I castelli di Bellinzona non saranno gestiti da una fondazione privata

La sezione Bellinzonese del Partito Comunista prende atto con soddisfazione del risultato del referendum comunale sul cosiddetto progetto fortezza. I cittadini bellinzonesi non hanno ceduto di fronte ricatto morale sul credito promosso dal Municipio e si sono democraticamente espressi contro un progetto approssimativo e – per certi versi – pericoloso.

All’interno dell’eterogeneo comitato referendario, il nostro Partito si è distinto sollevando in particolare il tema della gestione dei castelli, opponendosi alla sua esternalizzazione ad una fondazione di diritto privato. Quest’ultima avrebbe agito autonomamente rispetto alle istituzioni e al popolo, godendo del monopolio della governance per quanto riguarda l’imposizione di biglietti a pagamento e altre politiche turistiche. I membri del Consiglio di fondazione – anche se rappresentanti Città, Cantone ed ente turistico – non avrebbero avuto alcun vincolo rispetto alle istituzioni e avrebbero potuto cooptare individui privi di un mandato democratico. Votando contro questa privatizzazione occulta della gestione, la cittadinanza bellinzonese ha nuovamente dimostrato una sua peculiarità storicamente ricorrente: l’opposizione ai tentativi di sottrarre istituti pubblici al controllo democratico. Nemmeno il sostegno dei partiti storici e di importanti figure istituzionali è stato sufficiente a contrastare questa attitudine, il che è significativo!

Un ruolo determinante nell’esito del voto lo hanno avuto sicuramente anche i giovani. La Gioventù Comunista ha tematizzato negli ultimi mesi l’urgente questione degli spazi giovanili, che in questo progetto sarebbero stati mercificati tramite l’imposizione di un biglietto alla corte interna di Castelgrande, senza alcuna garanzia che bellinzonesi e ticinesi sarebbero stati esentati dal pagamento!

Nel corso della campagna abbiamo criticato la postura del Municipio, il quale ha deciso di schermarsi proclamando l’assenza di un “piano B” in caso di successo del referendum. Qualora ciò fosse confermato, questa impreparazione aggrava la posizione del Municipio! Un esecutivo pragmatico, responsabile e realmente interessato alla valorizzazione di questa struttura dovrebbe a nostro avviso essere in grado di accogliere le diverse sensibilità emerse durante la consultazione popolare ed eventualmente rielaborare un progetto alternativo.

La prossima priorità del Partito Comunista è ora quella di promuovere un intervento sui castelli che garantisca l’accessibilità per le persone disabili. Un intervento imperativo che – a differenza di quanto sostenuto dai fautori del progetto Fortezza – va implementato indipendentemente dall’esito di questo voto!