La tassa di esenzione dal servizio militare è iniqua: depositate 5’000 firme per abolirla!

Una delegazione della Gioventù Comunista Svizzera ha consegnato a Palazzo federale la petizione intitolata “Riprendiamoci i nostri soldi: aboliamo la tassa di esenzione dal Servizio Militare!” corredata di oltre 5'000 firme!

Nei giorni scorsi una delegazione della Gioventù Comunista ha depositato presso la Cancelleria di Palazzo Federale a Berna una petizione sottoscritta da oltre 5’000 cittadini per chiedere l’abolizione della tassa di esenzione dal Servizio Militare. La petizione è stata lanciata dall’organizzazione giovanile del nostro Partito nei primi giorni del mese di maggio 2026, riscuotendo sin da subito un importante interesse in tutte le regioni linguistiche della Confederazione.

La petizione non si limita a chiedere l’abolizione di questa ingiusta imposizione che colpisce chi – per motivi medici che non dipendono evidentemente dalla sua volontà – non può essere incorporato nell’esercito, ma rivendicava anche il rimborso integrale delle annualità versate a partire dal 2009. In quell’anno, infatti, si espresse per la prima volta la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) condannando l’applicazione della tassa ritenendola discriminatoria. Tale sentenza – giuridicamente vincolante per la Svizzera – venne ratificata in un secondo caso nel 2021.

Il coordinatore della Gioventù Comunista, Adam Barbato-Shoufani, ha espresso soddisfazione poiché è stato raggiunto l’obiettivo di portare all’attenzione dell’Assemblea federale e del Governo nazionale delle rivendicazioni forti e radicali che possano dare principio a un dibattito pubblico in merito all’effettiva ingiustizia di tale tassa.

Un’ingiustizia data sia dalle sue modalità di applicazione discriminatorie sia in ambito giuridico che sociale. L’onerosa imposizione per un giovane (Fr. 400.- annui minimi più il 3% del reddito imponibile per 11 annualità) è troppo spesso considerata erroneamente come una “compensazione alternativa” alla leva obbligatoria. Si tratta di una vera e propria mistificazione: mentre chi presta Servizio Militare può farlo indipendentemente dalle proprie condizioni economiche e viene pure retribuito per stare in caserma, chi paga la tassa per motivi di salute (che duque non dipendono dal suo arbitrio) versa un importante contributo che colpisce in maniera importante il suo potere d’acquisto. Si tratta, insomma, di una doppia punizione: oltre alle sfortunate condizioni di salute fisica o mentale si aggiunge infatti una punizione finanziaria che svantaggia queste persone rispetto ai loro coetanei.

Nel frattempo anche sul piano parlamentare si è mosso qualcosa. I deputati del Partito Comunista Massimiliano Ay e Lea Ferrari hanno presentato al Gran Consiglio ticinese una proposta di iniziativa cantonale che spinga le Camere federali a discutere il medesimo tema: l’abolizione della tassa d’esenzione dal Servizio Militare.