{"id":1133,"date":"2016-05-18T18:37:28","date_gmt":"2016-05-18T16:37:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=1133"},"modified":"2018-01-23T18:42:34","modified_gmt":"2018-01-23T17:42:34","slug":"per-lacquisizione-del-riconoscimento-fair-trade-town","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=1133","title":{"rendered":"Per l\u2019acquisizione del riconoscimento Fair Trade Town"},"content":{"rendered":"<p>La presente mozione nasce dal proposito di spingere il nostro Comune ad abbracciare i principi del commercio equo, nell\u2019ottica di compiere un passo a favore della cooperazione internazionale. Il commercio equo mira a una crescita sana delle aziende dei paesi pi\u00f9 sviluppati e a garantire un trattamento rispettoso dei produttori in quelli in via di sviluppo. Diversamente dalle imprese convenzionali attive nell\u2019emisfero sud, le quali, orientandosi verso una massimizzazione del profitto, tendono a non fornire mezzi di sussistenza dignitosi alla manodopera e a escludere i piccoli produttori dal mercato, il commercio equo promuove un approccio che pone al centro la solidariet\u00e0 e uno sviluppo sostenibile. Fra gli elementi qualificanti dello stesso possiamo infatti annoverare:<\/p>\n<p>\u2022 delle relazioni commerciali stabili, durevoli e basate sul partenariato, che concedono ai produttori del sud un accesso equo al mercato mondiale;<br \/>\n\u2022 dei prezzi equi e trasparenti, che assicurano la sopravvivenza economica dei produttori e dei piccoli coltivatori;<br \/>\n\u2022 dei salari dignitosi, che soddisfano i bisogni fondamentali e rispettano la convenzione dell\u2019OIL contro il lavoro forzato, la discriminazione, il lavoro infantile, ecc.;<br \/>\n\u2022 una produzione sociale, nel rispetto dell\u2019ambiente e con alti standard qualitativi, che risponde ai bisogni dei consumatori dei paesi importatori;<br \/>\n\u2022 dei controlli regolari, in tutte le fasi di produzione, che garantiscono ai consumatori il rispetto dei principi del commercio equo.<\/p>\n<p>L\u2019impegno per il commercio equo veniva prevalentemente lasciato ai singoli, ma da circa tre anni si \u00e8 venuta a creare un\u2019importante iniziativa chiamata Fair Trade Town (http:\/\/www.fairtradetown.ch\/it). Fair Trade Town \u00e8 una campagna internazionale che, rivolgendosi a imprese, istituzioni e in modo particolare citt\u00e0, \u00e8 impegnata nella promozione del commercio equo. In Svizzera la campagna \u00e8 condotta da Swiss Fair Trade, associazione mantello delle organizzazioni svizzere del commercio equo, e si prefigge di assegnare entro il 2018 il riconoscimento Fair Trade Town a 55 Comuni svizzeri. Nel merito rileviamo che proprio di recente Glarona Nord \u00e8 diventata la prima \u2018\u2019citt\u00e0 svizzera del commercio equo\u2019\u2019, mentre che nel Comune di Capriasca \u00e8 gi\u00e0 stata accolta nel 2015 una mozione analoga alla presente. Le amministrazioni comunali, una volta soddisfatti determinati criteri, possono infatti fare domanda per acquisire tale riconoscimento. Ad oggi sono oltre mille le localit\u00e0 che ne vantano il possesso, e che riempiono pertanto i seguenti requisiti:<\/p>\n<p>\u2022 iI Comune s&#8217;impegna a offrire prodotti del commercio equo all&#8217;interno della sua struttura amministrativa;<br \/>\n\u2022 un gruppo di lavoro coordina l&#8217;impegno a favore dei prodotti del commercio equo;<br \/>\n\u2022 commercianti e ristoratori partecipano alla promozione di tali prodotti, tenuto conto delle rispettive possibilit\u00e0;<br \/>\n\u2022 istituzioni e aziende con sede nel Comune dispongono, quando possibile, di prodotti del commercio equo;<br \/>\n\u2022 la cittadinanza ha la possibilit\u00e0 di informarsi sul commercio equo e su quanto il Comune fa per promuoverlo.<br \/>\nVale la pena evidenziare che il conseguimento dei precedenti punti non va concepito come un ostacolo per la realt\u00e0 cittadina, bens\u00ec come un\u2019opportunit\u00e0 che pu\u00f2 essere concertata, in maniera graduale ed equilibrata, con i diversi attori che ne sono coinvolti. Non a caso, alla campagna hanno avuto modo di aderire anche grandi metropoli come Roma, Londra, Vienna e Copenhagen.<\/p>\n<p>Per quanto concerne la partecipazione di un Comune all\u2019iniziativa, la procedura prevede almeno una decisione ufficiale sulla domanda del riconoscimento e l\u2019istituzione di un gruppo di lavoro che coordini le attivit\u00e0 necessarie per ottenerlo. Sussiste inoltre la possibilit\u00e0 di stanziare un contributo annuale a favore della campagna, che verrebbe stabilito in base al numero di abitanti: 400.- fino ai 1000; 900.- dai 1000 ai 5000; 1400.- dai 5000 ai 10&#8217;000; 1900.- dai 10\u2019000 ai 50&#8217;000; 2500.- oltre i 50\u2019000. Cos\u00ec facendo il Comune beneficerebbe di un supporto per questioni concernenti la campagna, ribadendo concretamente il suo sostegno alla stessa.<\/p>\n<p>In considerazione di quanto sopra si chiede al Consiglio comunale di risolvere:<br \/>\n1. La mozione \u00e8 accolta.<br \/>\n2. Il Comune di Lugano dispone di voler acquisire il riconoscimento Fair Trade Town.<br \/>\n3. Viene istituito un gruppo di lavoro incaricato di coordinare l\u2019acquisizione di detto riconoscimento.<br \/>\n4. A riconoscimento avvenuto \u00e8 concesso un contributo annuale di Fr. 2&#8217;500.&#8211; a favore della campagna Fair Trade Town.<br \/>\n5. Il Municipio \u00e8 incaricato del seguito della procedura.<\/p>\n<p>Con ogni ossequio.<\/p>\n<p><strong>Demis Fumasoli<\/strong>, PC<br \/>\nAntonio Bassi<br \/>\nSara Beretta Piccoli<br \/>\nSimona Buri<br \/>\nAndrea Censi<br \/>\nJacques Ducry<br \/>\nMorena Ferrari Gamba<br \/>\nMelitta Jalkanen<br \/>\nMarco Jermini<br \/>\nMichele Malfanti<br \/>\nNina Pusterla<br \/>\nCarlo Zoppi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La presente mozione nasce dal proposito di spingere il nostro Comune ad abbracciare i principi del commercio equo, nell\u2019ottica di compiere un passo a favore della cooperazione internazionale. 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