{"id":2654,"date":"2019-06-27T19:19:14","date_gmt":"2019-06-27T17:19:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=2654"},"modified":"2019-06-27T19:19:14","modified_gmt":"2019-06-27T17:19:14","slug":"interveniamo-per-garantire-borse-di-studio-piu-eque","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=2654","title":{"rendered":"Interveniamo per garantire borse di studio pi\u00f9 eque!"},"content":{"rendered":"<p><em>Nel corso dell\u2019ultima seduta di Gran Consiglio, il Parlamento si \u00e8 espresso riguardo alle proposte contenute in una petizione del <a href=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Petizione-al-GC-Borse-di-studio.pdf\">Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti<\/a>, che richiedeva un rafforzamento delle borse di studio, e al rispettivo <a href=\"https:\/\/www4.ti.ch\/fileadmin\/POTERI\/GC\/allegati\/rapporti\/23629_7602R.pdf\">rapporto di maggioranza<\/a> della Commissione Formazione e Cultura, la quale ha proposto di aumentare il tetto massimo delle borse di studio da 16&#8217;000 a 20&#8217;000 franchi, ma anche di aumentare il frazionamento delle borse di studio al master in prestiti fino a un minimo di 25%. Durante il dibattito \u00e8 intervenuto anche il deputato del Partito Comunista <strong>Massimiliano Ay<\/strong>, che ha ribadito l\u2019importanza del diritto allo studio, il quale deve essere garantito a tutti, senza distinzioni legate all\u2019origine sociale dello studente. Il Partito Comunista si \u00e8 infatti espresso favorevole alla prima proposta contenuta nel rapporto, ma contrario alla seconda misura, la quale va a pesare soltanto sulle spalle degli studenti provenienti dal ceto medio-basso e promuove l\u2019indebitamento giovanile. Ecco qui di seguito il discorso integrale del deputato comunista Massimiliano Ay.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>Presidente, Consigliere di Stato, Colleghe e Colleghi,<\/p>\n<p>Intervenendo nell\u2019ambito della discussione del Preventivo 2018 avevo affermato che di fronte ad una situazione finanziaria non pi\u00f9 critica come negli anni passati (quantomeno stando a quello che la maggioranza di questo parlamento e il governo insisteva nel voler far credere con la politica delle \u201ccasse vuote\u201d) sarebbe stato il caso di rafforzare il sostegno finanziario al diritto allo studio, riferendomi alla Legge sugli aiuti allo studio su cui in passato si \u00e8 risparmiato in maniera inopportuna. E sempre in quell\u2019occasione avevo ribadito la posizione del Partito Comunista volta ad abrogare la conversione delle borse di studio in prestiti, una scelta che avrebbe garantito una mobilit\u00e0 sociale maggiore.<br \/>\nSe il Consiglio di Stato prima delle elezioni \u00e8 andato nella giusta direzione dando seguito almeno parzialmente a quanto rivendicato con la petizione lanciata oltre un anno fa dal Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) e cio\u00e8 perlomeno aumentando da 16\u2019000 a 18\u2019000 franchi il tetto massimo per gli aiuti allo studio e riducendo da un terzo a un decimo la quota di borsa da restituire allo Stato dopo un master, ora dobbiamo prendere atto che la Commissione si muove con la solita ambiguit\u00e0, dove accanto a una condivisibile decisione relativa all\u2019estensione di tale aumento fino a 20\u2019000 franchi annui, si peggiora un altro aspetto, che non \u00e8 affatto secondario.<br \/>\nIniziamo col dire che siamo soddisfatti dell\u2019aumento a 20\u2019000 franchi, ma forse vale anche la pena ricordare che, non secondo il Partito Comunista, ma secondo l\u2019Ufficio federale di statistica, il fabbisogno annuo di uno studente \u00e8 di 25\u2019000 franchi, quindi siamo comunque ancora al di sotto di questa cifra.<br \/>\nNettamente contrari siamo invece all\u2019aumento della quota di restituzione dei contributi ottenuti per un master, che sfiducia lo stesso governo cantonale, il quale vista la stabilit\u00e0 dei conti, aveva appunto deciso nell\u2019aprile 2018 di andare per una volta in senso inverso.<br \/>\nLa maggioranza borghese spinge insomma come sempre a identificare come privilegi quelli che invece sono diritti, giocando su termini quali \u201cvantaggio personale\u201d e facendo credere che, a chi beneficia di una borsa di studio, vada richiesta \u201cuna responsabilizzazione del prosieguo degli studi\u201d. Responsabilizzazione che invece non va evidentemente richiesta a chi di soldi ne ha a sufficienza.<br \/>\nLa Costituzione del nostro Paese sancisce il diritto allo studio, ma il diritto allo studio non esiste, come non esiste l\u2019uguaglianza di possibilit\u00e0, se lo Stato non interviene per sopperire alle iniquit\u00e0 cui molta parte della popolazione \u00e8 confrontata nella nostra societ\u00e0. Questo, si badi bene, non \u00e8 un principio comunista, era un principio dei primi liberali-radicali di questo Cantone.<br \/>\nDice bene il SISA quando spiega nella sua recente presa di posizione che \u201cal di l\u00e0 del fatto che gli studenti che richiedono una borsa non cercano regali da parte dello Stato ma semplicemente di far valere un proprio diritto\u201d: la maggioranza dei commissari per contro non tiene conto del fatto che \u201cnon \u00e8 per nulla scontato trovare un\u2019occupazione stabile al termine degli studi universitari (specialmente in Ticino): il precariato e la disoccupazione sono tutt\u2019altro che sconosciuti per i laureati ticinesi, che infatti sono sempre pi\u00f9 spinti ad abbandonare la Svizzera italiana per cercare fortuna altrove. Vi \u00e8 d\u2019altra parte una crudele ironia in questa decisione: lo Stato spende decine (se non centinaia) di migliaia di franchi in campagne contro l\u2019indebitamento giovanile, ma poi costringe egli stesso gli studenti universitari ad entrare sul mercato del lavoro con varie migliaia di franchi di debito sulle spalle\u201d. Per il Partito Comunista non siamo solo di fronte al tentativo di creare un deterrente agli studi per le classi sociali medio basse, si tratta anche di indebitare per decine di migliaia di franchi degli studenti, i quali dal terzo anno di rimborso su sette previsti devono pure pagare gli interessi sull\u2019importo ancora scoperto. Un\u2019ipoteca sulla propria vita, che deve anche fare i conti con un mercato del lavoro come detto sempre pi\u00f9 ostile e precario.<br \/>\nSecondo il rapporto, nel prossimo anno scolastico la quota di prestito obbligatorio aumenterebbe dal 10% al 25% della borsa di studio totale. Rispetto all\u2019anno scolastico in corso, come indicato dalla VPOD, il peggioramento riguarda circa 500 studenti master. In un mondo del lavoro che richiede sempre maggior specializzazione per completare la formazione perch\u00e9 la vecchia laurea quadriennale \u00e8 oggi equiparata all\u2019intero ciclo di bachelor e \u2013 e non o &#8211; di master la scelta di colpire gli studenti \u00e8 controproducente non solo dal punto di vista sociale, ma pure da quello economico!<br \/>\nMi si permetta infine un cenno alla fastidiosa retorica moralista sulla \u201cbuona abitudine di svolgere qualche lavoretto a fianco del tempo trascorso sui banchi\u201d: ma quale buona abitudine? Si deve parlare di necessit\u00e0, perch\u00e9 altrimenti non si arriva a fine mese! A dover praticare questa buona abitudine sono solo gli studenti che non hanno sufficienti disponibilit\u00e0 finanziarie e provengono da famiglie di origine sociale pi\u00f9 debole, questo \u00e8 un modo retoricamente bello per legittimare e giustificare l\u2019enorme disparit\u00e0 di classe che continuare ad attraversare questo paese e che non si vuole affrontare sul serio, neanche quando i soldi ci sono! C\u2019\u00e8 chi si pu\u00f2 dedicare solo agli studi e chi no, chi deve pensare al proprio sostentamento, a far quadrare i conti e magari anche preoccuparsi del proprio indebitamento con lo Stato al termine dell\u2019universit\u00e0 con conseguenze anche sui risultati scolastici. La si finisca con il riempirsi la bocca di proclami sull\u2019utilit\u00e0 dell\u2019istruzione durante la campagna elettorale, se poi ogni volta che si potrebbe fare qualcosa \u2013 qualcosina! \u2013 per la democratizzazione degli studi si tira il freno a mano.<br \/>\nAvete visto che come Partito Comunista \u2013 ma non siamo gli unici \u2013 abbiamo presentato un emendamento nell\u2019ottica di correggere il tiro su questo aspetto e permettere a questo Gran Consiglio di votare una riforma della Legge sugli aiuti allo studio che possa renderci orgogliosi di aver reso il nostro Cantone pi\u00f9 equo e pi\u00f9 solidale per le nuove generazioni che vogliono impegnarsi in ambito formativo. Sull\u2019emendamento mi riservo il diritto di presentarlo in seguito.<br \/>\nGrazie per l\u2019attenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso dell\u2019ultima seduta di Gran Consiglio, il Parlamento si \u00e8 espresso riguardo alle proposte contenute in una petizione del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti, che richiedeva un rafforzamento delle borse di studio, e al rispettivo rapporto di maggioranza della Commissione Formazione e Cultura, la quale ha proposto di aumentare il tetto massimo delle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2657,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"footnotes":""},"categories":[47,5],"tags":[],"class_list":{"0":"post-2654","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-video","5":"has-post-thumbnail","7":"category-interventi-in-aula","8":"category-istituzioni","9":"post_format-post-format-video"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2654","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2654"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2654\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2656,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2654\/revisions\/2656"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2657"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}