{"id":1886,"date":"2018-09-08T23:57:01","date_gmt":"2018-09-08T21:57:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=1886"},"modified":"2018-09-23T14:45:47","modified_gmt":"2018-09-23T12:45:47","slug":"la-scuola-che-verra-seppur-timidi-i-passi-avanti-vanno-valorizzati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=1886","title":{"rendered":"\u201cLa scuola che verr\u00e0\u201d: seppur timidi, i passi avanti vanno valorizzati!"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il prossimo 23 settembre siamo chiamati alle urne per decidere se sperimentare la riforma \u201cLa scuola che verr\u00e0\u201d. <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Il primo elemento da chiarire \u00e8 che non votiamo la riforma in s\u00e9, ma semplicemente una sperimentazione della stessa limitata nel tempo e nei numeri di sedi coinvolte. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il Partito Comunista aveva partecipato alla consultazione promossa dal governo esprimendo numerose criticit\u00e0 (<em><strong><a href=\"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=374\">leggi<\/a><\/strong><\/em>), tanto che \u2013 al momento del voto in parlamento \u2013 il nostro deputato, prendendo la parola in aula, si era astenuto: pur non volendo infatti bloccare una sperimentazione che prevede anche dei passi avanti per la scuola dell\u2019obbligo, \u00e8 fuori di dubbio che siamo di fronte a una riforma che delude le aspettative dei comunisti, da anni molto vicini al movimento studentesco.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel 2006, quando si inizi\u00f2 a discutere di \u201carmonizzazione\u201d dei sistema scolastici cantonali e poi del concordato HarmoS, il Partito Comunista (allora chiamato Partito del Lavoro) si oppose fermamente a quello che esso comportava: standard formativi e portfolio di competenze. Tutti concetti che hanno poi spalancato le porte a una corrente pedagogica che mira alla destrutturazione dei saperi e in cui l\u2019individuo assume non una capacit\u00e0 di pensiero critico e umanista, ma esclusivamente competenze metodologiche quali l\u2019interazione non conflittuale con le gerarchie, l\u2019uso passivo della tecnologia, ecc. Si tratta di un modello educativo che abbiamo importato dagli Stati Uniti e che rende la scuola un ingranaggio del sistema economico. \u201cLa scuola che verr\u00e0\u201d eredita queste scelte dettate dai partiti borghesi una decina di anni fa. Ci si poteva attendere una correzione di linea che, per\u00f2, l\u2019attuale Direzione del DECS non ha avuto il coraggio di osare.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Ribadito tutto ci\u00f2, va per\u00f2 riconosciuto che il 23 settembre NON si voter\u00e0 su questi principi: l\u2019approccio per competenze da noi costantemente criticato in Gran Consiglio attraverso interventi in aula e attraverso una interrogazione ancora pendente, risulta ancorato (e non da ieri!) nei Piani di studio. Sar\u00e0 semmai in quell\u2019ambito che occorrer\u00e0 costruire una resistenza da parte degli insegnanti e degli studenti e in relazione a ci\u00f2 invitiamo il DECS a subito aprire una vera collaborazione con il Forum delle Associazione Magistrali e Studentesche.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il 23 settembre per\u00f2 votiamo un\u2019altra cosa, e cio\u00e8 una sperimentazione che porta con s\u00e9 aspetti interessanti e condivisibili anche dal nostro punto di vista:<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>1. <\/b><\/i>L\u2019ammissione da parte del DECS del fallimento della politica dei livelli \u00e8 da salutare: da decenni il Partito Comunista afferma che le differenziazioni strutturali rappresentano solo una selezione degli allievi basata non su impegno o presunte attitudini, ma sull\u2019origine sociale e famigliare dei ragazzi. Una discriminazione classista intollerabile che, con questa riforma, viene finalmente superata.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>2. <\/b><\/i>La riforma aumenter\u00e0 l\u2019organico di insegnanti a disposizione degli studenti attraverso la co-docenza e rafforzer\u00e0 il servizio di sostegno pedagogico: sarebbe opportuno un aumento maggiore attraverso l\u2019estensione della figura del docente d\u2019appoggio, ma si tratta comunque di un miglioramento che va riconosciuto. Lo stesso dicasi per la generalizzazione degli insegnanti di educazione fisica, educazione visiva ed educazione musicale nelle scuole comunali.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>3. <\/b><\/i>L\u2019introduzione di nuove forme didattiche che permettono non solo modalit\u00e0 di apprendimento partecipativo ma che finalmente vanno \u2013 anche se solo parzialmente e timidamente \u2013 a diminuire il numero di allievi per insegnante \u00e8 un passo avanti che merita di essere implementato. Vi saranno laboratori, atelier, settimane progetto e ore di classe: si tratta di aspetti utili per la crescita dei ragazzi e sono sempre stati parte delle rivendicazioni del movimento studentesco, dei comunisti e di chi vede la scuola non come una fabbrica di nozioni ma come il luogo privilegiato del confronto critico, dialettico e comunitario.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>4. <\/b><\/i>Il Partito Comunista, in fase consultiva, aveva criticato la confusione nella griglia oraria e una eccessiva parcellizzazione della didattica che avrebbe corroborato la difficolt\u00e0 per gli allievi di vedere un nesso di continuit\u00e0 nella propria crescita intellettuale. Il DECS ha escluso dalla sperimentazione la problematica suddivisione in blocchi del calendario scolastico. Dal punto di vista della valutazione sparisce dalla sperimentazione anche la cartella dell\u2019allievo alle Scuole Medie, quella che per noi era una forma di \u201cschedatura\u201d che sarebbe finita nelle mani dei futuri datori di lavoro. Anche qui, quindi, ci possiamo ritenere moderatamente soddisfatti.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>5. <\/b><\/i>Le Unit\u00e0 Amministrative Autonome (UAA) in ambito scolastico sul piano delle risorse e della gestione del personale sono state escluse dal progetto, cos\u00ec come richiesto durante la consultazione anche dal nostro Partito. Esse avrebbero portato con s\u00e9 una progressiva aziendalizzazione dell\u2019educazione e a differenze fra sedi scolastiche. Il DECS ha fatto quindi un passo indietro che riconosciamo.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Bench\u00e9 dunque il Partito Comunista abbia espresso perplessit\u00e0 e critiche alla riforma, occorre chiarire che i promotori del referendum contro \u201cLa scuola che verr\u00e0\u201d non ci rappresentano! Sono persone che hanno sempre votato i tagli alla scuola pubblica, che si oppongono all\u2019aumento delle borse di studio, che sono legate alle scuole private (confessionali) e che auspicano una commistione ancora maggiore fra padronato e scuola pubblica. Se vinceranno loro vi \u00e8 il rischio che i partiti borghesi di centro (adesso disponibili a sperimentare la riforma del ministro Manuele Bertoli) si sposteranno verso destra favorendo una controriforma chiaramente neo-liberale dell\u2019educazione ticinese.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Lo ripetiamo: questo progetto delude le nostre aspettative! Ci si poteva attendere di pi\u00f9 e tuttavia occorre, in questa fase particolare, valorizzare i passi avanti che \u201cLa scuola che verr\u00e0\u201d propone a livello finanziario, di potenziamento pedagogico e di superamento dei livelli. Bench\u00e9 vi siano gruppi della sinistra massimalista fuori dalla realt\u00e0 che arrivano pomposamente a descrivere \u201cLa scuola che verr\u00e0\u201d come \u201cuna riforma regressiva\u201d e addirittura \u201cdi destra\u201d, essa non lo \u00e8: il Partito Comunista invita quindi a votare S\u00ec alla sperimentazione il prossimo 23 settembre.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">[pdf-embedder url=&#8221;https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/sperimentazione_scuolacheverra_pc.pdf&#8221;]<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Di seguito l&#8217;interessante posizione del Sindacato studentesco SISA:<\/strong><\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"JsltysfqKE\"><p><a href=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/una-sperimentazione-insidiosa-ma-da-sostenere\/\">Una sperimentazione insidiosa, ma da sostenere<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" src=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/una-sperimentazione-insidiosa-ma-da-sostenere\/embed\/#?secret=JsltysfqKE\" data-secret=\"JsltysfqKE\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Una sperimentazione insidiosa, ma da sostenere&#8221; &#8212; SISA - Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il prossimo 23 settembre siamo chiamati alle urne per decidere se sperimentare la riforma \u201cLa scuola che verr\u00e0\u201d. 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