{"id":1043,"date":"2016-05-18T08:30:11","date_gmt":"2016-05-18T06:30:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=1043"},"modified":"2018-01-10T02:43:47","modified_gmt":"2018-01-10T01:43:47","slug":"non-e-tutto-oro-quel-che-luccica-nessuna-illusione-sul-reddito-di-base-incondizionato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/?p=1043","title":{"rendered":"Non \u00e8 tutto oro quel che luccica: nessuna illusione sul reddito di base incondizionato!"},"content":{"rendered":"<p>Il Partito Comunista \u2013 nel solco del socialismo scientifico \u2013 sostiene il diritto da parte di tutti gli esseri umani ad una soddisfazione dei bisogni allargata, in correlazione allo sviluppo progressivo delle capacit\u00e0 produttive della societ\u00e0. Va da s\u00e9 che, nell&#8217;attuale fase storica, caratterizzata da un&#8217;impennata nella produttivit\u00e0 del lavoro sociale, obiettivo primario e ineludibile di una democrazia economica dovrebbe essere quello di consentire a tutti i suoi cittadini un livello di vita ben al di sopra della pura sussistenza. E\u2019 con quest\u2019ottica che il Partito Comunista ha voluto analizzare a fondo l\u2019iniziativa per un Reddito di Base Incondizionato (<a href=\"https:\/\/www.admin.ch\/gov\/it\/pagina-iniziale\/documentazione\/votazioni\/20160605\/iniziativa-popolare-per-un-reddito-di-base-incondizionato.html\">RBI<\/a>) che si voter\u00e0 il 5 giugno 2016.<\/p>\n<p>E\u2019 stata una discussione molto ampia che ha occupato due sedute del nostro Comitato, altrettante riunioni di uno specifico gruppo di lavoro interno al Partito e abbiamo ascoltato anche accademici esperti in economia e sociologia di posizioni diverse. L\u2019indicazione finale \u2013 contraria all\u2019iniziativa \u2013 \u00e8 stata presa a maggioranza, a dimostrazione della complessit\u00e0 del tema e delle sfaccettature che esso dispone. Responsabilmente il Partito Comunista ritiene la proposta non sufficientemente elaborata per essere approvata e, nel contempo, non vuole creare illusioni: per ridistribuire la ricchezza e impedire le misure di austerit\u00e0 non si possono attendere ricette miracolose calate dall\u2019alto, ma organizzarsi dal basso nei sindacati e nei partiti e lottare sui posti di lavoro, di studio e nella societ\u00e0 per conquistare maggiori diritti sociali.<\/p>\n<p>All\u2019iniziativa per l\u2019introduzione di un RBI si riconosce il tentativo di rispondere ai cambiamenti socioeconomici in atto: una tendenziale automazione della produzione, la riduzione dei posti di lavoro, il passaggio a un modello familiare pi\u00f9 fluido e l\u2019allungamento della speranza di vita che potrebbero compromettere le assicurazioni sociali gi\u00e0 sotto minaccia oggi dai continui attacchi neo-liberisti. Il RBI ha anche il pregio di valorizzare quelle attivit\u00e0 non salariate che oggi non vengono considerate dei \u201clavori\u201d (casalinghe, ecc.) malgrado l\u2019importanza che rivestono nella vita sociale.<\/p>\n<p>D\u2019altrocanto nella discussione sono emersi non pochi aspetti critici: l\u2019iniziativa \u00e8 formulata in maniera estremamente vaga, il che lascia spalancata la porta a coloro \u2013 e sono la maggioranza negli attuali rapporti di forza politici del nostro Paese \u2013 che sfrutterebbero il RBI per dare il colpo di grazia alle assicurazioni sociali.<\/p>\n<p>Nel caso di una sostituibilit\u00e0 dell\u2019erogazione dei servizi sociali, il rischio concreto \u00e8 di ulteriormente favorire un approccio individualista nella societ\u00e0 a scapito delle istanze di solidariet\u00e0 collettiva, frutto peraltro di mezzo secolo di perseveranza del movimento operaio organizzato. L\u2019atomizzazione della societ\u00e0, gi\u00e0 oggi in atto per dividere i salariati e destrutturare i sindacati, diverrebbe di fatto irreversibile: \u00e8 evidentemente una prospettiva che ci ostiniamo a voler contrastare.<\/p>\n<p>Una delle proposte per finanziare il RBI proveniente dagli stessi iniziativisti (e che avrebbe chance di essere approvata dalla maggioranza del parlamento) consiste nell\u2019aumento dell\u2019IVA, la tassa pi\u00f9 anti-sociale esistente nel Paese, la quale a nostro avviso andrebbe invece abolita!<\/p>\n<p>I comunisti potrebbero accettare un&#8217;ipotesi di RBI in questa fase storica unicamente come complemento alle attuali garanzie fornite dal welfare state, aspetto che tuttavia non \u00e8 affatto assicurato dall\u2019iniziativa e che necessiterebbe peraltro di tappe intermedie, anche perch\u00e9 il RBI potrebbe determinare fenomeni inflattivi e un ancoraggio negativo dei salari (dumping). L\u2019unica possibilit\u00e0 accettabile \u2013 e tuttavia assolutamente remota nello stato presente delle cose \u2013 per finanziare il RBI sarebbe di introdurre la \u201cTassa dei milionari\u201d, cio\u00e8 un\u2019imposta patrimoniale che colpisca i multi-milionari, oppure la Tobin Tax per tassare le transazioni finanziarie: spostare in pratica il carico fiscale dal lavoro verso il capitale.<\/p>\n<p>Infine alla maggioranza del Partito Comunista \u00e8 parso che fra i fautori del RBI vi sia una volont\u00e0 di estraniarsi dalle &#8220;brutture&#8221; del sistema economico capitalista e dal lavoro salariato, creando l\u2019illusione che questo significhi avvicinarsi al socialismo. Non \u00e8 affatto cos\u00ec, poich\u00e9 il capitalismo non lo si pu\u00f2 bypassare con un RBI: occorre invece affrontarlo direttamente nella sua stessa logica, riappropriasi cio\u00e8 collettivamente dei mezzi di produzione e non idealisticamente ritirarsi dalle contraddizioni dell\u2019economia produttiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Partito Comunista \u2013 nel solco del socialismo scientifico \u2013 sostiene il diritto da parte di tutti gli esseri umani ad una soddisfazione dei bisogni allargata, in correlazione allo sviluppo progressivo delle capacit\u00e0 produttive della societ\u00e0. 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