La Gioventù Comunista – i cui militanti sono attivi in prima fila nel sindacalismo studentesco – conferma la denuncia pubblica diffusa in data odierna dal Sindacato Indipendente degli Studenti e degli Apprendisti (SISA) in merito ai casi di sfruttamento ai danni degli studenti che svolgono lavoretti estivi (leggi). In essa si sottolinea giustamente che l’assenza di un salario minimo per i giovani lavoratori minorenni non può essere una scusante con cui i datori di lavoro si sottraggono ad una retribuzione dignitosa e rispettosa del lavoro offerto dagli studenti.

Sono proprio questi ultimi, infatti, la categoria più fragile: sia perché l’unico periodo che hanno a disposizione per costruirsi un’autonomia finanziaria è quello delle vacanze estive, sia perché sono le prime vittime dei tagli a trasporti pubblici ed istruzione!
Riteniamo profondamente vergognose le testimonianze di studenti impiegati in settori che richiedono un certo sforzo come la ristorazione con un salario di soli 10 CHF orari! Ma è ancora più vergognoso che tale situazione peggiori nell’ente pubblico, con casi in cui i salari sfiorano i 6 CHF orari per servizi di logistica e segreteria in strutture sanitarie, istituzioni governative e altro ancora. Proprio la sfera pubblica è quella che dovrebbe dare l’esempio alle attività private!
Come Gioventù Comunista riteniamo che sia inutile confidare nella buona volontà e onestà dei datori di lavoro: serve un intervento giuridico che tuteli dall’alto i giovani lavoratori! Guardando oltre le Alpi osserviamo che in altri Cantoni la situazione è più regolamentata tramite la fissazione di un salario minimo anche per questo tipo di lavoratori. Riteniamo che adottare tale misura possa essere utile a contrastare queste vergognose situazioni di sfruttamento, garantendo comunque un equilibrio interno al mercato del lavoro ed evitando situazioni di concorrenza fra lavoratori giovani e adulti!
I deputati in Gran Consiglio del Partito Comunista, Massimiliano Ay e Lea Ferrari, hanno quindi prontamente depositato l’iniziativa parlamentare elaborata che pubblichiamo di seguito, al fine di correggere questa lacuna giuridica e assicurando così che agli studenti attivi solo durante le vacanze scolastiche o universitarie venga garantita comunque una remunerazione minima protetta. Nell’atto parlamentare si propone di fissare quest’ultima al 75% del salario ordinario, limitata evidentemente alle sole attività occasionali per un massimo di 60 giorni per anno civile, evitando che questa deroga venga utilizzata per sostituire posti di lavoro stabili con manodopera sottopagata. Una percentuale salariale analoga è già stata peraltro adottata dal Canton Ginevra: il nostro Partito chiede che anche il Canton Ticino agisca di conseguenza!



