{"id":2858,"date":"2019-08-24T23:17:28","date_gmt":"2019-08-24T21:17:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=2858"},"modified":"2019-08-24T23:18:21","modified_gmt":"2019-08-24T21:18:21","slug":"salviamo-gli-uffici-postali-e-ripristiniamo-la-regie-federale-della-posta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=2858","title":{"rendered":"Salviamo gli uffici postali e ripristiniamo la regie federale della Posta!"},"content":{"rendered":"<p>Sono tante le firme che negli ultimi anni sono state raccolte contro la chiusura di vari uffici postali. Sono tante anche le prese di posizioni dei Municipi e del Gran Consiglio ticinesi contro questo processo di smantellamento del servizio pubblico. Sono tante anche le campagne promosse dai sindacati e dal Partito Comunista. Eppure la politica federale ha finora letteralmente ignorato il tutto, lasciando che la direzione aziendale della Posta agisse in modo arrogante scordandosi che la propriet\u00e0 \u00e8 ancora della Confederazione.<\/p>\n<p>Nel 2010 gli uffici postali erano 1955, l\u2019anno prossimo ne rimarranno ancora 800. Il processo di liberalizzazione del mercato postale e delle telecomunicazioni &#8211; contrastata alla fine degli anni \u201990 solo dai comunisti dell\u2019allora Partito del Lavoro &#8211; ha prodotto questo: un pesante smantellamento del servizio pubblico e un controllo sempre minore dello Stato (cio\u00e8 della collettivit\u00e0) su aziende che operano in ambiti strategici dell\u2019economia nazionale. E certamente non ci facciamo ingannare dai servizi parziali offerti come \u201calternative\u201d: oltre ai posti di lavoro persi, si perde infatti una cultura della comunit\u00e0 e della prossimit\u00e0 alla cittadinanza che ha caratterizzato il nostro Paese.<\/p>\n<p>Il Partito Comunista invita quindi a firmare la <strong><a href=\"https:\/\/docs.wixstatic.com\/ugd\/745af2_9b103a2307aa4713b5d7d101425a05b9.pdf\">petizione<\/a><\/strong> lanciata dal sindacato di categoria <em>Syndicom<\/em> che chiede una moratoria sulla chiusura degli uffici postali finch\u00e9 il parlamento federale non affronter\u00e0 una revisione della legge sulla Posta. Nel contempo avvertiamo che questa misura \u00e8 solo un primo passo: senza ripristinare la regia federale della Posta e dunque ritornare a tematizzare la nazionalizzazione dei settori economici strategici da questo pantano fatto di desertificazione dei servizi soprattutto in periferia non se ne esce!<\/p>\n<p>E\u2019 urgente che si prenda coscienza di due questioni: anzitutto che l\u2019iniziativa cantonale depositata dal nostro deputato Massimiliano Ay per il ripristino della regia federale della Posta ancora pendente in Gran Consiglio va discussa al pi\u00f9 presto e inviata a Berna quanto prima! In secondo luogo il prossimo 20 ottobre occorre avere il coraggio di votare al Consiglio Nazionale la lista numero 12 (\u201cVerdi e Sinistra Alternativa\u201d) che propone esplicitamente il ripristino della regia federale della Posta e che rifiuta i processi di liberalizzazione economica imposti dall\u2019Unione Europea!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono tante le firme che negli ultimi anni sono state raccolte contro la chiusura di vari uffici postali. Sono tante anche le prese di posizioni dei Municipi e del Gran Consiglio ticinesi contro questo processo di smantellamento del servizio pubblico. Sono tante anche le campagne promosse dai sindacati e dal Partito Comunista. 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