{"id":2844,"date":"2019-08-19T18:20:27","date_gmt":"2019-08-19T16:20:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=2844"},"modified":"2019-08-19T18:26:13","modified_gmt":"2019-08-19T16:26:13","slug":"mercato-del-lavoro-il-ticino-sia-riconosciuto-come-un-cantone-a-statuto-speciale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=2844","title":{"rendered":"Mercato del lavoro in Ticino sempre pi\u00f9 precario: la Confederazione riconosca i problemi dei cantoni di frontiera."},"content":{"rendered":"<p>La grave situazione di degrado e precariet\u00e0 in cui versano le lavoratrici e i lavoratori in Ticino ha bisogno di essere fermata. Occorre agire urgentemente per fermare un fenomeno in costante peggioramento esigendo che il Ticino sia riconosciuto come un \u2018Cantone a statuto speciale\u2019. \u00c8 con questo scopo che i Verdi e Sinistra alternativa &#8211; con i rappresentanti in Gran Consiglio de i Verdi e del Partito Comunista &#8211; presentano un\u2019iniziativa parlamentare. Non solo, in caso di elezione di un rappresentante al Consiglio Nazionale, quale primo atto politico, verr\u00e0 chiesto un incontro urgente alla direzione della SECO per discutere della grave situazione in cui si trova il nostro mercato del lavoro. Ora si cambia!<\/p>\n<p>Le condizioni di lavoro per le salariate e i salariati ticinesi sono diventate talmente precarie rispetto al resto della Svizzera che stanno spingendo fasce sempre pi\u00f9 ampie della popolazione ai margini della societ\u00e0. Un fenomeno preoccupante che \u00e8 messo in luce non solo dai crescenti casi di denuncia (come l\u2019ultimo caso riguardante il cantiere AlpTransit, gestito da GCF e Gefer) ma anche dai dati statistici stessi. Il Ticino \u00e8 infatti la regione del Paese che presenta i livelli salariali pi\u00f9 bassi, del 14.4% inferiori rispetto la mediana nazionale, come rilevato dall\u2019Ufficio federale di statistica. In Ticino si registrano complessivamente solo il 4.1% dei posti di lavoro presenti in Svizzera, ma purtroppo ben il 9.9% di quelli a basso salario! Oltre a ci\u00f2, la percentuale di impieghi a basso salario si situa al 24.7%, il doppio rispetto alla media svizzera.<\/p>\n<p>Il Ticino presenta inoltre il maggior tasso di sottoccupazione. Secondo l\u2019Ustat, i sottoccupati registrati in Ticino nel 2015 erano ben 17&#8217;000: un fenomeno pericolosamente in crescita visto che il loro numero \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiato tra il 2004 ed il 2015. Al contempo, il lavoro interinale sta esplodendo: negli ultimi 13 anni il numero di interinali \u00e8 infatti salito da 2&#8217;312 persone a ben 10&#8217;062. Lo stesso discorso vale per il lavoro notificato, che dal 2005 al 2015 \u00e8 pi\u00f9 che triplicato. Oltretutto, il Ticino \u00e8 il cantone nel quale vengono registrati i maggiori abusi sui luoghi di lavoro, come confermato anche dalla stessa SECO: il 29% delle sanzioni per violazioni delle misure di accompagnamento emesse in tutta la Svizzera arriva proprio dal nostro cantone.<\/p>\n<p>Come se non bastasse, il Ticino si distingue anche per altri tristi e pi\u00f9 che preoccupanti dati. Il tasso di povert\u00e0 \u00e8 oramai al 15.7% e, come rileva uno studio recentemente pubblicato dall\u2019Ustat, siamo il Cantone pi\u00f9 in sofferenza. Il discorso si fa ancora pi\u00f9 critico per quanto riguarda il tasso di rischio di povert\u00e0: se a livello nazionale si attesta al 17.3%, in Ticino siamo oramai oltre il 31% (dati relativi al 2016).<\/p>\n<p>Il quadro della situazione \u00e8 allarmante. Le cause sono essenzialmente riconducibili a decenni di politiche liberiste \u2014 che hanno destrutturato il nostro mercato del lavoro; all\u2019assenza di vincoli legali e contrattuali a favore dei lavoratori e delle lavoratrici; alla pressione esercitata dalle migliaia di persone che nelle vicine regioni italiane sono rimaste senza lavoro; e alle insensate politiche padronali che mettono in concorrenza i salariati e le salariate, portando nel complesso a un grave peggioramento delle condizioni di lavoro nella nostra regione. Il Ticino ormai \u00e8 una specie di zona franca nel panorama nazionale dove vigono condizioni di impiego per nulla dignitose e al contempo sconosciute al resto del Paese.<\/p>\n<p>Bisogna agire in fretta, dato che la classe politica appare incapace di tutelare gli interessi della popolazione (quelli dell\u2019economia sono ben pi\u00f9 redditizi): basti pensare che, a quasi quattro anni dall&#8217;approvazione dell\u2019iniziativa del salario minimo legale, questa non \u00e8 ancora stata concretizzata. Verdi e Sinistra alternativa non stanno a guardare: in tal senso, i rappresentanti de i Verdi del Ticino (Nicola Schoenenberger, Samantha Bourgoin, Marco Noi, Claudia Crivelli Barella, Andrea Stephani e Cristina Gardenghi) e del Partito Comunista (Massimiliano Ay e Lea Ferrari) hanno presentato un\u2019<a href=\"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=2841\">iniziativa parlamentare<\/a> affinch\u00e9 il Ticino sia finalmente riconosciuto al pi\u00f9 presto come una regione a statuto speciale, nella quale siano realizzate delle contromisure che permettono di contrastare il progressivo degrado delle condizioni di vita e di lavoro della popolazione residente. 10 anni fa la proposta dei Verdi di attribuire al Ticino uno statuto speciale fu approvata dal Gran Consiglio ma purtroppo bocciata dalle camere federali nel 2015. Visto il continuo peggioramento del mercato del lavoro \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 che mai necessaria. In aggiunta, in caso di elezione di una o di un loro rappresentante alle prossime elezioni per il Parlamento federale, quale primo atto politico della lista \u201cVerdi e Sinistra alternativa\u201d verr\u00e0 chiesto un incontro urgente alla direzione della SECO. Ora si cambia!<\/p>\n<ul>\n<li>Forum Alternativo<\/li>\n<li>Verdi del Ticino<\/li>\n<li>Partito Comunista<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La grave situazione di degrado e precariet\u00e0 in cui versano le lavoratrici e i lavoratori in Ticino ha bisogno di essere fermata. 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