{"id":2931,"date":"2019-09-15T08:03:23","date_gmt":"2019-09-15T06:03:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=2931"},"modified":"2019-09-15T03:07:11","modified_gmt":"2019-09-15T01:07:11","slug":"edifici-industriali-dismessi-non-bastano-i-sussidi-lo-stato-agisca-in-prima-persona-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=2931","title":{"rendered":"Edifici industriali dismessi: non bastano i sussidi, lo Stato agisca in prima persona!"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" lang=\"it-CH\">Con il messaggio n. 7634 del 13 marzo scorso, il Consiglio di Stato ha presentato la propria strategia d\u2019intervento per la rivalorizzazione degli edifici dismessi ubicati nelle regioni periferiche. Secondo lo studio \u201cAree di attivit\u00e0 in Ticino\u201d pubblicato dall\u2019Accademia di architettura di Mendrisio nel 2016, gli edifici inattivi sarebbero poco di meno di duecento (187 per la precisione), di cui poco pi\u00f9 di un centinaio (114) in cattivo stato. Come annota il Governo, \u201cquesti edifici si concentrano principalmente nel Bellinzonese e valli (40% del totale, in particolare in Leventina e Riviera)\u201d. La strategia d\u2019intervento proposta dal Consiglio di Stato si fonda essenzialmente sulla concessione di sussidi (a fondo perso o tramite mutui senza interessi), che possono giungere fino al 50% dei costi di studio e di realizzazione per progetti di rivitalizzazione degli edifici.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-CH\">Tale strategia vuole rispondere alle sollecitazioni giunte dal parlamento (con l\u2019approvazione della mozione Pini nel 2016) e dalla popolazione delle regioni periferiche (ricordiamo in particolare la petizione \u201cPer il rilancio delle 3 valli e delle zone industriali dismesse salvaguardando i terreni agricoli del Ticino\u201d, con la quale viene richiesta la realizzazione di un piano di sviluppo industriale per l\u2019area della ex-Monteforno e di \u201cutilizzare per tutti i progetti futuri a livello cantonale prioritariamente le zone industriali gi\u00e0 esistenti\u201d). Gli interventi proposti rischiano per\u00f2 di essere largamente insufficienti ed inappropriati: interpellato dal settimanale Il Caff\u00e8 del 9 giugno 2019, l\u2019architetto e vice-presidente della Societ\u00e0 ticinese per l\u2019arte e la natura (Stan) Benedetto Antonini ha affermato che \u201ccon i sussidi non si va da nessuna parte, il Cantone dovrebbe invece seguire l\u2019esempio di Ginevra, diventare proprietario di questi immobili e gestirli secondo criteri di qualit\u00e0 e promozione economica\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-CH\">In effetti, la semplice erogazione di sussidi rischia da un lato di non essere affatto sufficiente ad attivare dei progetti di rivalorizzazione degli edifici dismessi, e dall\u2019altro di lasciare ancora troppa libert\u00e0 a progetti speculativi a basso valore aggiunto che non farebbero altro che impoverire ulteriormente il territorio senza dare alcuna prospettiva di sviluppo economico e sociale alle zone periferiche.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-CH\">L\u2019esempio di Ginevra mostra una via alternativa applicabile anche alla realt\u00e0 ticinese: grazie alle disposizioni previste dalla Legge generale sulle zone di sviluppo industriale (Loi g\u00e9n\u00e9rale sur les zones de d\u00e9veloppement industriel del 13 dicembre 1984, articoli 8 e 9), lo Stato ha diritto di procedere all\u2019esproprio dei terreni e degli edifici inutilizzati per pi\u00f9 di 5 anni. La gestione pubblica di questo patrimonio immobiliare (che a Ginevra concerne la met\u00e0 degli edifici legati alla manifattura) permetterebbe allo Stato di agire in prima persona come promotore di un rilancio industriale di queste propriet\u00e0, attirando imprese ad alto valore aggiunto e costruendo delle zone industriali coerenti e innovative.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-CH\">Per queste ragioni chiediamo al Consiglio di Stato:<\/p>\n<ul>\n<li class=\"western\" lang=\"it-CH\">di elaborare una modifica legislativa che dia allo Stato gli strumenti giuridici per espropriare ed amministrare gli edifici industriali dismessi, sulla base del modello ginevrino sopracitato, cos\u00ec da essere promotore in prima persona di un rilancio economico sostenibile sia socialmente sia ecologicamente.<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"western\" lang=\"it-CH\"><em><strong>Massimiliano Ay<\/strong> e <strong>Lea Ferrari<\/strong>, deputati del Partito Comunista<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il messaggio n. 7634 del 13 marzo scorso, il Consiglio di Stato ha presentato la propria strategia d\u2019intervento per la rivalorizzazione degli edifici dismessi ubicati nelle regioni periferiche. 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