{"id":2537,"date":"2019-05-16T17:01:38","date_gmt":"2019-05-16T15:01:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=2537"},"modified":"2019-05-16T17:01:38","modified_gmt":"2019-05-16T15:01:38","slug":"salario-minimo-basta-prendere-in-giro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=2537","title":{"rendered":"Salario minimo, basta prendere in giro!"},"content":{"rendered":"<div id=\"cc-m-11570179597\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>La presa di posizione di AITI \u2013 attraverso il suo presidente Fabio Regazzi \u2013 tesa a ulteriormente ritardare l&#8217;introduzione del salario minimo legale in Ticino \u00e8 semplicemente sconcertante.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"cc-m-11570187297\" class=\"j-module n j-text \">\n<p>In un mercato del lavoro contrassegnato da una brutale messa in concorrenza dei lavoratori e da abusi dilaganti l&#8217;introduzione di un salario minimo legale finalizzato a contrastare il dumping e la pressione sui salari dovrebbe rappresentare una delle assolute priorit\u00e0 della classe politica.<\/p>\n<p>Il dibattito sul salario minimo sta assumendo contorni oggettivamente indecorosi. Sono oramai passati 6 anni dal lancio dell&#8217;iniziativa, 4 dalla sua approvazione in votazione popolare, 2 dalla pubblicazione della sentenza del Tribunale federale che conferma che il salario minimo \u00e8 compatibile con il quadro legale, e nulla si muove.<\/p>\n<p>Dopo che il Governo ha presentato una proposta di salario minimo attorno ai 3&#8217;000 franchi mensili \u2013 addirittura inferiore ai livelli delle prestazioni sociali, che svilisce il valore del lavoro e creerebbe una sorta di dumping di Stato \u2013 i nostri politicanti si sono rifiutati di portare la proposta all&#8217;attenzione del Parlamento. Questi personaggi non hanno nemmeno il coraggio delle proprie azioni. Malgrado una solida maggioranza difenda la proposta del Governo, nessuno ha ritenuto opportuno discuterne nel periodo elettorale. E probabilmente il tutto verr\u00e0 ritardato ancora a dopo le Elezioni Federali di ottobre. E intanto migliaia di persone stentano ad arrivare alla fine del mese e devono ricorrere agli aiuti sociali.<\/p>\n<p>Mentre la maggioranza della classe politica mette la testa sotto la sabbia, l&#8217;Associazione degli industriali, presieduta dal Consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi, fa addirittura peggio chiedendo ulteriori accertamenti e approfondimenti alla Commissione della Gestione del nostro Parlamento. Lo scopo della missiva degli industriali \u00e8 chiaro: gettare fumo negli occhi delle persone, istillare il dubbio che il salario minimo nuocerebbe alle lavoratrici e ai lavoratori e ritardarne ulteriormente la sua introduzione.<\/p>\n<p>Una situazione davvero triste, che si commenta da sola e che ben evidenzia come politici e padroni siano interessati a difendere i loro interessi di bottega (ma chiamiamoli pure interessi di classe!) piuttosto che risolvere le problematiche delle persone che vengono spinte sempre pi\u00f9 ai margini della nostra societ\u00e0. E intanto il nostro mercato del lavoro si \u00e8 trasformato in una giungla, nella quale dilagano abusi sempre pi\u00f9 gravi, il dumping galoppa e i nostri giovani sono costretti ad emigrare Oltralpe per trovare uno sbocco professionale.<\/p>\n<p>Il tempo delle chiacchiere \u00e8 terminato. C&#8217;\u00e8 bisogno di un deciso cambio di passo, c&#8217;\u00e8 bisogno di una sinistra e di un&#8217;opposizione forte che faccia crescere il seme della solidariet\u00e0 e della giustizia sociale e che fronteggi a muso duro questi politicanti e questi rappresentanti del padronato che ci stanno portando alla deriva.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La presa di posizione di AITI \u2013 attraverso il suo presidente Fabio Regazzi \u2013 tesa a ulteriormente ritardare l&#8217;introduzione del salario minimo legale in Ticino \u00e8 semplicemente sconcertante. 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