad altri? E fino a che punto \u00e8 possibile questo controllo? Chi ha accesso alle banche dati? Si ha ancora diritto a non essere connessi? Quali regole vi sono in merito alle attivit\u00e0 digitali? Come incoraggiare delle buone pratiche digitali? La lista delle domande non \u00e8 ovviamente esaustiva e \u2013 ne siamo coscienti \u2013 non pu\u00f2 trovare risposte unicamente in un quadro esclusivamente cantonale. Tuttavia una rigorosa riflessione anche nell\u2019ambito delle istituzioni cantonali, come gi\u00e0 lo \u00e8 in ambito sindacale, in merito allo sviluppo economico del settore digitale diventa impellente.<\/p>\n<p>Con la presente mozione si auspica quindi:<\/p>\n<p><em><strong>1)<\/strong> <\/em>che sia istituito un Osservatorio cantonale della rivoluzione digitale, il quale sia organo consultivo del Consiglio di Stato e composto \u2013 facendo adeguata attenzione al pluralismo politico e al coinvolgimento di esperti provenienti dalla societ\u00e0 civile \u2013 di economisti, giuslavoristi, sindacalisti, ecc.<\/p>\n<p><em><strong>2)<\/strong><\/em> Tale osservatorio dovrebbe studiare l\u2019evoluzione dell\u2019economia digitale, anticipandone le applicazioni pratiche; valutare le ripercussioni socio-economiche dei nuovi modelli produttivi permessi dalle innovazioni digitali; proporre misure concrete per regolamentare gli attori economici ma anche per tutelare i lavoratori cos\u00ec come la popolazione in quanto utenti e consumatori.<\/p>\n<p><em><strong>3)<\/strong><\/em> Tale osservatorio, proprio per superare il ristretto quadro cantonale di cui sopra, potrebbe avvalersi della collaborazione di realt\u00e0 internazionali gi\u00e0 attive nell\u2019ambito della ricerca in tema di digitalizzazione e che dispongono di una presenza nel nostro Paese, fra di esse segnaliamo a titolo di esempio la <em>World Association for Political Economy<\/em> (WAPE) e l\u2019<em>European Trade Union Institute<\/em> (ETUI).<\/p>\n<p>Per il <strong>Partito Comunista<\/strong><\/p>\n<p>Lea Ferrari e Massimiliano Ay, deputati in Gran Consiglio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo si sta aprendo alla rivoluzione digitale con cui saremo obbligati ad interagire, coscientemente o no, volontariamente o no. Si tratta ad esempio dei fenomeni della robotizzazione, dell\u2019intelligenza artificiale, dei cosiddetti big data e dell\u2019internet delle cose. La combinazione di queste quattro grandi fonti d\u2019innovazione entrer\u00e0 in contatto, come tutte le grandi rivoluzioni dell\u2019era [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3208,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24,45],"tags":[],"class_list":{"0":"post-3207","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-gran-consiglio-ti","8":"category-mozioni-al-consiglio-di-stato"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3207","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3207"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3207\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3209,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3207\/revisions\/3209"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3208"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3207"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3207"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}