Il Partito Comunista sostiene l’iniziativa popolare «Per il rimborso delle cure dentarie» in votazione il prossimo 14 giugno. E lo fa coerentemente con il suo programma elettorale che esplicitamente cita la necessità di istituire “un’assicurazione pubblica cantonale per tutti i residenti atta a coprire le spese delle cure dentarie che non sono incluse nelle prestazioni LAMal”.
Il nostro deputato Massimiliano Ay durante il dibattito parlamentare ha ricordato che siamo di fronte a una situazione di disparità sociale conclamata, di medicina a doppia velocità, di persone che non si curano perché non hanno risorse per pagare il dentista. Sempre più persone inoltre si recano all’estero per farsi curare, oppure rinunciano a trattamenti per motivi finanziari: secondo l’Osservatorio svizzero della salute un quarto della popolazione non va dal dentista a causa dei costi!
In Svizzera la rinuncia completa per motivi finanziari alle cure dentistiche colpisce il 5% della popolazione, contro lo 0,3% della Germania, dove questo genere di cure sono coperte dall’assicurazione pubblica. Nel Canton Ticino – ha spiegato Ay in Gran Consiglio – “abbiamo un problema non solo di precariato ma anche di povertà, questa iniziativa prova ad alleviare la situazione almeno sul tema della salute che è un diritto per tutti e non si può basare sul borsello, anche perché i costi complessivi di una situazione sanitaria deteriorata poi ricadono comunque sulla collettività: lo abbiamo sentito che esiste una correlazione fra la salute dentale e quella generale e dal subentrare ad esempio di malattie cardiovascolari o infettive”.
Il nostro compagno Ismael Camozzi, nella sua funzione di coordinatore del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), nell’ambito della conferenza stampa in cui sono state presentate le ragioni dei favorevoli, ha pure sottolineato l’importanza di una tale assicurazione anche dal punto di vista giovanile: “dopo la scuola media i giovani perdono la preziosa copertura del servizio dentario scolastico, proprio quando le esigenze aumentano e molti non hanno ancora una base economica solida; ciò si traduce in anni senza controlli e poi in problemi più complessi e più costosi”. L’iniziativa mira a garantire un accesso equo alle prestazioni dentistiche di base, necessarie al mantenimento della salute. Il confronto europeo è illuminante: La differenza non è una questione di ricchezza nazionale: è una scelta politica.







